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Cesare Cremonini e tutti i suoi scenari fatti di vera musica “suonata” – Recensione

Cesare Cremonini è tornato dopo due anni di assenza con l'album "Possibili Scenari", per Universal Music, anticipato dal singolo "Poetica"

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cesare cremonini
Crediti del FotoMontaggio Immagini ©FareMusic - FMD Copyright
Voto Autore
di Mary Troisi

Cesare Cremonini è tornato e tutti gli scenari del suo genio autorale si palesano.

Catturare l’attenzione di chi ascolta musica, per mestiere o per passione, con il “nuovo” di un artista, con la consapevolezza che l’offerta degli ultimi tempi è inequivocabilmente scarsa, è un’impresa titanica, ai limiti dell’impossibile.

Quindi quasi ti accingi a sederti sugli allori della sfiducia che avvolge questo 2017 musicale (eccezion fatta per Caparezza e pochi altri), con l’intenzione di non farti abbagliare dalla promessa di bellezza del primo singolo, “Poetica” (di cui abbiamo parlato in un precedente articolo), primo salto dal trampolino dell’album, canzone che sconvolge tutte le regole della canzone italiana attuale, rapendoti e portandoti nella dimensione delle canzoni con la C maiuscola, in un universo destinato a estinguersi, senza che nessuno riesca a trovare la ricetta miracolosa per metterci in salvo. Per mettere in salvo lei, la Musica, calpestata ormai dall’indifferenza collettiva, triturata in un marasma di mainstream fatto di hit usa e getta senza contenuti che è diventata negli ultimi anni, salvo rare eccezioni.

Ma Cremonini, con “Possibili scenari”, in uscita oggi  venerdì 24 novembre per Universal Music, capovolge in toto le tue convinzioni, costringendoti a destarti pienamente da quella sfiducia, da quel sonno senza sogni della musica attuale, e lo fa con una buona dose di “prepotenza”, di quella prepotenza di chi ha esibito tutto il suo coraggio e capacità autorale nella stesura delle dieci nuove canzoni, che ti “riprendono” con fermezza se tenti la distrazione di un secondo, arrivando a “colpirti” con una frase che ti inchioda, ti fa saltare dalla sedia, e ti incolla a sé.

cesare cremonini

Cremonini con questo lavoro ci permette di ascoltare di nuovo musica, come non eravamo più abituati ad ascoltarla, e ce la fa ascoltare con le orecchie, con gli occhi, con la bocca, che già segue le parole dei testi.

Ce le fa ascoltare con la testa, che cattura ogni significato di quelle parole, con le mani, con i piedi, che già battono e ballano a ritmo del sound pop, con strigliature jazz e dance, delle canzoni.

L’album, nudo nella sua purezza di riconciliazione con la musica stessa, gioca spudorato ad alzare l’asticella, con una buona dose di incoscienza derivante da tracce che vanno dai 4 ai 7 minuti, come nella raffinata e malinconica chiusa dell’album, “La macchina del tempo”, prendendo di petto i diktat delle radio e confermando il cantautore bolognese come una delle poche ancore ancora intatte del nostro cantautorato.

Possibili scenari” arriva dopo due anni di scrittura e lavoro in studio, presentandosi come un lavoro libero, personale, poliedrico, arricchito da notevoli richiami al passato, di lettura non immediata, ma destinata a durare nel tempo.

L’album raccoglie l’esperienza maturata dal Cremonini in quasi vent’anni di carriera, miscelando la sua vena cantautorale con un sound attuale, sottolineato dal pianoforte, archi, agli altri strumenti realmente “suonati”, e affida la sua apertura al pezzo omonimo, “Possibili scenari”, probabile apertura dei prossimi concerti a giugno negli stadi, uno dei tanti pezzi che si incollano alla testa, dai primissimi ascolti.

cesare cremonini

Scivolando poi su un tappeto semi – dance, con Kashmir Kashmir, l’album si veste di leggerezza ed ironia, per traghettarci verso un tema per nulla leggero, come l’immigrazione, confezionando un pezzo destinato a far ballare e riflettere contemporaneamente.

