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Castel Sant’Elmo incorona il re Niccolò Fabi – Tappa napoletana del “Diventi Inventi Tour”. RECENSIONE

Niccolò Fabi a Castel Sant’Elmo, Napoli, per la 2/da tappa del tour “Diventi Inventi 1997 -2017" con cui il cantautore festeggia i suoi 20 anni di carriera

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niccolò fabi
Crediti Foto Mary Troisi per FareMusic
Voto Autore
di Mariafrancesca Mary Troisi

Nella suggestiva cornice di Castel Sant’Elmo, che domina tutta Napoli, si è alzato il sipario sulla seconda tappa del tour di Niccolò Fabi, “Diventi Inventi 1997 -2017”, che celebra i vent’anni della sua carriera.

Il 30 giugno, una Napoli in piena estate, accoglie il cantautore romano, accarezzandolo con la sua bellezza maestosa, il suo calore, la sua partecipazione corale.

niccolò fabi
Crediti Foto Mary Troisi per FareMusic

Guardandosi intorno è facile specchiarsi in un’emozione collettiva, che rapisce chiunque sia presente al concerto.

Concerto di cui si è parlato tanto, per via della gaffe sui manifesti che hanno tappezzato la città (su cui era riportato erroneamente Castel S’Antelmo), suscitando l’ironia di Fabi, che ha ribattezzato in questo modo una nuova efficace strategia di marketing.

Ad aprire il live, alle 20:30, un interessante cantautore emergente, Guido Maria Grillo, che si è esibito con vari pezzi del suo repertorio, incluso il brano interpretato con Levante, “Salsedine”.

niccolò fabi
Crediti Foto Mary Troisi per FareMusic

Intorno alle 21:30 fa il suo ingresso sul palco la band, composta da giovani musicisti torinesi, e da lui, Niccolò Fabi, in tutta la sua carica di energia, con “Il giardiniere”, accedendo come un fuoco che divamperà a breve, l’interesse del pubblico presente.

E’ un viaggio quello di Niccolò Fabi, un viaggio attraverso vent’anni di canzoni, che raccontano la storia di uomo semplice, consacrato alla musica.

La scaletta è ricca, si suona per oltre due ore, in un crescendo senza sosta.

niccolò fabi
Crediti Foto Mary Troisi per FareMusic

Fabi, al termine di ogni esecuzione, ringrazia sentitamente il pubblico, spesso applaudendolo a sua volta.

“Una somma di piccole cose”, “Ha perso la città”, “Solo un uomo”, “Filosofia agricola”, “La promessa”, si alternano nella scaletta, fino a scatenare il pubblico con “Rosso”, una vera e propria danza collettiva.

Non c’è brano più significativo per me…” accenna Fabi, prima di intonare “Le chiavi di casa”, sui cui il pubblico si stringe forte forte attorno a lui.

Il calore di Napoli è assordante, e Fabi ringrazia così i napoletani:

“Ho costruito nel tempo il rapporto con la città di Napoli. Il vostro calore è sincero e potente, fa quasi paura a me che sono insicuro… Grazie alla gaffe del manifesto di cui tutti hanno parlato stasera siete tantissimi. Non ho mai avuto un pubblico così grande a Napoli. Queste sono le nuove strategie di marketing”, conclude con una punta di sarcasmo.

niccolò fabi
Crediti Foto Mary Troisi per FareMusic

Il live non mostra un attimo di cedimento, raggiungendo il culmine con “Costruire”, uno dei pezzi più belli del cantautorato italiano.
Su “Offeso” si battono le mani a tempo di musica, mentre un raggio di luna filtra attraverso le luci del palco, nell’attimo in cui Castel Sant’Elmo incorona il suo re.
Non manca la splendida ninna nanna, “Facciamo finta”, che segna quasi la fine dello show.

Prima di chiudere e ballare tutti con “Capelli”, Fabi racconta di come ha conosciuto il suo chitarrista, Alberto Bianco, in un locale a Torino, dove suonava i suoi pezzi alle 3 di notte, riuscendo a calamitare su di sé, ad un orario così “particolare”, l’attenzione dei presenti, con il brano “Mela”, che eseguiranno di lì a poco.

niccolò fabi
Crediti Foto Mary Troisi per FareMusic

Segno di profonda attenzione per la realtà che lo circonda, gesto di grande generosità, che mi lascia gli occhi inumiditi dalla speranza, che in questo mondo, i grandi artisti, spesso sono anche grandi uomini.

Il live si chiude dopo poco, Fabi si inchina davanti al pubblico, visibilmente emozionato, lasciando avvolgere dall’abbraccio dei napoletani anche i suoi bravissimi musicisti, che aveva presentato uno ad uno, poco prima: Alberto Bianco, Matteo Giai, Filippo Cornaglia e Damir Nefat.

Nei ringraziamenti Fabi non tralascia nessuno, ringraziando anche la ragazza che si occupa del merchandising.

E’ notte su Castel Sant’Elmo, quando la chitarra di Fabi si innalza per l’ultima volta verso il cielo di Napoli. Una Napoli che non mi è mai sembrata così bella. Una Napoli che si inchina di fronte al suo re.
Grazie Niccolò.

niccolò fabi

 

Scaletta:

Il giardiniere
Una somma di piccole cose
Ha perso la città
Solo un uomo
Filosofia agricola
La promessa
Rosso
E’non è
Le chiavi di casa
Una mano sugli occhi
Il Negozio di Antiquariato
Una buona idea
Costruire
Vento d’estate
Offeso
Lasciarsi un giorno a Roma
Facciamo finta
Mela (di Alberto Bianco)
Capelli

 

I festeggiamenti per il ventennale di carriera lo porteranno ad abbracciare i migliori palchi estivi (prossima data, Milano, 6 luglio, Carroponte), fino a culminare nella grande data del 26 novembre, in cui Fabi sarà per la prima volta protagonista sul palco del PalaLottomatica (Roma).

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Mariafrancesca Mary Troisi

Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina.
Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola.
In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo.
Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia.
Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”.
Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa.
Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti.
Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione.
Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie.
Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie.
Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente.
Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere.
Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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