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Rolling Stones a Lucca: una band analogica che suona “senza filtro” – RECENSIONE

I Rolling Stones a Lucca: Recensione del concerto di Mick Jagger & Soci nella città toscana. Una band che ha fatto la storia e te la suonano tutta.

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di Giò Alajmo

I Rolling Stones hanno da poco concluso il loro unico concerto italiano a Lucca. 55mila spettatori compressi sul prato antistante le mura, città blindata, parcheggi saturi, nessuna confusione (leggi nostro articolo precedente).

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Ma voi volete sapere della musica.

Che dire di più. Sono anziani signori che hanno fatto la storia e te la suonano tutta, smantellando la scaletta prevista per adattarla all’Estro del momento. Sono una band analogica, che suona “senza filtro” come da titolo di questo ennesimo tour (“Stones – No Filter Tour”).

Jagger presenta tutti i pezzi chiacchierando e commentando in discreto italiano. Racconta di aver girato per Firenze e di aver preso un gelato sul Ponte Vecchio con Theresa May. Lui c’è, inossidabile, che canta balla si agita sostiene lo show come avesse trent’anni di meno.

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Keith Richards invece sembra molto più vecchio anche solo di tre anni fa a Roma. L’inizio è tremendo, con la sua chitarra totalmente squilibrata e distorta che esce ad eccessivo volume dall’amplificazione. Cose da sagra di paese e serve un po’ perché i tecnici trovino il giusto equilibrio.

Charlie Watts macina le sue ritmiche essenziali da Paint it black in poi, con lo sguardo di chi ha incontrato Chuck Norris e lo ha costretto alla resa.

Ron Wood si sobbarca il compito di coprire oltre alla sua parte solista anche molte delle falle di un Keith un po’ troppo svagato.

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Dopo Sympathy for the Devil e It’s only rock’n’roll arriva imprevista Tumblin’ Dice e i due omaggi al blues canonico che mostrano tutte le radici degli Stones e fanno risvegliare Keith.

Jagger dice di sentirsi “romantico” e regala una As tears go by (Con le tue lacrime) tutta in italiano, sbagliando due volte il finale del ritornello. Ci sono molte imprecisioni. La canzone scelta dai fan italiani è Let’spend the night together, ma non manca It’s only rock’roll, ed è Jagger a invitare il pubblico compresso davanti al palco a giocarsi i cori di You can’t always get what you want.

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Vado a memoria.

Miss You, Midnight Rambler, e qui la macchina da guerra Stones ingrana la marcia giusta. È la solita terrificante sequenza tutta hit, Street Fighting Men, Brown Sugar, Start Me Up, che ha disegnato la storia del rock, che si chiude con Satisfaction per riaprirsi con Gimme Shelter e Jumpin’ Jack Flash. E tutto gira per il meglio con Keith a suo agio nei “suoi” pezzi, dopo essersi divertito con Honky Tonk Women e da solo con Happy. Fuochi d’artificio.

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Setlist Concerto Rolling Stones

Sympathy for the Devil
It’s Only Rock ‘n’ Roll (But I Like It)
Tumbling Dice
Hate to See You Go
Ride ‘Em on Down
Can’t You Hear Me Knocking
Let’s Spend The Night Together (scelta dai fan/fans’ choice)
You Can’t Always Get What You Want
Paint It Black
Honky Tonk Women
Happy
Slipping Away
Midnight Rambler
Miss You
Street Fighting Man
Start Me Up
Brown Sugar
(I Can’t Get No) Satisfaction

BIS

Gimme Shelter
Jumpin’ Jack Flash

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