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ABBUFFATA DI MUSICA IN ARRIVO NELLA TELEVISIONE GENERALISTA – MA NIENTE SPAZI ALTERNATIVI PER MUSICA ALTERNATIVA

Musica, tanta musica nel nuovo palinsesto della televisione generalista, dai talent a nuovi e vecchi programmi, fino a Sanremo. Ma nulla su musica alternativa

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di Roberto Manfredi

Musica, tanta musica nel nuovo palinsesto della televisione, dai talent ai concerti pop, da nuovi e vecchi programmi, fino a Sanremo. Ma, ovviamente, nessun spazio per la “musica alternativa”.
Per cui non solo X Factor, non solo la Mannoia su Rai Uno. E’ prevista una vera e propria abbuffata di musica nella televisione generalista.

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L’antipasto sarà servito a metà ottobre su Rai Uno con quattro puntate di “Celebration”, uno show che va a celebrare le hit internazionali e non, reinterpretate da cantanti italiani. Una celebrazione di cover, perché pare che gli inediti siano ormai in via di estinzione. Contro programmazione coraggiosa contro la De Filippi. Al timone autorale ci sono Gino Castaldo e Ernesto Assante. Si spera in un programma sulla memoria e non sulla nostalgia. Una delle puntate sarà dedicata alle grandi voci femminili, una a “quelli del rock”, un’altra alle canzoni d’amore e una ai grandi interpreti internazionali maschili con una prevalenza di origine black: Prince su tutti. Chi sarà l’italiano giusto per interpretare Prince? Difficile immaginarlo.

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Nel frattempo si stanno preparando le due nuove edizioni di “Music” di Paolo Bonolis su Canale 5 e altre quattro prime serate di “Casa Mika” con Mika su Rai Due, che in questa edizione non sarà più affiancato da Virginia Raffaele ma da Luciana Letizzetto. In entrambe grande abbuffata di ospiti.

In mezzo o subito prima o subito dopo c’è il Festival di Sanremo con Claudio Baglioni timoniere, capitano e quanto altro e logica abbuffata di ospiti in esclusiva.

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Sembra che la musica in tv sia tornata di moda, ma il sospetto legittimo è che tutti si contenderanno l’identica lista di ospiti musicali nella stagione 2017-2018, dove la differenza la farà il budget a disposizione.

C’è anche qualche altro progetto in corso sulle altri reti, magari in seconda serata, ma si aspetta la conferma ufficiale, per cui me ne guardo bene dal fare nomi o altro, per rispetto dei miei colleghi autori.

Poi, ci teniamo a parlare anche di un nuovo, diverso e particolare “talent musicale” su Sky Arte, “Guitar Star”, primo talent show dedicato al mondo della chitarra, che vede protagonisti otto talentuosi chitarristi, che concorrono per accedere ad un palcoscenico importante che dia loro grande visibilità internazionale. Interessanti sono i nomi dei giudici selezionatori, George Benson, il celebre produttore musicale Tony Visconti (già produttore di David Bowie per anni) e il virtuoso Maestro di chitarra classica Miloš Karadaglic.

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Da una parte tutto ciò è positivo, ma si spera che i programmi si differenzino tra loro, almeno sui contenuti, sul linguaggio e sulla narrazione, ma si sa le idee in tv fanno sempre paura, per cui immagino si tenderà alle esclusive degli ospiti più importanti e sulla spettacolarità della scenografia e dell’impianto produttivo.

Su tutto questo l’unica rete a cui la musica non sembra interessare è LA7, piuttosto concentrata sull’attualità politica, dato che ci saranno le elezioni e una lunghissima quanto estenuante campagna elettorale mediatica, che credo farà aumentare sensibilmente il numero dei non votanti o delle schede bianche o nulle.

I produttori dei format musicali sono sempre gli stessi, quelli che si contendono il mercato degli appalti, ma in tempi di magra è ovvio che sia così.

Difficile prevedere quale effetto scaturirà da questa abbuffata musicale mediatica. Magari le reti digitali o quelle tematiche potranno trarne vantaggio per offrire il prodotto musica in modo diverso, non sul modello del grande show in studio, ma sull’approfondimento storico, magari itinerante, “on the road”, in esterna insomma. E questo sarebbe interessante, perché portare “fuori” la musica dagli studi televisivi darebbe una ventata d’aria fresca. In fondo la musica è nata in strada come tutti sappiamo. Gli artisti sono nati in strada e se arrivati al successo sono poi finiti in tv. Nell’epoca 2.0 sembra accada il contrario. Spesso nascono in televisione e poi finiscono in strada, ma certo non è il caso degli artisti Big che non corrono certo questo pericolo. Casomai lo corrono le decine di nuovi talenti che fuoriescono dai talent show.

In tutto questa abbuffata di cantanti, perché è di cantanti che stiamo parlando, nessuno si cura dei musicisti, quelli che compongono senza avere la pretesa di cantare nei dischi o sui palchi. Sto parlando di chi scrive opere, composizioni, colonne sonore e che utilizzano la musica in un contesto di mercato ben più largo, non solo dal punto di vista artistico ma di mercato.

Come appartenente alla categoria autori tv, sto cercando di capire se può esistere un direttore di rete e un editore interessato a sostenere un format musicale “estraneo” o perlomeno laterale al mondo della canzone. Ovvio che se parliamo di Ennio Morricone l’attenzione si desta al volo, ma la lista dei nostri grandi compositori è ben lunga e autorevolissima e meriterebbe una particolare attenzione, senza per questo essere inserita nella detestabile categoria della “nicchia”.

Molti compositori nostrani, lavorano ormai più all’estero che in Italia. Qui nessuno lo scrive ma gente come Ludovico Einaudi, tanto per fare un nome, è sempre in tournèe all’ estero con sold out ovunque. Merito anche della colonna sonora del film “Quasi amici” che è stato distribuito in tutto il mondo. Angelo Branduardi, da decenni, scrive e produce opere per il mercato estero, in particolare per la Germania, dove la sua musica è apprezzatissima. Potrei fare decine di nomi ed esempi come Nicola Piovani, Enrico Rava, Franco Battiato, Giorgio Moroder, Stefano Bollani (anche se quest’ultimo alcuni programmi su Rai Tre li ha fatti, “Sostiene Bollani”  e “L’importante è avere un Piano”… ma è sempre comunque poco e di nuove edizioni ancora nemmeno l’ombra) e tantissimi altri.

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Tutti musicisti che hanno smesso di pensare ai dischi, e che svolgono la loro attività in funzione didattica, formativa, cinematografica, per eventi internazionali e che operano nel campo della classica come nel jazz, nell’elettronica come nella contemporanea. Hanno tanto lavoro e raccolgono soddisfazioni in mezzo mondo.

Non è nicchia, è business e di alto profilo.

Sarebbe anche il caso che qualcuno se ne accorga, non fosse altro per dare altri esempi onorevoli a quei giovani che non immaginano neanche come si possa vivere con la musica fuori dalla “canzonetta”. Non mi aspetto certo una grande attenzione dai broadcast televisivi, perché si sa, oggi un tatuaggio vistoso attira più di uno spartito virtuoso, ma basterebbe avere uno spazio televisivo dignitoso, senza budget faraonici, per dare un’offerta musicale diversa e artisticamente validissima per tutti gli appassionati di musica. E in Italia siamo molto numerosi.

 

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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