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Gianna Nannini va a Londra e sposa Carla – Cara Gianna, peccato tu non abbia fatto nulla per i diritti civili in Italia

Gianna Nannini va via dall'Italia, va in Inghilterra per sposare la sua compagna Carla e per ottenere la stepchild adoption per la figlia. La comunità LGBT la critica aspramente per non aver fatto nulla per i diritti civili in Italia.

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Oggi per la rubrica “Scritto da Voi” – in cui inseriamo i migliori scritti in giro nel web – abbiamo scelto un altro interessantissimo post su facebook di Francesco dell’Acqua in cui dice la sua sulla notizia data ufficialmente da Gianna Nannini in merito alla sua “andata” in Inghilterra e al suo imminente matrimonio con la sua compagna Carla, compreso la stepchild adoption della figlia Penelope.
Buona lettura.

gianna nannini
Carla & Gianna

Di Francesco Dell’Acqua

Non ci sono leggi in Italia che mi garantiscano di sapere cosa succederebbe a Penelope se me ne andassi in cielo, quindi me ne vado in Inghilterra, dove sono rispettata nei miei diritti umani di mamma e dove registro anche i miei dischi da trent’anni. Faccio l’unione civile con Carla e la stepchild adoption, perché adesso è questo l’unico vero nucleo familiare di cui posso fidarmi“.

Peccato che tu, come altri, non abbia fatto però nulla, e sottolineo nulla, cara Gianna, per fare in modo, in tutti questi anni, che quei diritti che vai a cercare a Londra, ci fossero qui, nel tuo Paese, l’Italia.

Peccato che tu, come altri, abbia scelto di tacere, coperta dal privilegio del ruolo e del successo, mentre altri, ragazze e ragazzi come te, con molto meno di te, lottavano e subivano discriminazioni.

Peccato che tu, come altri, abbia scelto sostanzialmente di tacere anche durante il lungo cammino dell’approvazione delle Unioni Civili, che ci sono costate alla fine l’omogenitoralità, come se la cosa non ti riguardasse se non da lontano.

gianna nannini

E’ un giudizio? Forse sì, forse no, non so rispondere, perchè nonostante tutto sono ancora sempre e fondamentalmente convinto che il percorso di ognuno sia personale e non ci sia nulla di obbligatorio nella vita. E infatti, sta proprio qui, il coraggio di chi sceglie di esserci.

Però, quanta amarezza pensare che se tu avessi parlato, se voi col vostro ruolo e visibilità aveste detto… forse, chissà. Ma con i forse non si fa la storia, quella, l’hanno fatta le persone comuni, e l’hanno fatta anche per te. E continueranno a farla. Continueremo a farla, anche per te.

Quindi, prima di andare, magari un grazie e un mi dispiace potresti anche dirli. Per il resto, sii felice, di cuore.
Per te, tua figlia, tua moglie e la tua famiglia.

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