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Mick Jagger esce a sorpresa con due singoli inediti di forte impatto socio-politico

Mick Jagger a sorpresa esce con due singoli inediti. Il sound è quello tipico dei Rolling Stones. I testi sono un pugno in faccia alla situazione socio politica in cui viviamo

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di Veronica Ventavoli

Più provocatorio e arrabbiato che mai, a 74 anni suonati, Mick Jagger torna a stupire pubblicando a sorpresa due nuovi singoli, a distanza di 16 anni dall’ultimo lavoro solista Goddess in the Doorway.

I due brani, England Lost e Gotta get a Grip, non potranno che lasciare di stucco i fan del leader dei Rolling Stones e non solo. A differenza dei progetti da solista cui Mick ci ha abituato nel corso degli anni ’80 e ’90, in bilico fra dance e pop, qui la rockstar si muove, convincendo maggiormente, nell’immaginario rock blues elettrico che caratterizza da sempre la band inglese.
La vera sorpresa, però, riguarda i testi. Le due canzoni sono state scritte e registrate in tempi rapidissimi: «Non volevo aspettare fino all’anno prossimo», spiega Mick, «perché non volevo che perdessero il loro impatto intrinseco e di significato». England Lost e Gotta get a Grip hanno infatti un contenuto schiettamente politico, connesso all’«imperscrutabilità del cambiamento politico in atto».

Si tratta di due veri e propri messaggi alla nazione.

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In Gotta Get A Grip (che in italiano suona come ‘devo darmi una calmata’), Mick affronta con la consueta indole ribelle temi come guerra e scandali politici: «Il mondo è sottosopra» – grida con la voce graffiata che è il suo marchio di fabbrica – «guidato da pazzi e pagliacci, nessuno dice la verità e il manicomio governa la città». Come reagire a questo stato di cose? «Nonostante tutto quello che sta succedendo devi prendere in mano la tua vita, essere te stesso e cercare di creare il tuo destino», dice la rockstar.

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«Sono andato a vedere l’Inghilterra ma ha perso», ripete la voce di Mick in England Lost, con il featuring del rapper Skepta. La partita di calcio è il simbolo del bivio politico in cui si trova il Paese, questione Brexit in testa: «credo di star perdendo l’immaginazione, sono stanco di parlare di immigrazione» – recita il testo – «avevo una ragazza a Lisbona e una a Roma, adesso devo stare a casa, chiudere le imposte e serrare le porte, Londra diventerà come Singapore, ma non così calda». La canzone «parla della consapevolezza di vivere un momento molto difficile della nostra storia. Parla della consapevolezza di non sapere dove ci troviamo e della sensazione di insicurezza».

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Mick Jagger e Skepta

Due canzoni perfettamente confezionate e dirette come un pugno in pieno volto…

…che Mick ha scritto anche guardando ad altri artisti, di oggi e di ieri: «Le ultime cose che ho aggiunto alle mie playlist», si legge nelle note che accompagnano i brani, «sono Kendrick Lamar, Skepta, Mozart, Howlin’ Wolf, Tame Impala, tracce oscure di Prince e classici brani soul dei The Valentine Brothers. Mi piace davvero tanto Kendrick: anche lui parla del discontento generale e riesce a raccontare il nostro tempo».

I brani, già disponibili negli store digitali come singolo “doppio lato A” in vinile e cd, sono una sorta di gustoso antipasto al nuovo lavoro dei Rolling Stones; si tratterà del primo disco di inediti dopo 12 anni da A bigger bang (leggi nostro articolo). Lo ha da poco annunciato Keith Richards: «Abbiamo materiale nuovo su cui lavorare, e altro ne creeremo. Molto, molto a breve torneremo in studio».

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Veronica Ventavoli
Pistoiese di nascita, prima di laurearmi in Storia medievale all’Università di Siena e poi in Storia contemporanea a La Sapienza di Roma, ho lavorato per oltre dieci anni come cantante solista e in vari gruppi di cover toscani. In tale veste, vincendo quella che al tempo si chiamava Accademia della Canzone di Sanremo, ho avuto l’opportunità di partecipare all’omonimo Festival del 2005 classificandomi al terzo posto nella categoria Giovani. I primi ricordi nitidi che ho mi vedono impegnata a inventare e disegnare cartoni che non si sono mai animati, a imitare nei cortili parenti e personaggi famosi, a consumare i tanti 45 e 33 giri ricevuti in regalo da zii, cugini, vicini di casa: fra le sigle di Fantastico e il prog italiano degli anni Settanta, tra Pupo e i Beatles, anche se priva di fratelli e sorelle non mi sono mai sentita sola! Gli amici mi chiamano “scimmietta” perché sono tuttora curiosissima di conoscere canzoni, libri e film. Sono – da sempre, mi pare – devotamente innamorata di gatti, pastasciutte, David Bowie, Anna Marchesini e “Cipì” di Mario Lodi.

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