A metà disco si innalza prepotente il capolavoro di “Nessuno vuole essere Robin”, candidato a prossimo singolo, con una frase – “Ti sei accorta anche tu che siamo tutti più soli/tutti col numero 10 sulla schiena e poi sbagliamo i rigori” – che andrei a tatuarmi sulla pelle oggi stesso se non avessi il timore degli aghi e dei tatuatori. Unico pezzo scritto interamente da Cesare (che nell’album si avvale della collaborazione del talentuoso cantautore partenopeo Davide Petrella, in corsa per il prossimo Sanremo Giovani), e della penna di Cesare conserva tutte le sue sfumature di bellezza.

Cambiamo rotta verso la chiusa dell’album, con “La Isla”, vestita da probabile hit estiva e “Al tuo matrimonio”, il pezzo più scanzonato e leggero dell’intero lavoro, in un album in cui ad ogni pezzo va dedicato almeno il secondo ascolto prima di coglierne appieno tutte le declinazioni di significato.

La volontà di “rischiare” d’altronde Cremonini l’aveva esposta da subito, con “Poetica”, e alla soglia della sua “prima volta” negli stadi, torna maturo e consapevole, pronto a prendersi carico della sua responsabilità di cantastorie, di quelle storie che riflettono la vita di tutti noi, con un eco ai suoni degli anni ’70, ’80, che non sono di semplice nostalgia, ma di ritorno alle origini.
In definitiva, Cremonini (svestito del nome nel nuovo lavoro) in “Possibili scenari” ci regala l’ascolto di canzoni destinate a durare nel tempo, in un mondo in cui le canzoni non si ascoltano più.

cesare cremonini

TRACKLIST POSSIBILI SCENARI – CESARE CREMONINI

01. Possibili scenari
02. Kashmir-Kashmir
03. Poetica
04. Un uomo nuovo
05. Nessuno vuole essere Robin
06. Silent Hill
07. Il cielo era sereno
08. La Isla
09. Al tuo matrimonio
10. La macchina del tempo

cesare cremonini

“Possibili scenari” è stato prodotto da Walter Mameli per Trecuori e Universal Music, e registrato negli Studi Mille Galassie di Bologna. I missaggi sono stati realizzati ai Metropolis Studios di Londra e agli MHB Studios di New York.

Per quanto riguarda gli arrangiamenti Cesare è stato ancora una volta affiancato da Alessandro Magnagnini.

Hanno partecipato alla registrazione dei brani, oltre a Cremonini (voce e cori, pianoforte, tastiere, chitarre elettriche ed acustiche, programmazione), Andrea Fontana (batteria), Nicola “Ballo” Balestri (basso), Alessandro Magnanini (chitarre elettriche ed acustiche, tastiere, basso, synth, batteria, cori, programmazione), Alessandro De Crescenzo (chitarra elettrica), Nicola Peruch (pianoforte), Vincenzo Vasi (theremin).

cesare cremonini

Cesare Cremonini sarà negli stadi a giugno:

Stadi 2018” (prodotto e organizzato da Live Nation Italia), nella prima settimana di apertura delle prevendite ha superato i 60 mila biglietti venduti e si svolgerà il 15 giugno a Lignano (Stadio Teghil), il 20 giugno a Milano (Stadio San Siro), il 23 giugno a Roma (Stadio Olimpico) e in chiusura a Bologna il 26 giugno allo Stadio Dall’Ara.
Radio Italia è media partner ufficiale del tour “Stadi 2018”.

Di seguito la video intervista esclusiva fatta da Michele Monina per FareMusic a Cesare Cremonini

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Mariafrancesca Mary Troisi

Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina.
Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola.
In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo.
Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia.
Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”.
Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa.
Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti.
Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione.
Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie.
Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie.
Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente.
Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere.
Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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