Home Musica Interviste Alberto Salerno intervista Michele Canova

Alberto Salerno intervista Michele Canova

115
0
SHARE
michele canova
Voto Utenti
[Total: 7 Average: 3.4]

di Alberto Salerno

Questa intervista, che in realtà è una chiacchierata, è nata per caso quando l’altro giorno sono andato alla Sony Music e, nella hall a pianterreno, mi sono imbattuto in Michele Canova.

La sorpresa di rivederci ha colto entrambi, perché erano almeno sei o sette anni che non succedeva, e siccome in quel momento non avevamo tempo, ci siamo dati un appuntamento presso un ristorante per la sera dopo, con il proposito di fare quattro chiacchiere, ed è proprio con questo spirito amichevole e informale che è nata questa “intervista”.

Canova è in forma, e a parte la barba e i baffi, non è cambiato, ha sempre l’aspetto, non dico di un ragazzo, ma quasi. Sorride, ci sediamo e scambiamo qualche battuta. Arriva un cameriere e ordiniamo entrambi polipo in insalata e le verdure della casa, che qui sono davvero speciali. Niente vino, siamo entrambi a dieta.

Prima di tutto ci informiamo sullo “stato” delle nostre rispettive famiglie, con la promessa che ci si rivede anche con le mogli la prossima volta della sua venuta in Italia.

michele canova

Cosa ti porti dietro dei ricordi di Padova, che poi è la tua città natale?

Ciao Alberto! Che piacere rivederti! Di Padova mi ricordo gli ultimi anni del Liceo Classico e della mia passione per la musica elettronica. I primi passi graze al mio amico Valerio Vecchia che mi ha fatto conoscere i primi campionatori e i primi sequencer. Le nottate passate con lui a parlare e a fare musica.

Ricordo inoltre anche gli anni in cui cercavo di farmi conoscere come arrangiatore/produttore, gli infiniti viaggi padova-milano-padova con la Panda, e il supporto morale ed economico di mia madre, che mi ha sempre sostenuto!

Dopo Padova, ti sei spostato a Milano, so che questa scelta è stata inevitabile…

Dopo i primi due dischi di Tiziano, è stato in effetti inevitabile. Il centro del business discografico italiano era ed e’ tuttora a Milano. Feci il mio primo studio milanese all’interno del primo appartamento affittato, e successivamente mi spostai all’interno dell’ISOLA studio di Eros Ramazzotti, affittandone lo studio B e lo studio C. Solo nel 2008 creai il mio studio, insieme ai miei compagni di viaggio del tempo, Pinaxa e Baglio.

Infine Los Angeles…

Mi sono spostato a LA nel 2012. Ricevetti una proposta di esclusiva editoriale mondiale da Guy Moot (l’attuale numero due del gruppo Sony ATV) e chiesi in cambio di essere presentato e introdotto a Los Angeles.

Come si sta a Los Angeles? Sia a livello famigliare che professionale?

A livello familiare siamo molto contenti, è una città che offre molto. E che pur essendo una megalopoli (quasi 19 milioni di persone) sa integrare al suo interno molto verde e molta natura. Mio figlio poi, è nato qui nel 2013, pertanto ha la doppia cittadinanza.

A livello professionale è quello che volevo. Una nuova sfida. Dalla seconda metà degli anni 2000 questa città si è imposta a tutto gli effetti come la capitale della musica pop mondiale. I pù grandi musicisti, produttori e autori di canzoni vivono tra qui e Nashville (secondo polo della musica americana).

In circa due chilometri quadrati qui a North Hollywood dove ho lo studio, ci saranno circa 50 studi di registrazione e almeno 100 produttori.

michele canova


Torneresti mai sui tuoi passi?

Per ora no. La sfida mi piace molto. Anche se non ti nascondo che il livello di difficoltà mi ha spiazzato soprattutto primi due anni in cui ni sono dovuto adattare alla “forma canzone” americana.

Cosa vuol dire esattamente avere uni studio a Los Angeles? Che impatto hai avuto con quella realtà musicale?

L’impatto come ti dicevo all’inizio è stato forte. Ho messo in discussione molte cose del mio carattere e del mio approccio con la musica.

Immaginati, sono arrivato negli Stati Uniti nel 2012, carico da tutti i successi italiani, e qui il Vice Presidente della Sony ATV non sapeva nemmeno pronunciare il mio nome! Mi ricordo ancora che dovetti scrivere io la mia biografia al suo computer!

Una bella lezione di umiltà! Inoltre, banalmente, la “forma canzone” americana non è poi cosi uguale alla nostra. I punti di partenza, la struttura, e l’approccio sonoro che apparentemente possono sembrare simili, in realtà sono diversi, ed è una cosa che impari solo vivendo qui.

In Italia sei ormai da tempo il numero uno degli arrangiatori e dei produttori di studio… sei consapevole di questo? E come lo vivi?

Innanzitutto, ti ringrazio! Guarda, io sono contento di essere ancora appassionato di questo lavoro. Di entrare in studio ogni mattina e di gasarmi per una nuova tastiera, un nuovo plugin o di incontrare delle nuove persone con cui collaborare. Inoltre sono molto contento dei risultati che ottengo. E della fiducia che artisti, case discografiche e manager  hanno nei miei confronti.

