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Quel che sarà il FESTIVAL del “conducente” Baglioni

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di Mela Giannini

E così parlò il Baglioni… ai microfoni del buon Mollica su RAI1.

Dopo giorni e giorni di notizie, voci e indiscrezioni su chi avrebbe, coraggiosamente, preso il posto di Carlo Conti dopo gli ultimi fortunati (in termini di ascolti) Festival di Sanremo, ecco che Claudio Baglioni – che di coraggio certamente ne ha, visto i retaggi da “capitano” insieme all’amico Gianni -, ha finalmente rotto gli indugi, e di fronte alla telecamera parla di quello che sarà il “suo”  Festival.

Alcune novità, che chi scrive ritiene positive, sono state anticipate; in primis l'”l’eliminazione delle eliminazioni“. No non è un gioco di parole simpatico, ma è finalmente la prospettiva di vedere un Festival in cui non si umiliano artisti con classifiche alcune volte davvero discutibili. Già il mercato discografico è umiliante di per sé, e tanto basta in quanto ad umiliazione.
E questa regola varrà sia per i Big che per i Giovani.

Lui, il “conducente” più che che conduttore (Baglioni dixit), vorrebbe un festival che sia FESTIVAL con tutti i crismi, tipo i Festival cinematografici o letterali, in cui chi vi partecipa resti in concorso, resti nel contesto dell’evento dall’inizio alla fine, fino a quando viene decretato IL VINCITORE.

L’altra novità voluta dal nostro – che si è definito l’ Architetto del Festival – è ancora un sottrarre a quel che era: è l’eliminazione delle COVER, perchè, in buona sostanza, a detta del buon Claudio (cosa che tra le altre condivido), di canzoni di “altri” già se ne sentono troppe… c’è bisogno di cose nuove e di modi diversi e vari di proporre la propria musica, magari in compagnia, in una sorta di jam set tra colleghi, duetti o altro. Insomma, bisogna FAR MUSICA secondo il nuovo direttore artistico, e visto che dai piani alti hanno voluto un cantautore alla guida di Sanremo, ora in Viale Mazzini si beccano qualcuno che mette al centro di tutto la MUSICA. E magariiiiii fosse davvero così… spera chi scrive.

Che sia arrivato finalmente il momento di portare il degno rispetto alla canzone italiana, troppo spesso al servizio di spettacoli, TV e inserzionisti pubblicitari?
Vedremo quel che sarà… “strada facendo”.

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