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AIDS, una guerra ancora non vinta – Oggi la giornata mondiale contro “la peste del secolo”

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#WorldAidsDay

di Mela Giannini

Oggi 1° dicembre è la Giornata mondiale contro l’Aids e come ogni anno questo giorno è diventato un appuntamento importante per ricordare le migliaia e migliaia di morti per HIV e per invitare la gente a prevenire il contagio, oltre che a sensibilizzare l’opinione pubblica ad aiutare le varie associazioni che sono impegnate in prima linea sul fronte AIDS.

Una vera e propria epidemia scoppiata negli anni ’80, che più di quanto può fare una guerra, ha lasciato sul campo tante vite, uomini, donne, etero, omosessuali… insomma tutti, nessuno è stato risparmiato, ricco o povero, famoso o sconosciuto che fosse: questo virus è stato per decenni un grande e drammatico “livellatore” sociale.

E’ vero che oggi essere siero positivi non implica per forza una condanna a morte inevitabile. La scienza – anche se in ritardo e non sempre aiutata dalle istituzioni, dai politici e dagli interessi, di qualsiasi nazione, specie degli Stati Uniti (e parliamo dell’era Regan) – ha fatto dei progressi con il tempo. Certo, non si guarisce dall’AIDS, ma si possono tenere sotto controllo la sieropositività e le relative conseguenze che comporta un’infezione da virus dell’HIV.

Ma questo non deve farci abbassare la guardia, perché le statistiche riportano dei numeri spaventosi riguardo l’aumento dei siero positivi e il diffondersi dell’epidemia, ora, oggi, più di trent’anni dopo l’inizio della diffusione. Ciò rende necessaria ancora più attenzione verso questo problema, si deve fare di più per lottare contro il virus dell’Hiv, e lo si deve fare a cominciare dall’informazione, soprattutto a partile dalle scuole. La conoscenza può essere lo scudo dietro cui ripararsi, il contrario significa essere vulnerabili e incoscienti, sia verso la propria persona che verso le persone con cui, poi, si potrebbe venire in “contatto”.

Noi, in questo Magazine, parliamo soprattutto di musica e di tutto quello che ruota attorno ad essa, e il mondo musicale si è spesso attivato per supportare le vittime dell’AIDS. Sono state fondate associazioni, fondazioni che ogni anno raccolgono miglioni di euro, e i nomi più in vista tra le “Star” della musica, quelli che più di altri si sono esposti a sostegno della raccolta fondi contro AIDS, sono nomi che in molti conosciamo, come Elton John che ha creato la fondazione EJAF, per finanziare la ricerca e la prevenzione, Bono Vox che insieme a Bobby Shriver ha fondato l’associazione RED il cui scopo è quello di aiutare a combattere Aids, tubercolosi e malaria, e tanti altri.

Sono passati anni da quando i collettivi d’avanguardia neworkesi, i primi a mobilitarsi di fronte al silenzio delle autorità, in migliaia marciarono e protestarono nelle vie della Downtown di Manhattan verso il New York Stock Exchange, ieri come oggi centro nevralgico del potere finanziario, compreso quello dei grandi gruppi farmaceutici quotati in Borsa, accusati di speculazioni sui prezzi dei medicinali anti-Aids. Le cose oggi sono sicuramente migliorate, in occidente, perchè nei paesi del terzo mondo la situazione è tragica: l’UNICEF ha reso noto che ogni ora 18 bambini muoiono a causa dell’HIV.

Per cui “la peste del secolo” ancora non è stata fermata, è sempre lì, in agguato, generazione dopo generazione. E questo deve essere chiaro, questo deve essere detto… va detto che la guerra ancora non è stata vinta!

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