In un momento di passaggio come questo tra il fisico, il digitale e lo streaming bisogna essere molto attenti e vigili a tutte le sollecitazioni che arrivano dalle varie piattaforme. La musica qui in America è prevalentemente consumata sotto forma di “streaming”…  e questo sta cambiando la forma stessa della musica.

michele canova


Il nostro ambiente, parlo specificatamente dell’Italia, è corroso dalla invidia e dalla gelosia? Hai mai percepito questa cosa?

Qualche volta si… ma penso che alla fine contino sempre i risultati.

Ormai sei diventato anche un compositore, però a me non risultava che tu lo fossi…  com’è che sei diventato un autore di canzoni? Come funziona?

Sono diventato “autore” di canzoni nel senso che creo delle basi musicali originali che poi fornisco ad artisti/melodisti e/o autori di testi in modo che loro possano fare la loro parte.

Non credi che negli ultimi anni si sia come affermata quella che io chiamo “la canzone unica”?… francamente io ho la sensazione che tutti stiano cercando di scrivere come scrive Tiziano… (Ferro n.d.r)

Tiziano è stata forse l’ultima grande stella, scoperta negli ultimi 20 anni in italia.

Non solo è un grande artista, cantante e performer ma anche un grande autore… è normale che molti si siano ispirati a lui, soprattutto considerando che la sua scrittura agli inizi del 2000 era veramente dirompente, e diversa da tutto quello che c’era prima.

michele canova
Crediti foto Alex Alessandroni Jr.

Mi hanno detto che tu ricordi sempre Mara e me nelle tue interviste, e di questo ti ringrazio… tu non hai ancora avuto a che fare con l’ingratitudine?

Qualche volta, ma poi penso semplicemente alla fortuna di avere una bellissima famiglia e di poter continuare a sposare la mia passione con il mio lavoro!

Hai voglia di farmi qualche nome di tuoi possibili concorrenti, ammesso che per te ce ne siano?

Non li chiamerei concorrenti ma colleghi. Purtroppo però vivendo a Los Angeles dal 2012 non sono aggiornato sui nomi attuali.

Dammi una tua opinione sull’attuale mercato italiano… intendo a livello di rapporti professionali… e poi di vendite?

E’ un mercato in veloce cambiamento, a causa dello spostamento del consumo verso lo streaming (youtube/spotify). Pochi artisti riescono a mantenere alte le vendite del prodotto fisico, mentre alcuni nuovi artisti cominciano ad avere dei numeri interessanti nello streaming.

Anche tu sei dell’idea che i Talents abbiano in buona parte soppresso la possibilità di emergere al di fuori di questo tipo di contest?

Penso che i Talents siano stati e siano ancora una forma di emergere. Ma negli ultimi anni nuovi artisti stanno emergendo in altri modi, mi riferisco a Calcutta, Cosmo, TheGiornalisti, Canova, Colapesce.

Sei nel periodo migliore che vive un uomo, l’età in cui si è maturi, consapevoli e ben armati di talento e esperienza… quali sono oggi i tuoi obbiettivi?
(n.d.r. Michele ha 45 anni)

Di riuscire almeno in parte a ripercorrere il mio percorso italiano in America.

Dalla tua mole di lavoro si evince che ormai sei diventato un arrangiatore seriale… in pratica una specie di catena di montaggio… a parte lo stress, come fai a ricaricare le batterie? E soprattutto non temi di cadere nell’errore di ripeterti? Di smarrire l’originalità?

Un grande aiuto me lo danno gli artisti. Ogni artista ha un suo mondo, io cerco di enfatizzarlo, e di arricchirlo. Jovanotti è molto diverso da Tiziano Ferro, che a sua volta è molto diverso da Eros Ramazzotti.

michele canova


Andiamo più sul personale… la nascita di tuo figlio, ma anche il fatto di aver trovato un equilibrio con la tua compagna…

La nascita di mio figlio è corrisposta al nostro trasferimento qui a Los Angeles. In qualche modo questa cosa mi ha legato ancora di più a questa città, perchè ogni tappa fondamentale della vita di mio figlio la abbiamo vissuta qui.

Non ti nascondo che, non avendo i nostri genitori qui con noi, è stato ed è più difficile. Mia moglie si fa carico di quasi tutti gli aspetti più importanti e pratici della nostra vita!

Che genere di vita fai a Los Angeles, oltre che lavorare? Ti sei fatto degli amici al di fuori dell’ambiente musicale?

Certo, grazie a mia moglie, che e’ molto più “sociale” di me, abbiamo diversi amici con cui condividiamo il nostro tempo.

Chiudiamo con la domanda classica che chiude l’intervista: prossimo progetto in cantiere?

Sto finendo il prossimo album di Luca Carboni ed ho appena terminato il nuovo disco di Francesca Michielin. Sul fronte americano sto scrivendo e producendo per un giovane artista con un grande seguito social, AJ Mitchell. Ho inoltre un brano nell’album di Alma, artista finlandese che uscirà con Republic qui in America, sto lavorando con Decca Records sul progetto di un violinista e ho parecchie altre cose in ballo di cui non parlo per scaramanzia!

Ok, grazie, Michele… la cena la offro io, salutami Tiziano

Certamente! Grazie a te e saluta la Mara!

 

Commento su FMD