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U2: “Song of Experience”, disco maturo fatto di contaminazione e rielaborazioni – RECENSIONE Tecnica

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U2: Recensione tecnica di “Song of Experience” che segue la precedente recensione fatta dal direttore di FareMusic (leggi qui).

Nuovo lavoro per la formazione irlandese che vede il seguito di  “Song of innocence” più maturo.

L’album si ascolta tutto in un fiato, senza troppi intoppi. Certamente non è il classico disco da ascoltare in macchina, richiede più attenzione, sopratutto perchè alcuni inserti e sfumature andrebbero perse.

Un ascolto con delle buone cuffie è l’ideale.

Il disco si apre con “Love is all we have left”, un synth inizia ad accompagnare la voce, aprendosi ad una serie di linee, in cui si aggiunge un voocoder.
L’atmosfera eterea è scandita solo da una linea di basso che dà una ritmica pacata. Si nota l’influenza del produttore Andy Barlow.

Lights of home” apre con una chitarra scanzonata che dona un riff accattivante, portandoci ad atmosfere rock anni ’70. Una batteria uniforme, non invasiva, il basso carico ed un finale in stile “Beatles” rende il pezzo godibile.

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You’re the best thing about me” è una sorta di cocktail di brani famosi degli U2, e forse è anche per questo che il brano è stato scelto come singolo estratto dall’album.
Nota importante: il lavoro fatto sugli archi è dell’italiano Davide Rossi.
Adoro il sound della batteria in questo pezzo che nel verso è “davanti” a scandire un andamento preciso; le chitarre invece non mi fanno impazzire e il basso sparisce un po’, anche se ascoltandolo con attenzione ha una bella linea.

Get out of your own way” inizia come “It’s a beautifull day”… almeno loro “copiano” se stessi.

American Soul” è la mia preferita, compressissima marziale nel suo verso, leggermente più aperta nel ritornello spostando la batteria in ascolto indietro e sui lati, portando le linee di chitarra passate in un “Big Muff” (effetto a pedale che distorce il suono dando un senso di saturazione) in rilievo più centrali. Il testo racconta il punto di vista di un immigrato.

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Summer of love” brano molto interessante. In esso troviamo varie tracce di chitarra, tra elettrica e acustica, con una melliflua, che troviamo all’inizio e nella variante, con un’armonia precisa.
Ad ogni ritornello il brano si arricchisce di strumenti, fino ad arrivare al finale con una serie di archi che trasmettono uno stato malinconico e allo stesso tempo leggero.
La chiusura invece non mi è piaciuta, un po’ frettolosa.

Red flag day” ha un cantato che ricordato la musica reggae, mischiato ad una base rock senza troppi fronzoli e orpelli.

The showman (little more better)” mi ha riportata indietro nelle atmosfere anni ’60, però contestualizzate e realizzate in chiave moderna … ma nonostante ciò,  il tutto non mi ha troppo “impressionato”.

Fa da contrasto “The little things that give you away” che apre con dei suoni più sintetici, seguito a ruota poi da “Landlady”.

Procedendo nella tracklist, arriviamo ad un brano più movimentato e “tamarro”, “The Blackout”, anch’esso uscito come singolo. Cassa in quattro, basso distorto e chitarra in saturazione, fa capolino un grazioso charleston in levare. Ricorda il loro brano presente sulla nota marca con la “mela”.

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Chiudono il disco “Love is Bigger Than Anything in its way” e “13 (There is a light)”, tipiche canzoni degli U2 che terminano il loro nuovo lavoro con un brano sulla speranza.

La versione Deluxe ha all’interno il brano “Ordinary Love (Exstraordinary Mix)”, brano che faceva parte della colonna sonora del film Mandela: Long Walk To Freedom, “You’re the best thing about me” remixata da Kygo , “Lights of home (St Peter’s string version)” e “Book of your heart”, una canzone molto bella nell’intenzione, anche se la batteria perde un po’ e risulta invasiva a scapito del sound iniziale.

In definitiva reputo “Song of Experience” un disco fatto di contaminazione e rielaborazioni che mi ha incuriosita, anche se ho trovato delle “note dolenti”, come quelle in cui la band replica se stessa, anche se ammetto il fatto che ci sono alcuni guizzi divertenti in alcune nuove sonorità in questo nuovo lavoro della band di Bono.

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Cover by Anton Corbijn.
Nella foto il figlio di Bono e la figlia di The Edge

U2, Songs Of Experience, Tracklist album

Love Is All We Have Left
Lights Of Home
You’re The Best Thing About Me
Get Out Of Your Own Way
American Soul
Summer Of Love
Red Flag Day
The Showman (Little More Better)
The Little Things That Give You Away
Landlady
The Blackout
Love Is Bigger Than Anything in Its Way
13 (There is a Light) 

La versione deluxe contiene altre 4 tracce:

“Ordinary Love (Extraordinary Mix)” 
“Book Of Your Heart” 
“Lights in Front of Me (String Arrangement)” 
“You’re The Best Thing About Me (U2 vs Kygo)”

La versione doppio vinile contiene altre 3 ulteriori tracce rispetto alla deluxe:

Ordinary Love (Extraordinary Mix)”
Book Of Your Heart
Lights in Front of Me (String Arrangement)”

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Karin Voch

Diplomatasi in architettura ed arredo, specializzazione in arti visive e
grafiche intraprende la sua carriera artistica nel 2003 studiando recitazione c/o Teatro Artigiano, perfezionando l’uso della tecnica vocale e dell’uso del corpo come strumento comunicativo.
Ha frequentato corsi individuali di chitarra con l’insegnante Roberto Riva, ha perfezionando la tecnica del flamengo con l’insegnante Stillivato e ritmica d’insieme con il Maestro Distasio.
Ha studiato basso elettrico con Angelo Perini ( Exilia Band) nel 2007 e 2008.
Studia attualmente batteria e percussioni c/o la scuola internazionale Yamaha con il maestro Alex Battini de Barreiro,
Perfeziona le abilità canore prendendo lezioni private dalla cantante lirica Edda Piccinini Sabatè, che la indirizza verso l’uso armonioso ed intonativo delle proprie capacità interpretative improntando la sua vocalità verso l’estensione di soprano leggero.
Diplomata c/o la scuola civica di Liuteria di Milano, lavora attualmente come musicista, produttore e liutaio.

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