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SAM SMITH TORNA A REGALARE BRIVIDI CON “THE THRILL OF IT ALL” – RECENSIONE

Sam Smith, dopo tre anni di assenza dalle scene, torna con l'album “The Thrill Of It All“, anticipato dallo struggente singolo “Too Good at Goodbyes”

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sam smith
Crediti Vogue Italia
Voto Autore
di Adrien Viglierchio

Sam Smith è tornato con l’album “The Thrill Of It All“, anticipato dallo struggente singolo “Too Good at Goodbyes”.

Il brano ha un inciso da brivido, cantato con un timbro vocale, quello di Sam, che “rade” il corpo come un affilatissimo rasoio, scatenando la pelle d’oca già al primo intervallo di quinta, dal FA al DO. Lo schioccare delle dita trasporta il ritmo fino a farlo esplodere nella corale gospel finale, 3 minuti di pura energia e gioia…  così come dovrebbe essere oggi la musica, quella vincente.

Il videoclip che accompagna il singolo ha in se splendide personalità di coppie che si abbandonano ai loro addii, un pugile che combatte contro un sacco, lo stesso Sam Smith avvolto nei suoi pensieri.

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Sam dice: “Questo pezzo parla proprio di me e di una mia relazione sentimentale. Il resto del disco non è tutto incentrato su di me. Ci sono quattro canzoni che parlano di me, il resto parla di cose diverse, altre persone e le cose che hanno dovuto affrontare nella loro vita

E poi arriva la cover dell’album, e qui si intravede un artista, visibilmente dimagrito, che si mette a nudo attraverso la sua voce, un modo sicuramente migliore per donarsi al pubblico e posare lo sguardo “Oltre”, direttamente sul “FRONT” del suo disco, con tanto di occhi lucidi, emozionati, pronti ad inebriare l’ascoltatore nel mentre questi ascolta la sua melodiosa duttilità vocale.

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L’album “The Thrill Of It All“ (di cui abbiamo parlato in un precedente articolo) arriva 3 anni dopo il successo del primo album “In the Lonely Hour” (12 Milioni di copie vendute) e il suo premio Oscar per “Writing’s on the wall” colonna sonora di uno dei film della serie di James Bond.

Il nuovo album, anche questa volta, è stato realizzato insieme a Jimmy Napes e Steve Fitzmaurice, e prodotto da nomi quali Timbaland e Emile Haynie.

Sam, in questo lavoro, si è ispirato alle grandi voci femminili della musica soul e r&b di tutti i tempi, su tutte Etta James e Aretha Franklin. All’interno del disco i brani hanno una durata media di 3 minuti, un tempo perfetto per emozionare senza mai indugiare nella noia. In quest’album si trova un Sam più maturo, più adulto, introverso, che racconta i sentimenti attraverso una successione di ballad molto ben confezionate, a cui si alternano solo pochi brani ritmati.

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Tracklist

Too Good At Goodbyes 
Say It First 
One Last Song 
Midnight Train 
Burning 
Him 
Baby, You Make Me Crazy 
No Peace” (feat. YEBBA) 
Palace 
Pray 
Nothing Left For You 
The Thrill Of It All 
Scars 
One Day At A Time

I brani della Deluxe Edition sono 14, apre l’ascolto il singolo “Too Good at Goodbyes” di cui abbiamo già ampiamente parlato sopra.

Credit: Ruven Afanador, uff. st. – E. STEFANELLI

RECENSIONE

Say it First:
“Dillo tu per primo”, è questa la richiesta che pone Sam all’amore che ha di fronte, dicendo “non sanerò mai il mio passato se scappo ogni volta che qualcosa sta per iniziare, quindi ho bisogno di sapere se in questa storia sono solo”. Il brano è molto “pulito”, incentrato su semplici giri di Do Maggiore, musicalmente incalzante, perfetto come secondo brano. Inoltre la grancassa penetra con il suo incedere, rafforzando parti del testo.

