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FLASHDANCE, il musical poco cinematografico – RECENSIONE

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Flashdance
Voto Autore
di Paola Pellai 

Dimenticatevi il film. Dimenticatevi pure gli scaldamuscoli e la bicicletta con la quale Alex andava quotidianamente al lavoro. Dimenticatevi la saldatrice, il rumore della fabbrica e le tute sporche di grasso. Dimenticatevi anche i baci appassionati. Beh, insomma se non avete mai visto Flashdance, il film cult uscito nel 1983, diretto da Adrian Lyne, scritto da Tom Hedley e Joes Eszterhaz con protagonista Jennifer Beals, vi godrete senza nostalgie l’omonimo musical in scena al Teatro Nazionale a Milano.

Flashdance

La nuova produzione firmata Stage Entertainment e Full House Entertainment è una rivisitazione tutta italiana di quella che è stata la pellicola più vista nel 1983 nel nostro Paese, 200 milioni di dollari al box office e 20 milioni di copie vendute della colonna sonora. Resiste la trama e il temperamento dei protagonisti, ma la “sostanza” è meno adrenalinica, meno emozionante, meno romantica. Insomma, meno che più.
Non c’è orchestra dal vivo, 18 interpreti sul palcoscenico, scenografie che scappano via strappandoti l’unico urlo di sorpresa sulla cascata d’acqua che travolge Alex e chiude il primo tempo.

Flashdance

Competere con la popolarità del film sarebbe stata in partenza una missione impossibile, ma questo musical ti riempie giusto il tempo di una serata. Lo segui, applaudi, ma non ti scateni. Non ci sono sbavature, ma è come se fosse stato svolto un compito, bene, ma sempre compito resta.

E tu, invece, da un musical ti aspetti scintille, coinvolgimento a mille, voce che ti accarezza il cuore e l’irresistibile desiderio di ballare sulla poltrona che, questa volta, non hai. Ma Flashdance è Flashdance e non avrà problemi a diventare il musical virale sulla piazza di Milano, dove resterà fino al 31 dicembre, sostenuto da un pubblico che non cancella l’idea che “chi rinuncia ai propri sogni è costretto a morire”. Ieri, oggi e domani.

Flashdance
Chiara Noschese

La prima a fare sua questa filosofia è stata proprio la regista Chiara Noschese:

Ogni nuova sfida può impaurirti ma ti regala sempre un sogno, quello di metterti alla prova, poterti superare e andare oltre. E’ il messaggio che vorrei arrivasse a ogni spettatore di Flashdance. Ho cercato di restare fedele ai testi del film, ma non è stato facile scrivere traduzione e adattamento: l’italiano è una lingua che poco si concilia con il potere di sintesi di quella inglese”.

La Noschese spiega di aver tradotto “canzoni quando portano avanti l’azione, altrimenti sono rimaste in edizione originale, come Maniac e Man Hunt, mentre ho voluto rendere omaggio a Umberto Tozzi lasciando in italiano qualche strofa di Gloria.
Ed è una scelta vincente, visto il consenso del pubblico.

Flashdance
Valeria Belleudi

Questo Flashdance ci conferma una volta di più come la scuola di Amici sia un inesauribile serbatoio che dà benzina ai musical prodotti in Italia. Stavolta è stata Valeria Belleudi, 32enne di Anzio e “allieva” della De Filippi nel 2004, a conquistarsi il ruolo di Alex. Lo fa con piglio e sicurezza, al punto che, con orgoglio, sottolinea come lei danzi senza controfigure, a differenza della Beals che, nel film, ne utilizzò ben quattro (persino un uomo).

Già a 9 anni – sorride Valeria – volevo fare la ballerina, ma questa è una sfida completa, recitazione compresa. Avevo 2 anni quando uscì Flashdance, adesso capisco perché questa storia non è mai tramontata. Lottare per un sogno… Una lezione anche per le ultime generazioni”.

Flashdance
Valeria Belleudi e Lorenzo Tognocchi

Valeria gioca di esperienza, senza inceppature nella voce e nelle gambe che hanno ancora energia per farsi notare a spettacolo concluso. Musicalmente funziona anche l’affiatamento con Lorenzo Tognocchi, classe 1990, il “suo” Nick, anche se l’amore, almeno alla fine, avrebbe potuto “affondare” colpi più audaci e credibili.

Menzione speciale per la napoletana Altea Russo che impersona Hannah, insegnante e ballerina professionista in pensione, l’angelo custode di Alex. E lasciateci l’ultimo applauso per quel gran genio della disco, Giorgio Moroder, autore delle musiche di Flashdance, compresa What a Feeling, la canzone che vinse l’Oscar.
Un bis se lo sarebbe meritato.

Flashdance

INFO SULLO SPETTACOLO

Eleonora Lombardo – Aiuto Regista
Marco Bebbu – Coreografo
Gabriele Moreschi – Set Designer
Francesco Vignati – Light Designer
Angelo Racz – Dir. Musicale
Armando Vertullo – Sound Designer

FLASHDANCE fino al 31 dicembre al Teatro Nazionale, a Milano

Orario spettacolo
Da mercoledì a sabato ore 20.45
Sabato e domenica pomeriggio pre 15
Domenica sera ore 19

Prezzi
Da 73 euro (poltronissima Vip) a 28.50 (visibilità ridotta)
Biglietteria Teatro Nazionale
Via Giordano Rota 1 – Milano

Aperta da martedi a domenica dalle ore 14 alle 19
Tel. 02-00640888 ore 15-18 da mercoledì a sabato

Acquisto biglietti online
www.ticketone.it www.teatronazionale.it

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