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Roberta Di Mario: la musica del suo album ILLEGACY è una “ladra d’emozioni” – INTERVISTA

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di mario
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di Antonino Muscaglione

Roberta Di Mario, pianista molto apprezzata, è uscita il 13 ottobre con un nuovo lavoro, “Illegacy”, una sequenza di dieci tracce orchestrate con la “voce” del suo piano. Roberta è nella scena musicale dal 2011, ha avuto modo di suonare in luoghi prestigiosi che hanno, in qualche modo, dato un peso importante alla sua musica.

Nel 2014 compone la colonna sonora del docufilm “Vivere il mondo di Botero”, la Di Mario ha suonato in occasione della mostra del maestro sia in Italia che in Giappone. Il connubio con l’arte pittorica continua e nello stesso anno apre la mostra di arte indiana nel prestigioso contesto della Biennale di Venezia (Biennale che un anno è dedicata all’Arte, negli anni dispari, e nei pari è dedicata all’Architettura). I colori della pittura, il bianco e nero cinematografico entrano prepotentemente nelle sue composizioni.

Ho avuto modo di incontrare la Di Mario, per un’intervista, in occasione dello show case alla Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano, per FareMusic.

di mario

INTERVISTA

Ciao Roberta, scrivo per FareMusic, il Magazine di Alberto Salerno e so che Alberto apprezza la tua musica. Sono molto incuriosito dal tuo lavoro, mi sorprende questa dualità col mondo dell’arte e del cinema, un mondo colto e di nicchia.

Ciao, grazie, mi fa molto piacere, intanto speriamo non rimanga “di nicchia” (sorride, nda). Chissà che non passi, so Alberto abita qui vicino, ne sarei molto lieta.

Perché hai scelto “Illegacy” come titolo del tuo lavoro? In che modo la musica è illegale? 

Intanto “Illegacy” è un termine inventato, credo che la musica ti rubi qualcosa, la rubi da dentro e la tiri fuori, la musica è una ladra di emozioni, sia per chi compone, che per il fruitore. A volte in una canzone ci sono dei ricordi annidati che credevi dimenticati. Altre volte una nuova canzone ti porta fuori delle cose e ti rendi conto, una volta uscite, che non appartengono più a te. 

Posso dire che, essendo un cd strumentale, tu abbia voluto dare con questo lavoro parola alle immagini?

Si, bravissimo, le immagini sono fondamentali, in qualche modo hanno sostituito le parole. Tutto è partito da “Duende”, un video clip pubblicato sul mio canale Youtube lo scorso dicembre girato a Parigi, il video, inteso come primo episodio, è stato pensato come l’inizio di una storia, una narrazione continua. Il tema di partenza è il viaggio, un viaggio alla ricerca di uno stato emozionale, pieno di inquietudine e tormento, ma al contempo aperto verso la magia e la dolcezza. Ad oggi siamo arrivati al quinto episodio, a dire il vero ci siamo un po’ persi nella storia, ma vedremo di rimetterci in carreggiata coi prossimi.

Nei tuoi brani parli di evasione, di sogno, di un’astrazione verso qualcosa di alto che fa volare.

Si, questo è vero, la musica ti fa evadere, ma ogni tanto devo tornare coi piedi per terra, ho un figlio di 17 anni che mi porta prepotentemente alla realtà, vorrei uscisse di più, che andasse alla scoperta della bellezza del mondo, l’adolescenza è un’età difficilissima.

Ormai ne sei fuori, insegno alle scuole medie, è quella l’età più critica, ormai ne sei quasi fuori…

(sorride speranzosa, nda)

A proposito di adolescenza, quando ti sei appassionata alla musica? Qual è il tuo percorso artistico? 

Io ho cominciato a suonare all’età di 6 anni, mi sono diplomata al pianoforte al Conservatorio di Parma e da lì è cominciato tutto. La mia formazione è classica, la musica classica dei grandi maestri impressionisti, tra tutti Claude Debussy. La musica classica segue delle regole rigide che non si possono trasgredire, ho un rispetto totale per quel mondo, non mi sognerei mai, come qualcuno mi ha chiesto, di riproporre dei pezzi in chiave pop.

Per concludere, cos’è che ti porta a scegliere il titolo di un brano? 

Fosse per me, sarebbero delle tracce senza titolo, però alla fine ho scelto di dargli un titolo che è quello che scaturisce dalle immagini che voglio raccontare. Per dare maggiore respiro, nella maggior parte dei casi (solo la traccia 5 “Musica bianca” è un titolo in italiano) sono titoli in inglese.

 

di mario

Lascio spazio agli altri colleghi e aspetto che cominci lo show case. Scendo, la sala è gremita di spettatori che attendono che arrivi l’artista. Tra il pubblico scruto Daria Bignardi, che tolte le vesti da austera direttrice di Rai3, ha abbandonato il look sale e pepe ed è tornata al suo solito castano.

Arriva l’artista, dopo le parole è il momento di dare spazio alla musica, Roberta e il piano formano un’entità unica, sono attratto dal suono e al contempo dalle sue dita che danzano sui tasti bianchi e neri. La presentazione è moderata da Enzo Gentile. L’album è prodotto da Marco Stanzani su etichetta Warner Music Italy. 

Sul canale youtube dell’artista è ora online “Indefinitely”, il quinto video estratto dall’album. Il video è stato girato da Mirco Passero a Cervere presso l’Anfiteatro dell’Anima.

di mario

Ringrazio per Red&Blue Music Relations Clarissa D’Avena.

 

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