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Walter Becker, chitarrista degli Steely Dan, morto a soli 67 anni

Walter Becker, mitico chitarrista dei Steely Dan, è morto a soli 67 anni dopo una lunga malattia. L'amico Donald Fagen lo ricorda in un lungo messaggio.

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Walter Becker
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di Mela Giannini

Walter Becker, un altro grande della musica cult mondiale, chitarrista jazz rock degli Steely Dan, ci ha lasciati a soli 67 anni.

Il musicista era malato da diverso tempo, anche se non aveva mai smesso di lavorare e suonare, a parte i due importanti concerti – a New York e Los Angeles – degli Steely Dan questa estate, perché reduce di un’operazione chirurgica.

A dare la notizia della sua dipartita dell’artista è stato il suo sito ufficiale mediante due foto con la didascalia “feb. 20 1950 — sept. 03 2017″, sua data di nascita e morte.

Walter Becker

Walter Becker, insieme a Donald Fagen, nel 1972 fondò il mitico duo di “blue eyed soul” Steely Dan, un gruppo che ha fatto scuola in quanto a raffinatezza e una qualità artistica, che sposava prelibatamente tra loro il Jazz e il Blues, il Funk e il Soul, e il tutto confezionato con un pop di altissimo livello. Indimenticabili sono hit come “Reelin”, “Deacon Blues” e “Do it again”. Becker dall’81 al ’93 intraprese con successo la carriera solista, ma poi tornò di nuovo a suonale negli Steely Dan con il sodale Fagen.

E proprio Fagen, nel ricordare l’amico, ha scritto:

“Walter Becker era il mio amico, il mio writing partner e il mio bandmate da quando ci eravamo conosciuti al Bard College nel 1967. Cominciamo a scrivere canzonette sciocche su un piano verticale che stava in una saletta della lobby del Ward Manor, una vecchia e cadente costruzione sul fiume Hudson che il college usava come dormitorio. Ci piacevano molte delle stesse cose: mi vengono in mente il jazz (dagli anni Venti fino a metà dei Sessanta), W.C. Fields, i fratelli Marx, la fantascienza, Nabokov, Kurt Vonnegut, Thomas Berger e i film di Robert Altman. E anche la musica soul e il blues di Chicago. Walter aveva avuto un’infanzia molto dura, vi risparmio i dettagli. Per fortuna era uno tosto, un chitarrista eccellente e un grande autore di canzoni. Era cinico sulla natura umana, compresa la propria, e molto divertente. Come molti ragazzi che escono da famiglie tormentate, aveva un gusto per le imitazioni creative, per leggere la psicologia nascosta delle persone e per trasformare quello che vedeva in arte, brillante e incisiva. Scriveva delle lettere imitando lo stile originale di mia moglie Libby e tutti e tre ne ridevamo come pazzi. Le sue debolezze ebbero la meglio alla fine degli anni Settanta, e ci perdemmo di vista per un po’. Negli Ottanta, quando stavo mettendo insieme la NY Rock and Soul Review con Libby, ci ritrovammo, ricostruimmo il progetto Steely Dan e mettemmo insieme un’altra band formidabile. Intendo mantenere viva la musica che creammo insieme fino a quando posso, con la band degli Steely Dan”.

Il tour del gruppo, che inizia tra un po’ dall’America, non è stato cancellato. Nessuna data è stata annullata, comprese quelle europee di fine autunno.

Walter Becker

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