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Paola Turci: “Il Secondo Cuore Tour” passa per La Versiliana – Uno “Stato di Calma” rock e potente

Paola Turci ieri, nella tappa alla Versiliana de "Il Secondo Cuore Tour". ha cantato con le parole delle sue canzoni, con "elegante leggerezza, energia e una calma immensa".

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paola turci
Crediti Foto Elena Nesti in esclusiva per FareMusic
Voto Autore
di Elena Nesti

Pensate davvero che il successo di un album sia dovuto esclusivamente a una serie di fortunate coincidenze relative a fattori discografici, manageriali, promozionali?

A volte è un po’ troppo facile e sbrigativo parle della solita fortuna con la C maiuscola.

Io sono convinta che il successo che Paola Turci ha avuto a partire dall’ultimo Sanremo non sia solo una partita vinta al Risiko, ma che un percorso artistico e personale condotto fino in fondo sia una ricetta difficile ma sicura. In nome di questo percorso poi, anche le scelte che fanno paura perché soggette a una mitologica casistica dell’industria musicale e che rientrano nel magico mondo del marketing diventano naturali, coerenti, mai forzate. E non fanno più paura, e non si dice più « il disco è fatto e bene, adesso speriamo nella Dea Bendata ».

Sì, mi ci è voluto vedere «Il Secondo Cuore» live perché il caso di Paola Turci si rivelasse agli occhi come emblematico di questa tesi, che cercherò di avallare in questo breve articolo.

paola turci
Crediti Foto Elena Nesti in esclusiva per FareMusic

Con la genesi di questo stato di grazia potremmo andare molto indietro nel tempo, ma partiamo da un libro, «Mi amerò lo stesso» (2014) e l’omonimo spettacolo teatrale (2016), punto di partenza per i vari autori tra cui Giulia Anania, che hanno lavorato insieme a Paola per la scrittura dell’ultimo album, «Il Secondo Cuore» (2017). Un percorso che parte dunque dalla scrittura, salvifica, e dalle collaborazioni e dal confronto con altri professionisti, in teatro e in studio. Così il tema dell’accettarsi, del realizzarsi pienamente in quel che si è, viene sviscerato in modo catarticamente collettivo, per un risultato che ha il sapore di un lavoro che Paola ha avuto il coraggio di fare fino in fondo, per mano con gli altri. L’approfondimento, dunque, almeno per una volta, paga.

Il concerto di ieri sera 11 Agosto al Teatro La Versiliana di Marina di Pietrasanta è la riprova che quello che Paola canta con le parole delle sue canzoni, Paola è: un’infinita, elegante leggerezza, una fonte di energia che sembra avere origine da una calma immensa.

Uno stato interiore risolto, smettere di farsi la guerra, smettere di fingersi qualcun altro, smetterla di fare finta di non avere paura. Come un patto che Paola ha fatto con se stessa e che è suggellato dalle canzoni, con il pubblico come testimone.

Se, come Paola dice, è ripartita da uno «Stato di Calma Apparente» (2004), adesso quella calma è vera, potente e per questo naturalmente rock. Senza bisogno di strafare, la nuova energia percepibile nelle sezioni ritmiche de «Il Secondo Cuore» pervade anche i brani più datati. Che sia presa a monito, la differenza sta tutta tra il voler rincorrere un pubblico giovane cercando di attirarlo a sé con le forme musicali del momento e l’affermare in modo coerente un messaggio che è « power (pop)»  nella forma, nel contenuto e nel modo in cui viene difeso sul palco.

paola turci
Fonte Foto Pagina Facebook di Paola Turci

E qui sta la chiave di volta della rivelazione che ho avuto live : l’energia e il messaggio di “empowerment” che Paola sta portando in giro per l’Italia mi hanno fatto ricredere circa l’ultima scelta discografica, quella di uscire con la cover «Un’emozione da poco». Non un riapprodo sicuro al passato, ma un pezzo coerente nel testo e nell’energia con la storia che la Turci ci sta raccontando.

E che stiamo seguendo il filo di questa storia lo testimonia il contagio che lo scatto in avanti di una parte sicuramente più fedele di pubblico ha avuto sul resto della platea ieri sera, in corrispondenza di «Io sono» – come ad avvalorare l’identità che la canzone afferma, come a voler rimandare sul palco tutta l’energia che Paola ha dato finora. Ciclicamente come Paola decide di disegnare il concerto, con «Fatti bella per te» in incipit e in conclusione, dove ritorna arricchita dalla storia raccontata lungo la scaletta.

Quello che nel 1989 Paola diceva rivolto ad un’altra persona, «Ti amerò lo stesso», ora lo dice rivolto a sé. La Turci saluta il pubblico intonando questa meraviglia di canzone a cappella e creando così una preziosa situazione intimistica a partire dal pubblico più vicino al palco, fino alle ultime poltrone. Rivedremo Paola nell’omonimo monologo teatrale nei teatri in autunno ? Chissà. Intanto godiamocela così, rock, fino alla fine dell’estate.

paola turci

La scaletta :

Fatti bella per te
La prima volta al mondo
Combinazioni
Volo così
Sublime
Tenerti la mano è la mia rivoluzione
Stato di calma apparente
Ma dimme te
Ringrazio Dio
Dio come ti amo
Piccola canzone d’amore 
Ci siamo fatti tanti sogni 
Missing you 
Saluto l’inverno
Questione di sguardi
Fuck you/Mani giunte
Io sono
Sai che è un attimo
Bambini
Un’emozione da poco
Fatti bella per te

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Elena Nesti

Classe ’88, la Nesti è nata in uno scontro tra civiltà, quella pisana e quella livornese. Scappata di casa in direzione della capitale, qui a vent’anni tondi tondi è riuscita a far produrre il suo primo spettacolo musicale, « Seta & Cera ». Una tesi sulla metanarrazione e il canto melismatico nell’opera-rock Rent l’ha portata alla laurea in DAMS – e siamo d’accordo che per il suo bene non dovremmo farne menzione in una biografia – ma ha rimediato andando in esilio preventivo a Parigi per sette anni. Dopo aver sovversivamente portato l’hip hop e tutta la crew alla laurea in etnomusicologia e antropologia della danza, l’Università Franco-Italiana sovvenziona il suo studio per il dottorato di ricerca in antropologia della musica sulla ricezione delle canzoni come forme essenziali dell’interprete e come catalizzatori di diversi strati di vissuto. La Nesti è dunque tornata in missione sul campo di battaglia italiano carica a pallettoni, ma il suo amore di antropologa della musica per il suo oggetto di ricerca, l’essere umano musicale, si è esaurito in due giri di stazioni fm. Scriviamone.

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