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Morrissey cancella il suo tour italiano perchè aggredito a Roma da un poliziotto

Morrissey, all'anagrafe Steven Patrick Morrissey, è stato oggetto di un increscioso episodio nel nostro paese, a Roma.

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di Veronica Ventavoli

Morrissey, all’anagrafe Steven Patrick Morrissey, è stato oggetto di un increscioso episodio nel nostro paese, a Roma.In un post pubblicato su Facebook dal nipote Sam Esty Rayner, Morrissey, storico frontman della band inglese The Smiths, ieri ha accusato un agente di polizia romano di averlo fermato e trattenuto senza alcun motivo.

Stando a Sam Esty Rayner, l’agente avrebbe intimato l’alt al cantautore chiedendogli i documenti, che Morrissey non aveva con sé: “Conosco la legge e i miei diritti”, avrebbe detto quest’ultimo al poliziotto, “e lei non ha alcun motivo per fermarmi”. In Italia, com’è noto, quando la Polizia chiede un documento si è obbligati a identificarsi. Sarebbe quindi cominciata una discussione, durata oltre mezz’ora, fra Morrissey e l’agente, che avrebbe alzato la voce, brandendo la pistola d’ordinanza, attirando così centinaia di curiosi.

Last night at 7.45 on Via del Corso in Rome, the Police Officer pictured below terrorized Morrissey for 35 minutes…

Pubblicato da Sam Esty Rayner Photography su Mercoledì 5 luglio 2017

Quello dell’agente è stato un deliberato atto di terrore” – spiega Morrissey attraverso il nipote, noto fotografo – “e non aveva alcun cartellino identificativo ma guidava una motocicletta del 113 targata G2458. Non avevo infranto la legge né mi ero comportato in maniera sospetta. L’agente ha tolto la sicura alla sua pistola e l’ha tenuta in mano mentre mi gridava in faccia. Alcune persone sono arrivate in mio aiuto. […] Credo mi avesse riconosciuto e volesse spaventarmi. Non mi sono tirato indietro anche se ho creduto che mi avrebbe sparato. Vi consiglio caldamente di stare attento a questo agente, pericoloso e aggressivo. Potrebbe uccidervi”.

Stando a un trafiletto dell’edizione cartacea di Repubblica, poi ripreso da altre testate, ieri l’auto su cui si trovava il cantautore britannico sarebbe stata fermata in realtà perché percorreva contromano la centralissima Via del Corso. Dopo aver consegnato la contravvenzione, il nipote di Morrissey ha scattato una foto all’agente promettendogli che sarebbe “diventato famoso”, alludendo all’immagine oggi pubblicata a corredo del post in cui racconta le vicissitudini romane dello zio.

morrissey

Forse un banale misunderstanding linguistico-culturale, quindi, che però sta avendo una serie di strascichi spiacevolissimi. Mentre Morrissey ha cancellato sette concerti nel nostro Paese spiegando di non sentirsi “sicuro in Italia, con certi psicopatici a piede libero”, sui social si è scatenata una serie di commenti decisamente negativi sia nei confronti dell’artista che nei confronti dell’agente.

A questo punto e non è da escludere che Morrissey venga denunciato per diffamazione proprio in virtù del post e della foto cui abbiamo fatto riferimento.
Speriamo comunque che tutte le parti in causa calmino i loro animi a tornino a più miti consigli.
Vi terremo informati.

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Veronica Ventavoli
Pistoiese di nascita, prima di laurearmi in Storia medievale all’Università di Siena e poi in Storia contemporanea a La Sapienza di Roma, ho lavorato per oltre dieci anni come cantante solista e in vari gruppi di cover toscani. In tale veste, vincendo quella che al tempo si chiamava Accademia della Canzone di Sanremo, ho avuto l’opportunità di partecipare all’omonimo Festival del 2005 classificandomi al terzo posto nella categoria Giovani. I primi ricordi nitidi che ho mi vedono impegnata a inventare e disegnare cartoni che non si sono mai animati, a imitare nei cortili parenti e personaggi famosi, a consumare i tanti 45 e 33 giri ricevuti in regalo da zii, cugini, vicini di casa: fra le sigle di Fantastico e il prog italiano degli anni Settanta, tra Pupo e i Beatles, anche se priva di fratelli e sorelle non mi sono mai sentita sola! Gli amici mi chiamano “scimmietta” perché sono tuttora curiosissima di conoscere canzoni, libri e film. Sono – da sempre, mi pare – devotamente innamorata di gatti, pastasciutte, David Bowie, Anna Marchesini e “Cipì” di Mario Lodi.

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