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Gianni Morandi ingabbiato in un autorato molto distante da lui- RECENSIONE “D’amore e d’autore”

Gianni Morandi torna sulle scene nazionali con il suo 40esimo album dal titolo “D’amore d’autore”, ma non convince

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gianni morandi
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di Andrea Amendolagine

Gianni Morandi, reduce dal successo della hit estiva “Volare” (ironica e divertita collaborazione con Fabio Rovazzi), conclude il suo 2017 con il nuovo lavoro di inediti (il 40mo della sua carriera) dal titolo “D’amore d’autore” (di cui avevamo parlato in un precedente articolo) pubblicato il 17 Novembre scorso e disponibile nella versione 33 giri dal 1 Dicembre.

Luciano Luisi, storico produttore di Ligabue, pensa agli arrangiamenti e in generale alla produzione artistica del 40° album del cantante di “In ginocchio da te”; un disco da cui ci si aspettava molto di più, visto i prestigiosi autori tra i credits, ma che nel complesso risulta invece posizionarsi qualche gradino in giù rispetto al più convincente “Bisogna vivere” del 2013.

Ivano Fossati firma la traccia di apertura “Ultraleggero”. Partendo dal presupposto che i cantanti non devono saper cantare tutto, anche un mostro della canzone italiana come Morandi può incontrare dei naturali e giustificati limiti di fronte all’ennesimo esercizio di stile di Fossati, da sempre col dubbio che sia noncurante del fatto che stia scrivendo per altri e non per se stesso; ecco quindi che Morandi (da sempre votato alle grandi aperture melodiche) si ritrova schiacciato in metriche strette e spigolose e con pochi momenti di respiro, ritrovandosi a cantare un qualcosa di estremamente opinabile che a tratti ricorda una sorta di evoluzione testuale del “Teorema” di Ferradini: non parlare alle donne di calcio e di politica, lascia stare i tuoi amici, portala da Milano a Pechino in vespa, in sostanza annullati, non lavorare e sii pieno di soldi, così potrai conquistare una donna. Ok che il messaggio del brano è quello di stupirle, ma a tutto c’è un limite.

Seconda traccia è il brano di lancio “Dobbiamo fare luce” (di cui avevamo parlato in un precedente articolo), pezzo che Ligabue (qui colto nel suo ultimo periodo meno Rocker e più riflessivo) teneva nel cassetto e su cui Morandi ripone tanta fiducia ma che fatica a decollare su Youtube, complice anche un inciso “spezzettato” nel suo spiegamento. Parlando dell’esigenza di capire a che punto sta la relazione Morandi comunque se la cava meglio, l’arrangiamento nel complesso è godibile e fa chiudere un occhio sul concetto dell’asilo che forse se lo cantasse Ligabue avrebbe più credibilità, da Morandi un po’ meno.

La nuova stella del Pop italiano, Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti, firma la terza traccia “Una vita che ti sogno” che finalmente rientra di più nelle corde di Morandi: una simpatica cantilena di note fa da base a concetti d’amore universale; peccato però che l’arrangiamento, se fosse stato curato dagli stessi Thegiornalisti, avrebbe reso il brano un esempio lampante e ulteriormente credibile del loro modo di intendere l’elettropop senza risultare, invece, una caruccia canzone all’italiana e niente più.

Bocciata totalmente la quarta traccia “Mediterraneo” di Levante: l’artista siciliana (autrice di ottimi pezzi nella sua ancora breve ma intensa carriera) travolge la personalità di Morandi rendendolo un semplice interprete di un brano assolutamente non “easy-listening” e dall’arrangiamento spento, riconfermando che il re delle melodie ariose non può essere ingabbiato in milioni di parole da cantare riunite in metriche troppo strette.

Finalmente arriva Giuliano Sangiorgi che, consapevole del fatto che a cantare sia Morandi, firma per lui “Che meraviglia sei”, ottimo brano velatamente elettropop dalle atmosfere oniriche in cui il Giannone nazionale torna al suo splendore e in piena linea coi tempi. Peccato che non sia stato scelto come singolo di lancio, avrebbe dato una presentazione migliore al progetto. Semplice, diretto e rispettoso dell’interprete.

Arriviamo a Elisa in “Ti sembra poco”. Una tra le migliori artiste italiane in assoluto firma un brano che forse lei non avrebbe mai cantato per i fatti suoi, ed è lodevole il fatto che non abbia voluto far sentire lei passando dalla voce di Morandi; un giro armonico noto e stranoto nella musica italiana regala comunque un momento musicalmente spensierato e leggero di cui si aveva bisogno.

Se con Levante si è cercato di mettere insieme due mondi artistici estremamente opposti e inconciliabili, con Paolo Simoni invece ecco trovare l’assoluta coerenza; l’artista romagnolo considerato emergente (ma che in realtà è solo il più sottovalutato della musica italiana avendo all’attivo svariati lavori pieni di grande creatività Pop inseriti nella direttrice “Dalla-Bersani-Simoni”) firma “Lettera”, una brano semplice e d’innamoramento dai toni valzer che accontenta le fan più datate di Morandi, rappresentando una nuova tappa di omaggio alle radici emiliane di Morandi di cui l’ultimo esempio fu proprio “Bell’Emilia” del 2013. Molto probabilmente non sarà un nuovo estratto dal Cd ma fa la sua bella figura.

Ermal Meta, che prima di esplodere come cantautore di prima grandezza è stato ed è un hitmaker di razza, firma l’ultimo degli 8 inediti “Un solo abbraccio”, diretta ballad velatamente Pop/Rock che nasce perfettamente come canzone da chiusura di un disco e ci ricorda che Morandi, quando gli scrivono pezzi rispettosi della sua anima artistica, sa essere ancora un grandissimo interprete nonostante i suoi quasi 73 anni. L’unico difetto di “Un solo abbraccio” è che chiude la schiera degli inediti, ma non l’intero album: a farlo ci pensa un’inutilissima cover di “Onda su onda” eseguito addirittura in coppia con Fiorella Mannoia, probabilmente pensando di risollevare in estate le sorti di questo “D’amore d’autore” che non è da annoverare tra i capolavori discografici di Morandi.

gianni morandi

Tracklist “D’amore d’autore” – Gianni Morandi  e voti brani

01 – Ultraleggero (Ivano Fossati) – 4
02 – Dobbiamo fare luce (Ligabue) – 6
03 – Una vita che ti sogno (Tommaso Paradiso) – 7
04 – Mediterraneo (Levante) – 3
05 – Che meraviglia sei (Giuliano Sangiorgi) – 8
06 – Se ti sembra poco (Elisa) – 6
07 – Lettera (Paolo Simoni) – 8
08 – Un solo abbraccio (Ermal Meta) – 8
09 – Onda su onda – feat. Fiorella Mannoia (Cover) – 3

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