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Natale e la discografia selvaggia e senza vergogna

Natale è alle porte, manca meno di un mese, ma la discografia non ha nessuna intenzione di lasciarsi intenerire dal senso di bontà.

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di Marco Stanzani

Natale è alle porte, manca meno di un mese, ma la discografia non ha nessuna intenzione di lasciarsi intenerire da alcun senso di fratellanza o bontà, anzi … lei, la Discografia, sa che se mai le restasse qualche chance di poter vendere il tanto denigrato ed obsoleto supporto fisico (cd o vinile), nel corso dell’anno solare questa remota possibilità potrebbe concretizzarsi nei giorni compresi tra il 20 di novembre ed il 24 di dicembre.

La settimana scorsa un noto artista, di cui preferisco non fare il nome per evitare di metterlo in cattiva luce nei confronti della sua casa discografica, mi ha confessato che la major con la quale ha un contratto per tre album, non gli ha permesso di scendere in Puglia per un firma-copie in Feltrinelli perché non gli è stato accordato il budget relativo al costo di trasferimento di un chitarrista che avrebbe dovuto accompagnarlo nel corso di una breve performance all’interno della presentazione nello store. Una roba da 150-200 euro per intenderci.

Gli anni dei budget faraonici stanziati dalla Discografia a favore di video lussureggianti da lanciare su MTV sono ormai un lontano ricordo distante almeno un ventennio. La Discografia è quindi costretta a farsi i conti della serva in tasca, e dopo aver contato con cura fino all’ultimo centesimo, come un giocatore di poker semi-spacciato, da tempo ha deciso di mettere tutto quel che ha sul piatto col più classico degli “all in” proprio nell’ultimo mese dell’anno.

I best of, le raccolte, i “meglio di”, i re-packaging, i live, i “veramente definitivo che poi mi ammazzo, lo giuro”, sono tutte queste perle che ci vengono propinate ogni anno, nel Momento (con la M maiuscola) in cui la Discografia spinge verso il centro del tavolo tutto quel che ha, sotto Natale.

E dunque, anziché lasciarsi cullare dallo spirito natalizio, diventa aggressiva, investe quel poco che le rimane e proprio per questo motivo giustamente pretende il massimo. A dicembre le segreterie del Festival di Sanremo sono più affollate del mercato del pesce di Bari, nei backstage dei talent televisivi si annida una folla di manager spietati e pronti ad azzannare “l’occasione della vita”, le radio ricevono mediamente ogni settimana 90 card digitali corrispondenti ad altrettanti nuovi singoli da inserire in programmazione, le major insistono perché i loro artisti si sacrifichino ai firma-copie negli store, negli ipermercati ed ora persino negli autogrill dove l’accesso ti viene giustamente permesso, ma solo se sei in possesso del tanto famigerato supporto appena acquistato. E’ questo l’unico lascia-passare per vivere il magico momento del selfie col tuo cantante preferito.

Ma chi sta dall’altra parte e di musica non vive ma usufruisce, come si comporta davanti a queste dinamiche dinamitarde?

E allora cedo alla tentazione di chiedervi quanto segue:
  1. Acquisteresti su vinile o cd la raccolta “veramente definitiva” della tua band preferita o la regaleresti mai a Natale? X(Si) Y(No)
  2. Se fai parte di una band, preferiresti avere un passaggio su radio deejay o vedere il tuo video posizionato su youtube come primo consiglio al fianco del clip ufficiale della super band inglese che totalizza milioni di views? X(deejay) Y(youtube)
  3. Secondo te nel mercato attuale conta di più vendere 5000 copie del tuo ultimo album o posizionarti al nr 1 come trend topic di spotify nella classifica dei brani più ascoltati? X(classifica) Y(spotify)

Se avete voglia di rispondere poi magari, come si diceva negli anni ’70, seguirà dibattito.

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Marco Stanzani

Dopo aver contribuito al successo di numerosi artisti negli anni 90 (Lucio Dalla, Samuele Bersani, Pitura Freska, Massimo Riva, Tiromancino, ecc.), tra il 97 e il 2001 Stanzani si occupa come produttore esecutivo, responsabile della promozione, ufficio stampa e management, del lancio, mediatico e commerciale, del progetto Lunapop.
Nel 2002, dopo aver raggiunto e superato il traguardo del milione di copie vendute con un solo album (ed oltre 200mila singoli), dopo la vittoria di un PIM (Premio Italiano della Musica), di 4 Italian Music Awards, e del Festivalbar edizione 2000, decide di imboccare un’altra strada rispetto a quella del gruppo bolognese (che di li a breve si scioglierà) e di gettarsi in una nuova avventura al servizio di altri artisti e gruppi di lavoro: la Red&Blue Music Relations.

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