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Ologramma in Tour: dalle cover dal vivo ai Live dei defunti. Frank Zappa come Tupac e altri

Ologramma di artisti morti sui palchi: Ma la musica oggi fa così cagare che siamo costretti ad aprire le tombe? La necrofilia in musica da Frank Zappa a Tupac, Freddie Mercury, Michael Jackson e tanti altri.

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di Roberto Manfredi

Ologramma di artisti defunti che “resuscitano” sopra i palchi: purtroppo sta diventando una triste realtà.

Fermate il mondo, voglio scendere” era un vecchio slogan, ma mai come adesso è stato così attuale. E’ un mondo davvero ignobile, che non ha rispetto nemmeno per i defunti. Ancor più ignobile perché i parenti dei defunti, sui loro stessi defunti, ci fanno cassa.
Io organizzerei volentieri una mostra di mio padre, che era un eccellente espressionista, ma mai mi verrebbe in mente di trasformarlo in un ologramma mentre dipinge in un vernissage. E’ probabile, anzi certo, che io sia un po’ troppo vintage e niente affatto connesso con lo stile contemporaneo, ma quando leggo che Diva, la figlia di Frank Zappa dice cose del genere, mi vengono i brividi peggio che in una cucina cinese in un sottoscala di Quarto Oggiaro.

“Mio padre è sempre stato un innovatore, così vogliamo celebrare la sua musica e farla conoscere anche alle nuove generazioni”.

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Fin qui siamo tutti d’accordo. Ma come? Con un Festival internazionale dove grandi musicisti suonano la sua musica? Macchè, no! Con un ologramma dove Frank rivive in mezzo a un palco. Tecnologia spettrale, vien da dire.

Dietro a questo scempio profanatore c’è, ovviamente, un’azienda americana, la Evellusion (nome perfetto) che si è specializzata in ologrammi di musicisti scomparsi. Essi programmano interi concerti e li fanno risorgere sul palco in copia digitale. Trattasi di veri e propri tour.

Una seduta spiritica sarebbe certo più eccitante.

Già immaginiamo un tour di Bowie, Prince, George Michael e di tutti gli artisti scomparsi nel famigerato 2016. Chissà, magari questi sono capaci di sistemare l’ologramma in una conferenza stampa con una voce campionata o addirittura nel camerino mentre firma autografi ai fans.

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Tupac Ologramma

Il fenomeno purtroppo non è nuovo. Ci sono i precedenti di Tupac Shakur, del pianista Liberace, di Patsy Cline, di Whitney Huoston, di Elvis Presley, di Freddie Mercury e soprattutto quello di Michael Jackson che si esibì da morto nel 2014 sul palco dei Billboard Awards.

Presso Beverly Hills, a Los Angeles, esiste da qualche tempo lo showroom della Hologram USA dove è possibile assistere alle esibizioni di artisti come Mick Jagger, Jimmy Kimmel, Mariah Carey, Janet Jackson e Frank Sinatra.
Addirittura nel 2015 l’Apollo Theater firmò un contratto con Hologram USA per un’esibizione dell’ologramma di Billie Holiday, cosa che avvenne poi nel 2016, e pensate che l’Apollo Theatre di New York è il palco dove esordì l’iconica e inimitabile voce del Jazz della Holiday.

Oppure, un notizia recente che vuole il mitico cantante heavy metal Ronnie James Dio (Ronald James Padavona), colui che sostituì Ozzy Osbourne nei Black Sabbath, andare in tour: prima tappa 30 novembre in Finlandia, poi altri Paesi europei e successivamente oltreoceano… e tutto questo anche se, come scrisse Guccini, “Dio è morto” per un cancro allo stomaco sette anni fa.

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Ronnie James Dio Ologramma

Ci stiamo avvicinando alla necrofilia.

Mi immagino il merchandising abbinato a questi tour. Venderanno anche bambole e bamboli gonfiabili delle pop star defunte? Probabile, se i parenti sono d’accordo.

Insomma non bastava la società svizzera che è in grado di trasformare le ceneri di un defunto in un vinile a 33 giri, con la sua voce o la sua musica preferita, qui la necrofilia va oltre.

Si dirà “ma scusate che differenza c’è tra un video proiettato su grande schermo e un ologramma? Non è la stessa roba?
No, non lo è. Un conto è un documento filmato che testimonia un concerto realmente accaduto e suonato dall’artista in vita che lo consacra alla storia e alla memoria, un conto è un pupazzetto tecnologico che lo riproduce.

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Michael Jackson ologramma 2014 ai Billboard Awards

Siamo quasi nel mistico commerciale e finanziario. Siamo passati dalle statue delle Madonnine piangenti agli ologrammi dei musicisti festanti. Tanto vale a questo punto organizzare un festival pop per centomila paganti.

Noi di Fare Music ci stiamo già pensando. Diamo qualche anticipazione per i nostri lettori. Il Festival si svolgerà o a Lourdes o a Loreto in date da definire, anche se il primo di novembre sarebbe la data perfetta.
Il conduttore sarà John Belushi che nel Saturday Night Live aveva già formato la Death Band. Il cast del festival prevede i seguenti ologrammi:

  • Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison, Brian Jones, Kurt Cobain, Johnny Cash, Elvis Presley, Prince, Sid Vicious, Freddie Mercury, David Bowie, Keith Emerson, Leon Russel, Bob Marley, Leonard Cohen, George Michael, Michael Jackson, Amy Winehouse, George Harrison, John Lennon Tupac e naturalmente Frank Zappa.

Il nostro medium e capo ufficio stampa ha difficoltà a collegarsi con Frank Sinatra e e Marilyn Monroe come ospiti speciali ma speriamo avvenga nel prossimo meeting spiritico.

Resta da definire il costo del biglietto… ma credo che con un cast simile si possa tranquillamente sparare un mille euro a biglietto + prevendita naturalmente. Ovviamente ci saranno i seguenti benefit: parcheggio con carri funebri, posti speciali a forma di bara con rivestimenti foderati, etc…

Insomma più revival di così… si muore!

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Freddie Mercury Ologramma

Scherzi a parte il fenomeno è agghiacciante. Le radici stanno in parte nel mito spropositato, in questa storia delle icone, delle leggende, del rock che non muore mai e in tutto il cucuzzaro mistico e mitologico pop; ma nella maggior parte sta nel fare il denaro a tutti i costi perché come diceva Corrado Guzzanti : “C’è crisi”!

Da un punto di vista artistico è persino spiegabile. La musica oggi fa così cagare che siamo costretti ad aprire le tombe, a profanare i cimiteri della memoria con le nuove tecnologie, perché il livello di quei defunti non sarà mai raggiunto né ora, né mai. Basta guardare tutti, e sottolineo TUTTI, i format televisivi musicali del pianeta. Si fanno solo cover, esclusivamente cover, talmente tante cover da finire al ri-cover.

Per i broadcast il presente e il futuro non esistono se non in funzione del passato. E quindi il sospetto sorge come uno zombie da una bara: Che la musica sia morta del tutto? Amen.

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Roberto Manfredi

Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc…
Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7.
Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA – Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice.
Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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