One Last Song:
Altra storia d’amore finita, dedicata a una persona che non vuole più parlare, ma che probabilmente ascolterà questa “ultima canzone” dedicatale.
In questo brano, più che in altri, viene evidenziata l’oggettiva convinzione che Sam Smith è la controparte maschile di Adele (ma non ditelo a Sam perchè questo accostamento ormai non lo sopporta più). L’arrangiamento della canzone è totalmente in linea gospel, un vero omaggio agli anni ’50.
Il Piano è cadenzato in una jam session perfetta per “Un Ultima Canzone” cantata con estrema naturalezza in un falsetto in Re  che ogni volta spiazza; la duttilità dello strumento vocale in dote a questo artista è davvero straordinaria.

Midnight Train:
Grancassa e rullante asciuttissimi per un attacco improvviso che dà ritmo al disco e lo aiuta a scorrere. Parliamo di un Treno Notturno di Mezzanotte che Sam prende per dare un addio a una persona che gli ha strappato via, poco a poco, un pezzo di se; ma questa volta il nostro ha preso finalmente la decisione di partire e pensare a se stesso, lasciandosi il passato alle spalle.
Anche qui il suo falsetto la fa da padrone, specie quando l’arrangiamento si svuota e ti accorgi di entrare meglio nella magica atmosfera vocale venutasi a creare.

Burning:
Ecco, questo pezzo stupisce, perché non vogliamo nulla di più che ascoltare la voce di Sam da sola, con un po’ di reverb per enfatizzare l’atmosfera. Il piano entra piano nelle dinamiche del testo, che racconta ancora una volta di una ferita d’amore “Bruciante”.
Brano in Fa# Maggiore, che come tonalità è perfetta per la voce di Sam, visto che gli permette di arrivare a toccare un bellissimo Re#. Una stesura melodica davvero piacevole.

HIM:
Lui. Sam ama il suo LUI e lo grida a Dio in un brano incalzante, accompagnato dalle note calde di un pianoforte, anche qui in puro stile Adele. Il brano esplode in un coro angelico gospel che trasforma la canzone in una sorta di preghiera con cui raccontare i peccati per poi chiedere perdono… ma Sam ama LUI, e non può farci nulla.

Baby, you Make me Crazy:
Letteralmente “Tesoro mi fai Impazzire”.
Anche qui altro Amore troncato per Sam (magari lo stesso cantato nelle altre canzoni). Qui il nostro protagonista (Sam… ovviamente), attraverso la musica, trova il modo per mandar via dalla testa l’ennesima storia sentimentale andata male… il tutto accompagnato da fiati, basso incalzante e cori che valorizzano sia l’inciso che il finale. E anche questo è un altro brano dal mood tipicamente “Adeliano”

No Peace:
Eccolo finalmente il “DUETS” che aspettavamo. Sam non manca mai di collaborare con qualche altra voce straordinaria e, per questo brano, ha scelto una cantate non proprio popolare, un’artista indipendente di nome Petti Poppins, in arte “YEBBA”, un personaggio che in un contesto come un disco di Sam Smith non ti aspetteresti mai, e che invece poi si scopre essere bravissima e dotata di una voce che non ha nulla da invidiare a Mary J.Blige. Il brano, in se, ha un inciso polifonico vincente in Sol Maggiore e una linea melodica in espansione. Questa traccia è la più lunga del disco, e anche qui viene raccontato un amore difficile, un amore, appunto, che non trova pace.

Palace:
Un’altra ballata godibile. Qui, a sorpresa, troviamo un Intro di chitarra davvero piacevole. In questo brano Sam ci introduce in un metaforico palazzo, fatto di sentimenti forti, che ha costruito insieme al suo compagno. Il testo dice: “Mi mancherai, mi importa ancora di te, a volte vorrei non avessimo mai costruito questo palazzo, ma il vero amore non è mai uno spreco di tempo”.

Pray:
E finalmente una canzone che si differenzia dalle altre grazie alla tematica trattata, che non è quella di un ennesimo rapporto d’amore doloroso, ma, semmai, del rapporto mistico che l’artista ha con Dio e con la preghiera.
Sam confessa di non avere mai avuto un rapporto con la religione, dato che quest’ultima gli ha sempre voltato le spalle; ma ora sente il bisogno di “pregare” e lo specifica bene nel testo: “Pregherò, Pregherò, magari Pregherò” . La preghiera cantata di Sam ha un inciso dagli intervalli melodici di quasi 2 ottave centrali, partendo da un Re basso corposissimo e di forte impatto, fino ad arrivare ad un La sovracuto falsettato (Re4 Mi4 So4l Si4 Re5 Mi La5 Sol5… una Meraviglia).

