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Loredana Bertè fuori da Sanremo e lei non le manda a dire: “Sul palco sono rose e fiori, dietro le quinte è guerra grande”

Loredana Bertè non andrà al Sanremo targato Claudio Baglioni perchè non ha voluto cantare al Festival una canzone di Biagio Antonacci

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loredana bertè
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Loredana Bertè, e il suo nome, sono settimane che compare tra i papabili al Sanremo 2018 targato Claudio Baglioni. L’artista era presente in tutti gli articoli e in tutte le ipotesi possibili riguardante la prossima kermesse sanremese.

All’indomani di un paio d’anni ricchi di soddisfazioni, prima come giudice ad Amici, poi il grande successo del disco “Amici non ne ho… ma amiche si”, il concerto-evento all’Arena di Verona del 19 settembre 2016 e un’estate 2017 ricca di serate, era abbastanza plausibile pensare che la Bertè partecipasse al prossimo Festival.

Si vocifera che il disco di inediti, il primo dopo ben 13 anni da “Babybertè” del 2005, prodotto dalla Mannoia sia ormai pronto, e quale vetrina migliore della kermesse sanremese per presentarlo? Il brano che Loredana sembra abbia presentato è firmato dalla stessa Bertè e da Fabio Ilacqua, coautore di “Occidentali’s Karma”, brano con cui Gabbani vinse lo scorso anno.

Bene, anzi male… venerdì sera durante la trasmissione Sarà Sanremo (leggi nostro articolo) tutti aspettavano il nome della Bertè e invece… niente!

loredana bertè

Dopo un momento di smarrimento, si scoprono però gli altarini. Ed è la stessa Loredana che lo annuncia così:

Siamo “Ufficialmente dispersi”!
“Sul palco sono rose e fiori, dietro le quinte è guerra grande”…
Sono molto amareggiata. Mi sono attenuta al regolamento del Festival di Sanremo presentando, tramite i canali ufficiali, nei tempi e nei modi richiesti, un pezzo al quale credevamo molto.

Il giorno prima della comunicazione dei nomi dei big in gara ARRIVA LA DOCCIA FREDDA: sono stata contattata dal portavoce del direttore artistico, il quale mi ha proposto una canzone di Biagio che era pervenuta alla commissione. Avrei dovuto provinarla in poche ore… ascoltarla, impararla, registrarla. Tra l’altro quel pezzo già mi era stato proposto da Biagio stesso qualche settimana prima ed io gentilmente avevo declinato, spiegandogli che già avevo fatto la mia candidatura ufficiale.

Alla fine ho deciso di restare fedele alla mia scelta artistica, sicura che avrei dovuto rinunciare al festival.

Mi spiace per il mio pubblico che aspettava di rivedermi su quel palco, ma ho preferito essere fuori da Sanremo e non tradire il mio mondo artistico piuttosto che essere in gara con qualcosa che non mi somigliava.
#coerenza #rispettopermestessa

loredana bertè

Quindi …? Dall’esterno la visione delle cose è stata questa: Bisognava forse spingere un brano di Biagio Antonacci e solo con quello poteva essere ammessa, come una debuttante qualsiasi?
E vista da questo punto di vista il comportamento della commissione (o chi per loro… ) sembra davvero vergognoso.

Ma non finisce qui, perchè la suddetta commissione ha anche risposto alle accuse di Loredana, confermando in buona sostanza quanto scritto dalla stessa. Risultato: La commissione, e tutto quello che orbita attorno ad essa, ne è uscita peggio di come già ne era uscita dopo la dichiarazione della Bertè:

La commissione musicale del festival di Sanremo, presieduta da Claudio Baglioni, ha proposto a Loredana Bertè un brano presentato da Biagio Antonacci come autore. Era una semplice proposta e lei non la ha accettata. La commissione, pur apprezzando il brano presentato da Loredana Bertè, non lo ha ritenuto tale da poter entrare nella rosa dei venti Big in gara. E d’altronde, scelte ugualmente dolorose, hanno riguardato all’incirca altri 120 artisti. Se con Loredana è stato fatto questo tentativo era proprio perché la commissione ci teneva alla sua presenza“.

loredana bertè

A parte tutta la faccenda e tutte le disamine che si possono fare su questo caso, ma a questo punto la domanda nasce spontanea: dei venti ammessi, chi ha preso il posto della Bertè? Se lei avesse accettato “la condizione” posta dall’alto, chi sarebbe stato escluso?
Ma si potrebbe andare anche oltre, perchè il fil rouge che lega la maggior parte degli attori in campo sembra essere uno solo… e non riguarda una Major, o la Rai, o altri.

Partendo dal presupposto che noi non conosciamo nessuno dei brani in oggetto, ne quello di Loredana-Ilacqua e né quello di Biagio, e per tanto non possiamo dar giudizi in merito, quello che però salta agli occhi è una sorta di “anomalia” sulla “gestione” della scelta degli artisti che saliranno sul palco dell’Ariston l’anno prossimo, cosa che ci porta a chiedere quali fossero i “parametri”, oltre quelli meritocratici (che si spera ci siano stati), che hanno dettato alcune scelte.

Sanremo è una grande vetrina promozionale, si sa, e lo è soprattutto per chi ha, nei mesi precedenti, lavorato ad un progetto discografico che da Sanremo in poi deve essere “sviluppato”, non solo con la pubblicazione di un disco (si sa, di dischi se ne vendono comunque pochi in questo periodo), ma anche e soprattutto con quello che poi permetterà di organizzare dei Tour (l’unico settore su cui davvero si guadagna nella musica in questo periodo).
Dopo Sanremo partiranno molti tour e eventi celebrativi legati a dei tour, compreso quello di Claudio Baglioni che l’anno prossimo festeggia i 50 anni di carriera.

Sembra quasi che in momenti di vacche magre, si metta in moto una sorta di sinergia simile al detto “diamoci una mano… così una mano lava l’altra“… ma quando una di queste mani decide di non afferrare l’altra, allora quella mano resta fuori, benchè faccia parte della stessa scuderia… e si, perchè Biagio, Loredana, Baglioni e quasi la metà dei big che andranno al 68° Festival di Sanremo, fanno parte della stessa scuderia…

Quale? beh, fino qui siamo arrivati per deduzione noi… il resto fatelo voi.

Ovviamente quello di cui si parla sono solo ipotesi che nascono da quello che purtroppo si vede dal di fuori… e di certezze non ne abbiamo… e questo che sia chiaro, come sia chiarissimo che noi si rispetta il lavoro di tutti, compreso e soprattutto quello di chi fa di mestiere il promoter di Tour e che soprattutto lo fa anche bene, un mestiere difficile che ha bisogno di grandi capacità organizzative, di grande competenza e via dicendo.

Cominciano a cadere le prime tegole sul Festival firmato Baglioni… a quando le prossime?

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