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Antonella Ruggiero: Intervista a Nota Libera

Bellissima Intervista esclusiva ad una grande artista, in attesa del concerto che la stessa terrà ad Asti Musica il 16 Luglio prossimo.

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antonella ruggiero
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di Brunella Vedani

Antonella Ruggiero è nata a Genova (e noi astigiani “parenti siamo un po’ di quella gente che c’è là, che come noi è forse un po’ selvatica“), ha vissuto  parte della sua infanzia in queste campagne, sicuramente omaggerà nella serata che la vedrà assoluta protagonista, voce e piano, domenica 16 luglio all’interno della manifestazione Asti Musica, un grande amico suo (“simpaticissimo e ciarliero” come lei lo definisce) che tanto amava questi luoghi e le sue vigne (parlo di Bruno Lauzi che ci ha lasciato ormai 11 anni fa).

Antonella Ruggiero, artista dalla carriera quarantennale, si racconta a FareMusic con la sua bella voce cristallina, e risponde a domande che ruotano intorno al suo personalissimo modo di fare e cantare musica.

antonella ruggiero


Intanto parto con una domanda bizzarra e le chiedo se, per caso, possegga qualche gene orientale, con quell’ovale perfetto, gli occhi scuri e il sorriso dolcissimo:

Chi lo sa? Magari indietro indietro nel tempo… Noi italiani abbiamo una storia talmente infinita che ci potrebbe anche essere nel nostro Dna.

Dove vive adesso?

Io vivo da tanti anni, dal 70, in Lombardia e poi, da Milano , sono passata nel verde della Brianza e poi Berlino: mi divido tra questi due luoghi, dove la natura è molto presente e senza la quale non potrei vivere.

Parafrasando una vecchia pubblicità Carosello Anni ’60 girata dalla coppia Virna Lisi e Enzo Garinei, in cui lo slogan era “Con quella bocca può dire ciò che vuole”, lei, Antonella, “con quella voce può cantare cosa vuole”. Quindi, la curiosità è intorno a cosa canterà domenica 16 luglio nel suo “Concerto Versatile”.

Sarà un concerto che comprenderà tutto il percorso che ho fatto dal 96 a oggi, quando da solista ho ripreso , con formazioni e generi diversi, repertori antichi, epoche passate: quindi faremo un tuffo negli anni 30 , andremo in India, in Africa. Ci saranno anche le canzoni della mia storia personale, vecchia e nuova. Ad accompagnarmi il grandissimo pianista Mark Harris, americano, che per 18 anni ha collaborato con Fabrizio De Andrè e che ha enorme esperienza , oltre ad essere molto simpatico: con l’improvvisazione che, inevitabilmente avverrà, sarà un evento unico ed irripetibile. Tra di noi basta uno sguardo per trovare la sintonia.

antonella ruggiero

La sua voce sembra “cristallizzata” nel tempo, immutata per potenza ed estensione. E’ attenta a proteggere le sue corde vocali, segue una dieta mirata?

No, assolutamente no. Quando si viaggia bisogna essere molto elastici, adattarsi ai luoghi e al cibo. Sto molto attenta alle correnti d’aria e ai pericoli dell’aria condizionata.

Deve sapere che io sono sempre stata una sua grandissima ammiratrice, dai tempi dei Matia Bazar che con lei hanno vissuto la loro Golden Age: una definizione con un aggettivo o uno stato d’animo su quegli anni e sulla sua carriera da solista.

Sicuramente è quella del VIAGGIO, del movimento. Io ho passato 14 anni con il gruppo, viaggiando quasi costantemente e ho visitato luoghi che quasi non esistono più: l’ex URSS, la Siria, la Giordania, l’Europa degli anni ’70 e ’80. Luoghi e canzoni di quel periodo, non tutte, che canto tuttora perché sono veramente molto amate dal pubblico. Come solista, invece, il viaggio, oltre che fisico, è anche all’interno delle musiche più svariate. Movimento, viaggio, ricerca: manna per tutti i creativi.

antonella ruggiero

Ha attraversato con maestria il pop, la musica religiosa, il musical, la canzone d’autore italiana, il fado portoghese: c’è ancora spazio e voglia di fare ulteriori sperimentazioni?

