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JP Cooper, live a Milano – Recensione

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JP Cooper live al Dude di Milano-Photo by Stefano De Maco per Faremusic
Voto Autore
di Stefano De Maco

JP Cooper, al secolo John Paul Cooper e astro nascente della discografia inglese, ha tenuto il suo unico live italiano a Milano. Una voce che spazia tra soul e folk, in tour per promuovere il suo ultimo cd “Raised Under Grey Skies” .

Avevamo scritto di lui in un articolo precedente, come di seguito:

JP Cooper: la voce che sta incantando l’Europa, arriva in Italia – “Raised Under Grey Skies” l’album d’esordio

Nel panorama della musica fai da te, che le nuove generazioni di artisti orami hanno abbracciato con entusiasmo e determinazione, JP Cooper è l’ennesimo sintomo di una tendenza sempre più diffusa. Quella cioè che bypassa la discografia gigantica e ufficiale, per rispondere all’esigenza di scrivere e farsi conoscere. I canali oramai sono molteplici, e l’ingrediente principale sono l’urgenza di scrivere e suonare. lo dimostra che le prime pubblicazioni del nostro sono state fatte in maniera del tutto autonoma, ben 3 EP scritti, prodotti e pubblicati in modo del tutto autonomo e distribuiti in via digitale.

La musica trova nuove forme di espressione e diffusione, come l’acqua nella roccia.

Live al Dude Club

Il suo concerto al Dude Club di Milano, nella periferica via Boncompagni, si è svolto in un caldissimo clima di accoglienza da parte di un pubblico non solo attento, ma già consapevole di ciò che sarebbe stato lo show. Infatti molti brani sono stati accolti da grida di entusiasmo se non addirittura cantati nei refrain.

Una band compatta ed efficacissima, coetanea all’artista non solo anagraficamente ma sopratutto musicalmente, con l’utilizzo discreto e misurato di soluzioni elettroniche. Aiutati anche dal sound che il fonico del Dude Club ha saputo creare in un modo a mio avviso davvero notevole, stante le dimensioni e caratteristiche del locale. Suono pulito, corposo, definito. Il pubblico non solo ha partecipato musicalmente ma anche emotivamente, con parecchie coppie abbracciate che seguivano i fili sonori dei brani.

La scaletta ha offerto una panoramica della sua produzione, dai primi brani tratti dai suoi EP fino ai successi successi più recenti come september song (non la cover del classico standard) pubblicato dalla Island Records.

il Pubblico e il Social

Un clima davvero caldo e colloquiale tra artista e pubblico ha trasformato una performance in un contatto umano molto vibrante. Un artista in viaggio con i suoi musicisti che commentando e giocando col titolo del suo cd “Raised Under Grey Skies” apprezza il sole che ha trovato a Milano, uscendo dal pullman al mattino. Una vita on the road assaporata in tutti i suoi aspetti, cosa che una volta raggiunto lo status di star (e secondo me arriverà tra non molto) è difficile da vivere. Spesso pensiamo che più si è Star più la vita sia felice. Ma non è tutto oro quel che luccica.

Il suo rapporto col pubblico è molto diretto, sia sul palco che nei social, dove addirittura invita i suoi fan a postare foto lungo le tappe del suo tour, un modo intelligente ed umano di mantenere un contatto con chi ti sostiene.

Fresco di contratto con la Island Records JP Cooper ora è in giro per l’Europa con un double deck bus, ossia un pullman che ti permette di dormire nelle cuccette al piano superiore, e di vivere la quotidianità del viaggio insieme ai tuoi musicisti. Forse anche questo rafforza l’intesa meravigliosa che emana dal palco.

La sua voce, strabiliante e naturale come poche.

Hanno scritto della sua capacità di fondere linguaggi, e devo ammettere che bisogna sentirlo dal vivo per confermare e rimanerne stupiti. Soul, Gospel, Pop e Folk si mischiano in una duttilità vocale che non cede mai alla fioritura estetica, ma rimane sempre sul filo dell’espressione dell’anima. Si sente autenticità in ogni nota, sempre precisa e mai calante, che di questi tempi di dialettiche nei social sul primato del cuore sulla tecnica diventa argomento attuale. Nel caso di JP Cooper, non arrivi nemmeno a porti il dilemma, vivi un’esperienza di puro godimento, con sonorità asciutte e dirette. E allora ti domandi perché: forse perché la musica che parte dall’anima ha bisogno di meno correzioni di una che parta dal tavolino.

La band nonostante l’età anagrafica musicalmente è incredibilmente matura, compatta nei suoni e nelle parti suonate. Segno di un focus artistico chiaro e preciso. Nessuna confusione da riempire con virtuosismi da jazzisti frustrati, da musicisti tristi a cottimo. Un sound fresco ed equilibrato, corposo e vivo che sostiene la voce dell’artista perfettamente.

A mio avviso, la prossima volta che JP Cooper tornerà, ci saranno più fanfare rispetto al centinaio di persone entusiaste presenti l’altra sera. Spero che lungo la strada non dimentichi i suoi punti di forza. Ed è la speranza che una nuova generazione sappia far tesoro degli errori di quella precedente.

Prossime date

  • 22/11/2017 Le Trabendo Paris, France
  • 23/11/2017 Rotonde – Botanique Brussels, Belgium
  • 26/11/2017 Maassilo Rotterdam, South Holland, Netherlands
  • 27/11/2017 Paradiso Grote Zaal Amsterdam, Netherland
  • 29/11/2017 Olympia Theatre Dublin, Ireland
  • 08/12/2017 O2 Institute Birmingham Birmingham, United Kingdom

Link

Facebook Page https://www.facebook.com/jpcoopermusic/
iTunes https://itunes.apple.com/ca/artist/jp-cooper/id576710545
Video She’s On My MindRaised Under Grey Skies · 2017 
JP Cooper http://jpcoopermusic.com

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