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Luigi Albertelli e una vita di successi in musica, pubblicità, televisione – INTERVISTA

Luigi Albertelli, intervistato in esclusiva da Alberto Salerno, raccontala sua vita, gli inizi della sua carriera, i suoi successi in musica, nella pubblicità e in televisione

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luigi albertelli
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di Alberto Salerno

Erano anni che Luigi Albertelli e io non ci incontravamo, poi ci siamo ritrovati su Facebook e da lì è nata l’idea di andarlo a trovare a Tortona per farmi raccontare un po’ della sua vita. Il ristorante prescelto ci propone piatti tipici della cucina tortonese, come agnolotti e stufato di carne, il tutto innaffiato da un ottimo Barbera.

luigi albertelli

INTERVISTA

Ciao Luigi, eccoci qui faccia a faccia… ho parecchie cose da chiederti, la prima è innanzi tutto sapere come stai…

Un abbraccio è d’obbligo. E poi la stretta di mano di Luigi è rimasta pressoché la stessa. A parte i miei 83 anni. Anche tu, però, sei in ordine, perbacco. Siamo in perfetta forma e poi, sì, io sono ancora in attività  creativa.

Tu hai cominciato piuttosto tardi a diventare un “professionista” delle parole… mi racconti com’è stato il tuo inizio?

Questa è una bella domanda! E volentieri ne parlo, anche perché i ragazzi di oggi devono conoscere il passato di ieri e che cosa li aspetta.

La mia è una storia lunga ma se hai tempo, armati di pazienza e ascoltami. Io nasco a Tortona, piccola città di provincia, nel 1934. Mi cucco la seconda guerra mondiale, sì, i bombardamenti e la fame connessi. Ma sopravvivo. Così,  pieno di vita e di speranza, passo alla scuola media, previo esame di ammissione, e poi al liceo Classico. Nel frattempo l’Italia risorge, io ascolto alla radio Natalino Otto e poi Giorgio Gaber e intanto corro a piedi per le piste d’Italia e d’Europa come velocista, vestendo anche la maglia azzurra della Nazionale di Atletica Leggera. E la musica mi guida. Ce l’ho nel sangue. E così quando abbandono le gare  d’atletica, lei la musica, diventa la voce primaria del mio modo di essere. Sì, farò il paroliere. E qui nasce il fattaccio ed il caso. Un mio coscritto, Enrico Riccardi, tortonese doc , suona il piano da Dio in un’ orchestra  famosa. Ci incontriamo ed è una folgorazione.

Abbiamo poco più di vent’anni, ma decidiamo che la musica sarà la compagna della nostra vita futura. Certo sarà così ! Ma dal dire al fare il percorso è stato lungo , cosparso di lacrime e sangue. Quanti viaggi Tortona- Milano portando testi e musica alla Edizioni Ariston di Alfredo Rossi. Riusciamo finalmente ad incidere due dischi per la Vedette, cantati da Enrico Riccardi. Adrenalina a mille e un flop disastroso. Non molliamo.

Gli anni passano e noi lì, sempre avanti e indrè Tortona- Milano. Un brano cantato da Ghigo ed un altro dai Fraternity Brothers. Successo medio. Non molliamo.

Quando decidiamo che non siamo più due ragazzini, ultra trentenni, arriva il nostro turno. Festival di Sanremo 1969: Zingara! Cantano Bobby Solo e Iva Zanicchi. Cambia la vita. Il successo ti trasforma, da sconosciuti in stelle. Cari ragazzi, avete capito? Anni e anni di gavetta! Altro che un passaggio tv e via andare!

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Drupi credo che sia stato l’artista più importante con il quale hai collaborato… voce incredibile e anche un inizio sorprendente perchè dovette fare successo in Francia per farsi conoscere in Italia. Come andò quella storia?

Gli anni settanta  sono stati il mio vero miracolo, come autore. Ho scritto per tutti i grandi della canzone italiana. Un successo dietro l’altro. Ogni canzone che scrivevo la piazzavo. I nomi da sempre sognati: Mina, Milva, i Nomadi, i Dik Dik, l’Equipe 84, Mia Martini (trenta brani in pochi anni). Ho vinto tutte le manifestazioni canore italiane. Canzonissima con Dori Ghezzi e Wess ( Un corpo e un’anima), Gondola d’oro con Mia Martini (Donna sola), Gondola d’argento con Donatello (Malattia d’amore), Festivalbar con Drupi. ecc.

Ma, per Drupi, lasciami spendere qualche parola in più. La voce del pavese e il suo incontro fu unico e irripetibile. Il brano “Vado via”, parole e musica della coppia Albertelli –Riccardi, era in lizza per partecipare a Sanremo. Lo avevano già provinato Adriano Pappalardo e Fausto Leali, entrambi entusiasti del brano.

Eravamo, Enrico ed io, in sala di registrazione e si presenta Giampiero Anelli con la febbre alta. Apparve come un indio con i sui capelli lunghi e la sua voce. Cantò. Era uno sconosciuto ma io ed Enrico ci guardammo. Ci era stato proposto dalla discografia della Ricordi, casa in cui noi operavamo, ma la nostra reazione fu immediata. Cazzo, dissi io, è nuovo ma  con il nostro pezzo e la sua voce, farà  un successo mondiale. Ebbi il coraggio di esporre  il mio parere sul successo internazionale del brano, come avevo fatto con Riccardi, anche al presidente della Ricordi, il Dott. Rignano.

