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Intervista alla band di Tiziano Ferro – Recensione tappa di Salerno del #TZNTour2017

Tiziano Ferro: Intervista alla band dell'artista di latina che è attualmente in giro per stadi con "Il Mestiere della Vita Tour". Recensione tappa di Salerno

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tiziano ferro
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di Mariafrancesca Mary Troisi

È arrivato allo Stadio Arechi di Salerno il tour di Tiziano Ferro (vedi qui FOTO IN ESCLUSIVA), “Il mestiere della vita”, partito circa un mese fa da Lignano Sabbiadoro (11 giugno), di cui abbiamo recensito la tripletta “storica” di San Siro (leggi QUI).

Il tour ha collezionato un successo di pubblico immutato per il cantautore latinense, con le tre date a San Siro, le due all’Olimpico e a Bari, arrivando a toccare un po’ tutta Italia, e continuando a sorprendere nei live con effetti scenici dal sapore internazionale e una scaletta incantatrice.

tiziano ferro

Un Arechi sold out ha accolto Tiziano Ferro con il calore tipico del sud, intonando a sorpresa con l’artista il ritornello di ‘O Surdato Nnammurato’, e diventando da subito un unico coro con il cantante.

Per il debutto all’Arechi sono arrivati fans provenienti da tutta la Campania e non solo, segno che l’appuntamento per la penultima tappa del tour era di quelli attesi da tempo.

A contribuire al successo dei live c’è indubbiamente la sua band, composta dai bravissimi Luca Scarpa (piano e direzione), Davide Tagliapietra e Alessandro De Crescenzo (chitarre), Reggie Hamilton (basso), Christian Rigano (tastiere) e Andrea Fontana (batteria).

Questa sera c’è la data conclusiva (in quel di Firenze) del #TZNTour2017,  noi abbiamo raggiunto la band realizzato con loro una simpatica chiacchierata “corale”, in cui ci hanno svelato alcuni retroscena.

tiziano ferro

INTERVISTA

Ciao e benvenuti, è un piacere avervi con noi.

Sta per concludersi un tour di proporzioni enormi, con stadi sempre pieni di persone, raddoppiando e addirittura triplicando in alcune location: la tripletta a San Siro, la doppia data all’Olimpico e a Bari…

Che responsabilità sentite di avere durante il concerto, nell’esibirvi di fronte a tantissime persone?

C.Rigano: È sempre una bella sensazione, ci sentiamo molto carichi.

D.Tagliapietra: devo dire che io quest’anno sono stranamente tranquillo, mi sto proprio godendo lo show. Per cui sì, c’è un po’ di adrenalina, ma il minimo indispensabile insomma, la sto prendendo con calma. 

A.De Crescenzo: anche per me la stessa cosa, un’adrenalina positiva, rilassati e concentrati il giusto.

Avete dei gesti scaramantici prima di salire sul palco?

D.Tagliapietra: io devo usare sempre gli stessi pantaloni, possibilmente non lavati! 

Ah bene, interessante questa cosa (ridono). Ma in che senso non lavati, non li lavi mai?

D.Tagliapietra: in ogni tour ho un pantalone di rappresentanza diciamo, gli abbiamo anche dato un nome, è quasi un oggetto di culto ormai.
E quando me lo lavano, mi arrabbio anche!  (ridono ancora)

Credo viviate quasi tutto il tour insieme, soprattutto i giorni in cui suonate. Che rapporto avete tra di voi, e che rapporto avete ovviamente con Tiziano Ferro.

C.Rigano: tra di noi c’è un rapporto che dura ormai da tantissimi anni, per cui siamo tutti amici, nel vero senso della parola, anche extra tour.

Con Tiziano anche, siamo sempre stati in ottimi rapporti in questi anni.

Non ci vediamo tantissimo, perché durante il tour facciamo un po’ vite separate, ma quando ci incontriamo dietro il palco o altrove, scambiamo sempre un po’ di chiacchiere, diciamo qualche “cazzata”, ci facciamo due risate.

Una parola per definire i vostri colleghi e una parola per definire Tiziano.

