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David Gilmour Live At Pompeii: l’imperdibile docu-film nei cinema da questa sera

David Gilmour e il mitico concerto Live At Pompeii del 2016, quarantacinque anni dopo quello dei Pink Floyd, da questa sera sarà proiettato al cinema.

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David Gilmour
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di Veronica Ventavoli

I Pink Floyd entrano “ufficiosamente” nella storia del rock nel 1971 grazie a Live at Pompeii, un film-concerto diretto da Adrian Maben e privo di veri e propri spettatori (se si escludono i tecnici e mixeristi), la cui distribuzione cinematografica avverrà soltanto qualche anno dopo, nel ‘74.

Tutti i pezzi furono eseguiti live nell’ottobre del ’71, registrati e poi montati in studio. Ad essi vennero aggiunte alcune imperdibili interviste alla band risalenti al periodo in cui, ad Abbey Road, stava incidendo il proprio capolavoro: The dark side of the moon. Si narra che alcune bobine siano andate perdute poco dopo le riprese a Pompei; per questo motivo, per buona parte di One of These Days è inquadrato quasi soltanto Nick Mason, fondatore e batterista del gruppo.

Com’è noto, David Gilmour è tornato nell’anfiteatro pompeiano a 45 anni dalla storica registrazione, il 7 e l’8 luglio 2016, per due concerti di grande impatto.

David Gilmour

“Si tratta di un posto magico”, fece sapere il leggendario chitarrista de Pink Floyd al tempo dei due concerti: “Farvi ritorno e vedere il palcoscenico e l’carena è stata un’esperienza travolgente. È un luogo di fantasmi”.

Ora l’evento sarà proiettato nei cinema italiani, il 13, 14 e 15 settembre. Il docu-film riunisce il meglio di entrambi gli show del 2016 (prodotti da D’Alessandro & Galli): si tratta di David Gilmour Live At Pompeii, distribuito da Nexo Digital in collaborazione con i media partner Radio DEEJAY e MYmovies.it.

Qui l’elenco completo delle sale coinvolte nell’evento.

 

David Gilmour
David Gilmour – Live at Pompeii – Concert Preview

I concerti di David Gilmour sono stati i primi spettacoli rock a svolgersi di fronte a un pubblico nell’antico anfiteatro romano, costruito nel I secolo a.C. e poi sepolto dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Il chitarrista è stato quindi l’unico artista ad esibirsi all’interno dell’arena di Pompei dai tempi degli antichi gladiatori, circa 2.000 anni fa.

David Gilmour Live At Pompeii conterrà le canzoni di tutta la carriera di David comprese quelle dei due album più recenti- Rattle That Lock e On An Island – oltre ad altri brani solisti e classici dei Pink Floyd come Wish You Were Here e One Of These Days, l’unico pezzo suonato anche con la band nel ‘71.  La performance di The Great Gig In The Sky da The Dark Side Of The Moon, che di rado Gilmour propone da solista, è stata inserita in entrambi i concerti.

David Gilmour

La location, si è detto, è mozzafiato; il palco si mostra estremamente sobrio, come richiede la presenza di vincoli archeologici, ma arricchito dal maxischermo floydiano, tipicamente circolare, a sovrastare il gruppo formato da Chester Kamen alle chitarre, Guy Pratt al basso, Greg Phillinganes e Chuck Leavell alle tastiere, Steve DiStanislao alla batteria, João Mello al sassofono e al clarinetto, Bryan Chambers, Louise Clare Marshall e Lucita Jules ai cori. Non mancano le luci spettacolari create ad hoc dal light designer Mark Brickman: i giochi di luci trasformano di continuo i colori degli spalti e le fiammelle che rapidamente si accendono e si spengono sull’anello superiore dell’anfiteatro.

Per concludere, qualche notizia squisitamente tecnica.

Il formato del docu-film, in 4K, permette al pubblico di godere a pieno delle riprese nella più alta definizione oggi disponibile per il cinema, con una risoluzione 4 volte superiore rispetto alle normali proiezioni digitali 2K; più di 8 milioni di pixel sullo schermo riproducono infatti fedelmente ogni singolo dettaglio.

David Gilmour

Inoltre, il sistema audio Dolby Atmos libera per la prima volta la sala cinematografica dai limiti del tradizionale audio multicanale 5.1 o 7.1: un suono naturalmente realistico avvolge lo spettatore da ogni direzione, grazie al posizionamento dinamico tridimensionale di oggetti sonori virtuali dentro un ambiente in cui più di 60 diffusori, posti su tutti i lati della sala, sono gestiti individualmente dal processore audio.

“Ho sempre avuto l’ossessione di trovare suoni che avessero una resa tridimensionale”, ha dichiarato David Gilmour: “Ho voluto sempre creare qualcosa che sembrasse distante un centinaio di chilometri”.

Una costante tensione nel ricercare il meglio, in ambito sonoro e in tutto ciò che concerne la tecnica, è del resto una delle caratteristiche storiche di una band che, anche per questa via, è riuscita a dar vita a vere e proprie pietre miliari della musica rock del secolo scorso, da The dark side of the moon a Wish you were here passando per l’intramontabile The Wall.

David Gilmour
David Gilmour – Live at Pompeii – Cinema Trailer
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Veronica Ventavoli

Pistoiese di nascita, prima di laurearmi in Storia medievale all’Università di Siena e poi in Storia contemporanea a La Sapienza di Roma, ho lavorato per oltre dieci anni come cantante solista e in vari gruppi di cover toscani. In tale veste, vincendo quella che al tempo si chiamava Accademia della Canzone di Sanremo, ho avuto l’opportunità di partecipare all’omonimo Festival del 2005 classificandomi al terzo posto nella categoria Giovani. I primi ricordi nitidi che ho mi vedono impegnata a inventare e disegnare cartoni che non si sono mai animati, a imitare nei cortili parenti e personaggi famosi, a consumare i tanti 45 e 33 giri ricevuti in regalo da zii, cugini, vicini di casa: fra le sigle di Fantastico e il prog italiano degli anni Settanta, tra Pupo e i Beatles, anche se priva di fratelli e sorelle non mi sono mai sentita sola! Gli amici mi chiamano “scimmietta” perché sono tuttora curiosissima di conoscere canzoni, libri e film. Sono – da sempre, mi pare – devotamente innamorata di gatti, pastasciutte, David Bowie, Anna Marchesini e “Cipì” di Mario Lodi.

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