Sapete come finì? Drupi andò a Sanremo e arrivò ultimo! Ma a Giugno  del  1973 era primo in Francia con oltre un milione di copie vendute. Fu un successo mondiale con 14 milioni di copie cantate da Drupi, in italiano. Allora le canzoni italiane si vendevano ancora.

luigi albertelli

Forse non lo sai, ma Battisti era un grande fan di Drupi.

Non lo sapevo, ma sono contento di sapere che Battisti era un grande estimatore di Drupi. Ho conosciuto Lucio personalmente e voglio che sappiate che io so a memoria tutte le sue canzoni.

Enrico Riccardi è stato il tuo collaboratore più stretto. Insieme avete scritto successi indimenticabili. Com’è nata la vostra collaborazione? Ma soprattutto a cosa si deve la vostra alchimia?

Ho composto tanti successi con altri compositori, ma la strategia e la tecnica è sempre stata la medesima. Si formava una coppia alla pari. Ognuno doveva dare il meglio di sé. Non si pensava a chi doveva interpretare una nostra creatura. Così lavorava la coppia Albertelli-Riccardi. Dovevamo avere un orgasmo collettivo quando si ultimava una nuova canzone. Così nasceva in un lampo o con una lunga gestazione un nuovo successo.

Poi si accendeva il desiderio di far ascoltare la nostra creatura agli altri, perchè solo così, con la condivisione della propria gioia, ci  fosse una gioia generale. Io ero il più noioso e perfezionista, facevo cambiare un accordo o suggerivo una nota. Enrico mi diceva che quella parola non suonava e io la cambiavo o me la suggeriva lui. Insomma la canzone era veramente l’apporto di entrambi, una nostra canzone. Ebbene sì! Si trattava di una vera e proprio alchimia.

Hai notato che oggi questo tipo di collaborazioni non esistono più? Se sei d’accordo… perché secondo te?

Beh! Certe cose nascono se ci si frequenta. Oggi si fanno anche i figli senza avere un rapporto fisico. Il nostro invece era un rapporto d’amore vero e proprio. Noi amavamo l’idea di creare una cosa che prima non esisteva. Sentivamo ed, in effetti, lo eravamo i padri e le madri di ogni nostra opera. Adesso si  scimmiottano suoni e melodie non nostre, si inviano email e mp3 con temi già svolti e li si manda ad un paroliere o, viceversa, si inviamo testi preconfezionati a compositori. Compositori? Chiedo io? Io mi vergognerei.

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Qual’era secondo te il segreto dei grandi successi nati negli anni settanta, che ancora oggi tutti cantano e ricordano?

Penso di averti in parte già risposto, ma la musica italiana arriva fino agli anni ottanta/novanta e poi arranca, fino a scomparire ai giorni nostri. Molte delle mie canzoni, invece, per culo o perché in effetti se lo meritano, vengono ricordate e ancora cantate. Non parlo di sigle come Furia, Ufo Robot, Nano Nano, Goldrake, Daitan tre ecc. ecc., ma di Zingara, Non voglio mica la luna, Un giorno insieme, Ricominciamo, La notte dei pensieri ecc.ecc. Il segreto perciò è presto detto. La musica è sempre stata, e sempre lo sarà, lo specchio della società del proprio tempo. Abbiamo perciò la musica che ci meritiamo.

Com’è la musica italiana oggi?

Non è una musica libera.

E la discografia?

Non esiste più. Esistono solo degli esecutori di scelte che non fanno più i discografici bensì le tv e le radio. E mi fermo qui. Poveri giovani! Stimo molto e ammiro il coraggio e la persona Mara Maionchi.

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Tu hai lavorato tanto nella pubblicità. Cosa ti ha dato quel mondo? E quali sono gli spot che ritieni ti abbiano dato più soddisfazioni?

La pubblicità mi ha dato molti soldi e molte soddisfazioni. Per dieci anni ho sfornato i brani e i testi per grandi marchi: Coca Cola, Sprite, Brooklin (la gomma del ponte) ecc. Ho vinto premi italiani e mondiali.

Per finire vorrei ricordare che io sono una bestia onnivora. Ho mangiato e creato spettacoli tv per grandi artisti: “10 Herz” per Gianni Morandi, “Loretta Goggi in Quiz” per la grande Loretta, “Pentathlon”, “Telemike” e “La ruota della Fortuna” per Mike Bongiorno, “Producer” per Serena Dandini. Con la tv ho vinto tre Telegatti.

Per concludere non posso dimenticare la mia ultima sfida. Dopo aver fatto tanto per la musica, mi  presento come produttore indipendente con una cantante che ha un cognome unico per me: FURIA! E’ una cantautrice al suo primo album. L’album si chiama “CANTASTORIE”. Non ho mai sbagliato il futuro di una mia nuova artista. Vuoi vedere che ci azzecco anche stavolta?

Bene, grazie Luigi, è stata una bella chiacchierata! Ci vediamo! 

Grazie Alberto! A presto!

 

FURIA – VIDEO

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