D.Tagliapietra: Tiziano per me è un grande professionista. 

C.Rigano: Tiziano lo definirei quasi un supereroe. 

A.De Crescenzo: oh mamma, cosa potrei dire su Tiziano? Tiziano è mitico. 

R.Hamilton: Tiziano è molto simpatico (con la traduzione simultanea di Rigano). 

A.Fontana: Tiziano è un grande professionista, una persona “centrata”, nel lavoro e nella vita, una potenza.

 

Per definire i colleghi musicisti, rispondono convinti in coro:
the family, “siamo proprio una famiglia, una bella famiglia”.

 

Immagino ci sia stata una lunga preparazione prima del tour. Mi raccontate un po’ le varie fasi? Come vi siete preparati al debutto di questa fortunatissima serie di concerti?

D.Tagliapietra: lunga preparazione… bè diciamo che in realtà ormai è una prassi.

Si fanno quei dieci giorni di prove musicali, una settimana di allestimento, quindi è ormai un po’ standart quello che facciamo.

Ognuno di noi, ovviamente, prima di arrivare alle prove dedica quei 3/4 giorni per ripassare un po’ le cose, e arrivare preparato, ma più o meno le canzoni le conosciamo tutte, insomma.

Luca (Scarpa, impegnato in quel momento) ha lavorato sicuramente di più, curando anche gli arrangiamenti.

Diciamo che la lunga preparazione di quest’anno è stata legata più che altro alla preparazione del palco, ai video, alle luci.

Il palco è molto imponente, quindi dietro c’è un sacco di lavoro.

Ho visto che è un gran bel palco, e voi siete bravissimi, quasi superfluo che lo dica. (ringraziano).

Il concerto più bello a cui avete preso parte da protagonista (non necessariamente di Tiziano Ferro) e quello più bello da spettatore.

C.Rigano: rispondo io, dai.

Da protagonista direi, uno dei più belli, la prima di San Siro di quest’anno.

Dopo un lungo periodo di prove, dopo Lignano, arrivare sul palco di San Siro e sentire tutto quel calore, è stato bello. Poi dal punto di vista nostro, tutto ha funzionato perfettamente, è stato veramente un bel concerto. Quindi ne ho un ottimo ricordo. 

Da spettatore ne potrei dire tanti, ma visto che ho il “Doc” accanto (soprannome usato per indicare De Crescenzo), direi il concerto de “I Cure” che abbiamo visto insieme.

Che consiglio dareste ad un ragazzo/ragazza che sogna di fare il musicista, magari ai vostri livelli?

C.Rigano: occorre tanta passione, tanta costanza, non bisogna scoraggiarsi se magari le cose non vanno come si spera. Bisogna andare sempre avanti per la propria strada, finché non si arriva ad ottenere quello che si vuole. Passione e costanza, sono le parole d’ordine.

La prima cosa che fate finito il concerto?

D.Tagliapietra: ognuno di noi fa probabilmente una cosa diversa, ma ci ritroviamo per fare un piccolo brindisi, è un po’ un rituale ormai, chi con la grappa, chi con la birra… 

Ultima domanda, facile facile, poi vi lascio andare…
Qual è l’intervista più bella che avete fatto finora?

Rispondono in coro, ridendo

L’intervista più bella è questa, ovviamente!

Chiaramente scherzavo! (mi unisco alla loro risata).
Io vi ringrazio ancora, siete stati disponibilissimi.
Noi ci vediamo sotto il palco!

In coro aggiungono:

Grazie a te, un saluto e un abbraccio virtuale a Mara e Alberto, che sono davvero mitici. Mitici mitici proprio.

tiziano ferro

 

Prossimo appuntamento, lo ribadiamo, con Tiziano Ferro e la “mitica” band, la conclusione del tour in quel di Firenze, Stadio Franchi, questa sera 15 luglio.
Grazie “the family”.

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Mariafrancesca Mary Troisi
Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina. Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola. In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo. Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia. Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”. Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa. Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti. Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione. Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie. Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie. Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente. Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere. Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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