Nothing Left for You:
Questo brano fa il verso al genere crooner alla Bublè, con una canzone simile al mood di “I’m Feeling Good” (similitudine che la si riscontra anche negli accordi). Il testo torna a ricordarci, e non l’avevamo di certo dimenticato, che Sam se l’è vista brutta col suo ultimo amore, e per questo canta: “ho dato il mio cuore a un maledetto stupido, gli ho dato tutto, adesso non è rimasto niente per te”. I cori gospel, ancora una volta, sono dirompenti,  rinforzando sempre l’inciso del pezzo.

The Thrill of it All:
Attenzione, fermi tutti! E qui si torna al brivido! Sam, in questa traccia, canta un pezzo davvero carico di emozione, grazie alla presenza di arpeggi di chitarra e piano in Si bemolle maggiore, che accompagnano la voce dell’artista, tra Belting e falsetto, in un crescendo magnifico che si intreccia con dei cori stupendi: un vestito sonoro di classe che dà il titolo, e il senso, all’intero album. Qui la struggenza e la disperazione del testo è palpabile, rendendo di fato il brano il migliore del disco: “Scommetto di essermi perso nel momento, scommetto di essermi perso nella caduta, scommetto di essermi perso nel battito del tuo cuore, nel brivido di tutto questo, e scommetto che eri dannatamente perfetto, Perchè ogni volta che chiami, mi ricordo cosa ho perso quella notte amore mio, nel brivido di tutto questo, nel brivido di tutto questo”.

Scars:
Dai primi attacchi di chitarra sembra di imbattersi nella nuova versione di “Fast Car” di Tracy Chapman, ma poi, con l’attacco vocale di Sam, si va indubbiamente da un’altra parte. La tematica del testo qui è la Madre, è un sincero e speciale ringraziamento verso una donna che ha saputo, nonostante le difficoltà, amare i suoi figli, compreso Sam (il più grande dei tre), una madre che ha saputo mettere a posto tutte le “Cicatrici”.
Il pezzo è sostanzialmente unplugghed, voce e chitarra, un brano ricco di magia, specie nella ritmica verso la metà del brano in poi.

One Day at a Time:
E per concludere l’album, ecco un bell’attacco di chitarra country. Molto bello questo finale, con cui Sam ci accompagna sulle rive di un fiume, seduti ad aprire una bottiglia di vino, a fumare una sigaretta, godendo della vita “Un Giorno alla Volta”… perché la vita vera è “QUI”, è “ORA” e sicuramente Sam l’ha capito.

sam smith
Crediti Vogue Italia

Conclusioni:

Questo album è scritto e arrangiato molto bene, e il tutto è stato costruito attorno alla splendida vocalità di Sam, unitamente a non troppi abbellimenti tecnici, assolutamente voluti, per rendere il disco variegato facendolo spaziare dall’acustico ai sapori Gospel e RnB. Forse sono un tantino troppe le ballad con la stessa tematica legata all’ultima relazione finita male dell’artista. Ma evidentemente questo avvenimento della sua vita gli ha fornito forti ispirazioni che lo hanno condotto a crescere e diventare più crudo, introverso e selvaggio nella scrittura, e sicuramente più maturo nell’interpretazione.

Non deve essere facile entrare in uno studio di registrazione con uno stato d’animo così afflitto… ma evidentemente poi è successo qualcosa, nell’ombra, lontano dalle luci dei riflettori, che ha dato la forza, all’artista e all’uomo Sam Smith, di riappropriarsi della propria vita e voltare pagina. E ringraziamo il cielo che sia andata così, perché di artisti come lui, e voci come la sua, ne avremmo davvero tanto bisogno.

Sam sarà in tour mondiale nel 2018 e farà tappa in italia per ben 2 date, Milano Forum di Assago 11 Maggio 2018 e Verona all’Arena il 12 Maggio 2018.
Biglietti in prevendita sul circuito Ticketone.

 

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