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COLDPLAY A SAN SIRO: UN TRIPUDIO DI COLORI PER UNA FESTA IN MUSICA – RECENSIONE

Coldplay a San Siro: un immenso, enorme party colorato in cui il filo conduttore è la gioia di esserci e cantare insieme i brani di una carriera di successi.

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L'inviata di FareMusic, Brunella Vedani, al concerto dei Coldplay a San Siro - Milano
Voto Autore
di Brunella Vedani

Coldplay, direzione Milano… sto arrivando!

Parti in auto con un bel po’ di anticipo sull’orario del concerto perchè si sa, Milano è Milano, chissà se trovi parcheggio, chissà quanta gente, chissà che putiferio San Siro, le code, la sicurezza, la sistemazione.

Durante il viaggio ripassi le canzoni più note (Clocks, Yellow, Viva la vida) e pensi di essere fortunata a poter assistere a quello che , si presume, sarà un concerto memorabile, quello di una band che manca dall’Italia dal 2012 , due serate sold out che si sono portate dietro una scia di polemica sul secondary ticketing e sui prezzi non proprio popolari dei biglietti.

Arrivi in piazzale Moratti e San Siro è uno spettacolo imponente anche da fuori: la gente sfila con ordine nei vari ingressi e si divide in base alle proprie destinazioni di anelli e di torri , con la security a controllare ognuno in modo rapido ed efficiente.

60 mila persone: siamo quasi 60 mila.

E se dai un’occhiata circolare a tutta la cornice degli spalti e del parterre, un po’ di emozione, mista a un leggero senso di timore, non puoi non provarla e pensi a quanta adrenalina possa scorrere nel sangue di chi dovrà esibirsi di fronte a un pubblico così numeroso, ognuno dotato del suo “xyloband”, il braccialetto elettronico che ti hanno consegnato all’ingresso e che ti renderà parte attiva della splendida coreografia, ricca di colori, suoni, fumi e luci rifrangenti.

Prima degli attesissimi Coldplay, che inizieranno il loro concerto poco prima delle 21 e 30, una scatenata Tove Lo, in top giallo e pantaloni in simil latex dello stesso colore che, data la temperatura tropicale, le avranno fatto perdere almeno 2 cm di girovita, ha cominciato a scaldare il pubblico con bella padronanza di palco e una voce e un repertorio pop-dance davvero molto interessanti.

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Poi, con un’attesa quasi ipnotica al suono di una musica sequenziale di campanelli e note minimali, si spengono le luci sul palco e parte la voce della divina Callas con “O mio babbino caro” e sai che la festa sta per cominciare.

Ed è proprio quello che sarà: un immenso, enorme party colorato in cui il filo conduttore è la gioia di esserci, di cantare insieme a Chris Martin i brani infarciti di coretti un po’ ruffiani che costellano una carriera ventennale di successi incredibili.

Chris è così, fintamente trasandato, casualmente “sbracalato” ma figo più che mai, con la bandiera italiana infilata nella tasca posteriore dei pantaloni e le perle di sudore sul bel faccino, mentre corre, salta, si lancia quasi sospeso nell’aria sulla lunga passerella che percorrerà più e più volte durante la serata, sdraiandosi spesso esausto a terra a fine canzone.

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Crediti Foto Newpress – Il Giorno

Accenna qualche parola in italiano (“Sono contento di essere qui, Grazi Milli“) e poi torna alla lingua inglese, ringraziando tutti coloro che sono arrivati da ogni parte d’Italia, dicendosi felice di vedere che l’umanità, nonostante tutto, è fatta di tante belle persone.

C’è stato spazio per i brani più dance (che hanno fatto scatenare il pubblico), e quelli più intimisti al pianoforte (Magic e In My Place, per citarne solo un paio), per l’omaggio agli Oasis con l’accenno a Don’t look back in anger fino al brano scelto da una fan, Us Against The World, eseguito in un piccolo palco laterale in versione suggestiva e minimale.

Ma sono Clocks, Viva la Vida, Paradise, Hymn for the Weekend a mandare in visibilio tutti i presenti, ognuno con il proprio cellulare a riprendere con i video amatoriali quella che è stata una festa coloratissima, tra fuochi d’artificio sparati in cielo, enormi palloni colorati e coriandoli, tanto da far interrompere Martin su Charlie Brown per chiedere per cortesia, solo e almeno per quella canzone, di mettere via gli smartphone e di godersi appieno lo spettacolo, saltando e ballando a mani libere rivolte ad un cielo notturno d’estate ricco di promesse (un fan ha chiesto alla propria fidanzata di sposarlo sulle note di Fix You) e di stelle luminose.

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Ed è proprio con A Sky full of stars e Up&up che si concluderanno le due ore di show dei Coldplay, dove la musica si è perfettamente amalgamata con la voglia di cantare, di ballare e di godere tutti insieme della felicità che può dare il desiderio di condividere un grande momento di festa, un sogno bellissimo che ognuno dei presenti si porterà nel cuore per lungo tempo.
Viva la vida, viva i Coldplay.

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