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FOO FIGHTERS: Tutti i cliché della musica rock sono in “Concrete and Gold” – RECENSIONE

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di  Karin Voch

Foo Fighters pubblicano un nuovo album, “Concrete and Gold”, con il produttore Greg Kurstin, fresco vincitore di un Grammy Award come Best Producer, abituato a lavorare con le signore del pop internazionale (Kylie Minogue e Adele per citarne due).

Leggendo il booklet scopriamo che ci sono tanti ospiti all’interno, come Paul McCartney, Alison Mosshart dei Kills, Shawn Stockman dei Boyz II Men, Dave Koz e Justin Timberlake.

L’ascolto del disco, composto da dodici tracce, risulta faticoso se ci si aspetta di sentire i soliti Foo Fighters, perchè siamo di fronte ad un disco indefinito, dove la personalità della band non emerge a pieno.

Troviamo brani con elementi rock anni ’60 e ’70 a tratti psichedelici suonati dalla band americana a cui questi suoni non appartengono.

Se in un primo momento con “Run” possiamo aspettarci un disco aggressivo con il loro classico schema, i pesantissimi riff e le parti urlate, cadiamo in “Make it right” che ripropone l’inizio di “Run to the hills” degli Iron Maiden per trovarsi in un brano i cui suoni delle chitarre ci catapultano al periodo delle distorsioni, mandando in saturazione l’amplificatore.

Il riff principale è al limite del “a tempo” e le varie parti non sono ben amalgamate tra loro, le sovra incisioni delle chitarre sono spesso caotiche, in completa opposizione al sound più funky della batteria, che nonostante tutto accresce il caos, riempiendo di “ghost note” il brano.

Arriviamo a “La Dee Da” in cui scopriamo che esiste anche il basso elettrico, peccato ricordi molto “American Woman” così tanto da poterla cantare sopra il riff principale.

Il lato positivo lo troviamo nel ritornello in cui emergono i veri Foo Fighters che, come svegliatosi da un letargo, si scatenano per poi sopirsi.

Passiamo a “Dirty Water” che come un onirica visione degli “America” ci trasporta oltre la metà del disco in cui ci tuffiamo in un brano in pieno stile Beatles, che lentamente si trascina nella traccia seguente “The Line” in cui ritroviamo lo stile classico della band di Dave Grohl regalandoci linee più semplici, chitarre con distorsioni più nette, un basso carico che scandisce le note fondamentali rendendo chiara la sequenza armonica.

La voce è meno effettata, più presente; la batteria finalmente è stata asciugata e resa più scura e meno artificiosa, fanno da contorno degli inserti elettronici .

Foo Fighters

RIFLESSIONI FINALI

Non sono molto convinta di questo “Concrete and Gold”, le collaborazioni non sono evidenti (se non fossero indicate non ci si accorgerebbe della loro esistenza), nè portano un valore aggiunto; il sound è caotico molto compresso, il mixaggio e il mastering mi lasciano perplessa.

Ho ascoltato il disco con vari dispositivi e risulta sempre uno squilibrio tra le frequenze, tagliandone molto alcune, tipico di chi lavora con le campionature.

Tutti i cliché della musica rock sono all’interno di questa produzione.

Foo Fighters

TRACKLIST – FOO FIGHTERS – Concrete and Gold

01. T-Shirt – (01:22)
02. Run – (05:23)
03. Make It Right – (04:39)
04. The Sky Is A Neighborhood – (04:04)
05. La Dee Da – (04:02)
06. Dirty Water – (05:20)
07. Arrows – (04:26)
08. Happy Ever After (Zero Hour) – (03:40)
09. Sunday Rain – (06:11)
10. The Line – (03:38)
11. Concrete and Gold – (05:31)

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