Più che sperimentazione , ormai, è il piacere che si prova nello spaziare dove non esistono regole di discografia e di commercio. La musica bella esiste e si trova ancora. Ci sono tanti giovani capaci di fare cose straordinarie ma che, purtroppo, nelle radio non passano. Le nuove generazioni non sono solo quelle che seguono determinate musiche: c’è anche molto impegno, molta ricerca. E’ come se la musica fosse divisa da un muro: da una parte il commercio, dall’altra invece l’arte e la ricerca e queste due strade non possono incontrarsi.

Faccia i nomi di chi salverebbe nel panorama musicale dei giovani interpreti.
(giuro che ho usato un tono amabile perché, letta così, sembra un interrogatorio della polizia)

Non saprei fare dei nomi. Io posso parlare di solisti di 20 anni che studiano da quando ne avevano 5 e fanno già tournèe in giro per il mondo. Solisti classici, giovani cantanti lirici che fanno fatica ad emergere: ma è una fatica che darà loro modo di percorrere lunghi e lunghi anni questo cammino all’interno della musica. Dall’altra parte, invece, puoi ottenere un successo immediato che non darà, però, la possibilità di consolidare la propria presenza nel mondo musicale.

Lei ha conosciuto nella sua carriera tanti colleghi artisti, alcuni purtroppo non ci sono già più: ci sarà spazio per un omaggio a qualcuno di loro?
(penso a Bruno Lauzi che tanto amò Rocchetta Tanaro che lo ha ricordato in due splendide serate nel decennale della sua scomparsa)

Sicuramente. Lauzi ha scritto canzoni straordinarie oltre ad essere una persona simpatica quanto loquace e ironica. Ma ci sarà spazio anche per altri omaggi.

antonella ruggiero


Domenica canterà in Piazza Cattedrale ad Asti, con a lato una splendida Chiesa, insigne esempio del Gotico in Piemonte: potrebbe essere una bella opportunità per farci ascoltare un’ AVE MARIA a sua scelta, dall’album “Cattedrali” del 2015: ci farà questo regalo?

Il regalo lo farò anche a me stessa, perché cantare certi brani della musica sacra in determinate location so che mi rimarrà nel cuore e nella mente per lungo tempo. Asti la conosco bene, da bambina frequentavo questi luoghi, alla fine della scuola: quindi, come per tanti ricordi legati all’infanzia, ho reminiscenze bellissime.

Evinco dalle sue parole che, nonostante la sua esperienza ormai quarantennale, lei riesce ancora ad emozionarsi e a commuoversi quando canta dal vivo.

Il mio canto non è mai una cosa fredda, un’esecuzione fine a se stessa. Noto che c’è molta empatia con il pubblico: alla fine del concerto mi raccontano ciò che hanno vissuto con determinate canzoni. Ognuno si porta dietro il ricordo di qualcuno o di qualcosa , attraverso la musica. Accade anche a me, quindi, come essere umano, di emozionarmi ancora.

Non posso esimermi dal domandarle del suo nuovo lavoro che uscirà ad ottobre, “Quando facevo la cantante”, opera mastodontica in 4 capitoli, ma soprattutto del perché di quell’imperfetto “facevo”: ci sono implicazioni che dovremmo sapere?

(ride)

Era una sera a tavola e, chiacchierando, ci è venuta in mente questa frase. Roberto Colombo (suo marito e produttore, ndr) ha detto: “Questo potrebbe essere il titolo perfetto”. E’ una raccolta di 4 CD e comprende quello che ho fatto dal ’96 a oggi. Vedremo il futuro cosa ci riserverà, ma una cosa è certa: la musica ci sarà sempre.

antonella ruggiero

Ecco, Antonella Ruggiero alza il velo per mostrarci quel mondo meraviglioso che è la musica, quella lontana da tutti i meccanismi commerciali, da quei “mordi e fuggi” passati nelle radio, le belle note che riempiono i nostri silenzi e sottolineano le nostre emozioni.

La musica era il mio rifugio. Ho potuto strisciare nello spazio tra le note e dare la schiena alla solitudine (cit. Maya Angelou)

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