Home Musica Recensioni Album Lucio Battisti: “Masters”, un grande passato che diventa abito appena confezionato -RECENSIONE

Lucio Battisti: “Masters”, un grande passato che diventa abito appena confezionato -RECENSIONE

Lucio Battisti ritorna prepotentemente ai vertici delle classifiche con "Masters”, pur non mettendo on-line la raccolta, ma distribuendola solo su cd e Vinile.

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lucio battisti
Crediti del FotoMontaggio Immagini: ©FareMusic - FMD Copyright
Voto Autore
di Athos Enrile

Lucio Battisti fa sempre notizia, basta un piccolo segnale e si alza un polverone, spesso lontano dalla materia centrale, la musica. Inutile nascondere che sono tanti quelli che si attaccano morbosamente alle vicende periferiche, alle diatribe che ruotano attorno agli aspetti umani ed economici, e alla fine si fa fatica a capire da quale parte stia la ragione. Ma quando i suoni entrano in gioco tutto il resto sparisce.

Un buon spartiacque tra parole e fatti è rappresentato in questi giorni dalla sorprendente uscita di “Masters” (di cui vi abbiamo parlato in un precedente articolo), un’operazione targata Sony Music, un contenitore musicale che raccoglie 60 canzoni “… estratte direttamente dai nastri analogici originali restaurati e rimasterizzati a 24bit/192KHZ.

L’occasione nasce pensando ad una data precisa, il 29 settembre 2017, giorno in cui il primo successo di Battisti (interpretato all’epoca anche dall’Equipe 84) ha compiuto 50 anni.

lucio battisti

Bene, a pochi giorni dall’uscita “Masters” ha raggiunto le vette di vendita, cosa che non susciterebbe alcun scalpore se non fosse che non esiste al momento distribuzione digitale, ovvero, “se vuoi ascoltarlo comprati CD o vinile!”. Potremmo parlare dell’opposizione degli eredi alla digitalizzazione del catalogo o del conflitto di questi con il Mogol (leggi precedente articolo) che si manifesta danneggiato da certe azioni, ma andando oltre credo che tutto questo debba sollecitare qualche riflessione: in un periodo in cui il supporto fisico è venduto, se va bene, dal merchandising nel corso dei concerti – per i seguaci di certa musica è  fondamentale possedere e toccare, andando oltre la liquidità del digitale – e il download imperversa, come si spiega un Battisti in alta classifica come ai tempi d’oro?

Forse basta il nome, quel “Battisti” che non conosce crisi… o forse è premiata la bella convivenza rappresentata da un materiale obiettivamente “antico” a cui è stata applicata l’estrema tecnologia, un’operazione che ha permesso di riproporre i masters originali con un’altissima qualità, utilizzando una frequenza di campionamento quattro volte superiore a quella di un normale Cd.

lucio battisti
Masters – il processo di rimasterizzazione

Nessun inedito quindi (e chissà quanto materiale giace nel cassetto!) ma brani per palati fini, che racchiudono un periodo che va dal 1969 al 1994.

Le operazioni di rimasterizzazione sono spesso poco apprezzate, nel senso che le orecchie meno allenate – e il tipo di supporto riproduttivo utilizzato – impediscono all’ascoltatore medio di afferrare la bellezza del nuovo volto di un album o brano. In questo caso parliamo di un “prodotto nuovo”, dove le hits che hanno accompagnato la giovinezza di molti di noi appaiono sotto una veste inusuale, con dettagli mai emersi nel passato, con finezze rappresentate da arrangiamenti e atmosfere che diventano abito appena confezionato.

Lunga la lista, 60 brani, quasi tutti parte radicata della nostra cultura, ma il disco va assolutamente ascoltato proprio perché ad ogni cambio di traccia nasce la sorpresa, e la lettura del titolo in arrivo farà pensare ad un: “… e chissà come sarà questa!”.

Battisti anche in versione inglese, giacchè “Il mio canto libero” è proposto nell’ultima sezione come “A Song to Feel Alive”, e le sorprese vocali non mancano.

lucio battisti

Passando da brano a brano sono arrivato a “Emozioni” e il pensiero è arrivato spontaneo al mio amico Giorgio “Fico” Piazza, primo bassista della PFM, uomo di poche parole e tanti fatti: era presente attivamente, come strumentista, a quella sessione di registrazione, e alla fine, come lui racconta, non mancò qualche lacrimuccia!

Beh, “Masters” provocherà parecchie emozioni, lasciando però spazio alla razionalità, a qualche ragionamento legato ad una strada obbligata che abbiamo iniziato a percorrere, un sentiero che ogni tanto trova uno stop che ci riporta indietro nel tempo senza che si possa fare niente per opporsi. E’ la forza dei fuoriclasse, di chi ha qualcosa in più perché Dio ha voluto così, e anche quando l’uomo non è più tra noi la sua volontà e la sua bellezza si fanno sentire.

Non perdetevi “Masters”.

lucio battisti

Queste le tre versioni disponibili di MASTERS

 COFANETTO 4 CD

+ BOOKLET 24 pagine con foto e interviste a Geoff Westley, Alessandro Colombini, Franz Di Cioccio e Alberto Radius 

COFANETTO DELUXE 8 LP IN PASTA COLORATA BOOKLET 12 PAGINE con foto e interviste a Geoff Westley, Alessandro Colombini, Franz Di Cioccio e Alberto Radius 

COFANETTO VERSIONE TRIPLO LP

 

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Lucio Battisti nei ricordi di Franz Di Cioccio, Alberto Radius e Geoff Westley

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