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Metà amore, Metà Dolore: Marcella Bella è ancora in pista

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marcella bella
Voto Autore

di Stefano De Maco

Metà Amore, Metà Dolore, titolo del nuovo album di Marcella Bella, è una una frase che si presta più letture. Sicuramente vale in un bilancio personale, se rispondi a una domanda tipo: “cos’è la musica per te?” oppure, più profondamente, “com’è stata la tua vita?”.

Metà amore, Metà Dolore, sono anche le due facce dei sentimenti, delle passioni. Che nella vita, non solo di un’Artista, non devono mai mancare perché sia una vita viva.

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Crediti Foto KikaPress

Mario Biondi, the Producer

Il ritorno di Marcella sulla scena con un cd di inediti avviene sotto l’ala produttrice di Mario Biondi per la sua etichetta Beyond, in veste anche di Autore e Arrangiatore. Una prova non da poco, visto che Marcella è un’icona del pop nostrano, oltre per la sua voce cristallina (ancora vibrante!) anche per le sue hit che sono diventate del classici (Nell’aria, per citarne una).

Presentazione in uno degli ambienti più esclusivi di Milano, il Townhouse della Galleria Vittorio Emanuele a Milano, quasi a voler trasformare un evento ufficiale e professionale in un momento informale e con un’atmosfera quasi casalinga. Un’idea, questa, molto diffusa all’estero.

marcella bella

L’album

Da subito, il sound ci porta in un mondo vintage, richiami Disco e Philly sound, più suonato e meno programmazioni rispetto alle produzioni attuali. Un groove forse un po’ troppo limato rispetto ai suoni analogici dell’epoca d’oro.

I primi due brani Non m basti più e Lovin’ you sono perfetti sul dancefloor, sezione fiati e ritmica rotolano su una melodia che, come spesso accade, rende ardita l’impresa di scrivere testi in italiano che non siano una sequela di monosillabi. Il risultato funziona. La difficoltà di scrivere testi in lingua italiana con melodie e metriche di musica pop disco è sempre stata una bestia nera.

La titletrack (Metà Amore, Metà Dolore), scritta dal fratello Rosario e con le parole di Mogol, vede anche la partecipazione vocale di Mario Biondi, col suo caratteristico sound morbido e ruvido.

Oggi, con grande emozione, presento il mio nuovo album! Per l’occasione il grandissimo Mogol mi ha mandato questo messaggio che condivido con voi, cari fan.Grazie, grazie e ancora grazie per le meravigliose parole che hai scritto per me! 😊#Mogol #AugurioSpeciale #MarcellaBella #MetàAmoreMetàDolore

Pubblicato da Marcella Bella su Mercoledì 27 settembre 2017

La scrittura qui si avvicina più ai canoni classici dei successi di Marcella, anche se il richiamo a sonorità inglesi (Sting in primis) sposta un po’ il baricentro musicale. Il che è anche un bene nell’economia dell’ascolto. Lacerazioni e rappacificazioni di una storia d’amore, si mescolano nel duetto in cui le voci, così diverse per tipologie, trovano un bellissimo mix.

Con Passione e musica, 6a traccia dell’album, Marcella dimostra, benché non ne abbia bisogno, che è ancora un’Artista di razza, una cantante che nonostante il tempo non ha perso smalto e classe. Classe che la musiche di Gianni e Rosario Bella esaltano con la grazia e l’ispirazione della loro scrittura.

Una versione di “Ain’t no susnhine” di Bill Withers diventa in italiano Com’è buia la città, grazie alla penna di Caterina Caselli in veste di Autrice. Classico del soul, Ain’t no sunshine è stato realizzato da molti cantanti, Soul e non.

E’ un brano a mio avviso difficile perché è facile farlo male. Invece Marcella, elegante e misurata, evita di inciampare nelle imitazioni di genere. Rimanendo semplicemente se stessa….

Chiudono l’album due remix di brani già presenti nella tracklist, “Non mi basti più” e “Lovin’ you”. In una playlist vintage non mancheranno di far scatenare le gambe con sonorità più mainstream.

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Un Talento ancora vivo

Forse l’aspetto che più colpisce è l’equilibrio di un’Artista non più giovanissima, ma in gran forma e che non si sente in affanno verso il nuovo mercato. Con spigliatezza ripercorre suoni e colori di una carriera che supera le tre decadi. La cintura di sicurezza è il suo talento vitale, che non ha bisogno di gorgheggi pleonastici, atteggiamento che affligge invece molti giovani inesperti e purtroppo anche qualche gloria nazionale.

Un album per gli appassionati della vocalità di Marcella e la musicalità di Biondi, per i fan, per chi ama ancora un fraseggio melodico. Un album in cui non si respira nostalgia, ma il divertimento nel realizzarlo. E in questi tempi di marketing e classifica esasperata, e ancora è un gran valore.

Per il resto, tutto è per metà amore, per metà dolore

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