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Morto Rudy Rotta, bluesman di fama internazionale

Ci ha lasciati il bluesman Rudy Rotta. Aveva collaborato con B.B.King, John Mayall e altri giganti del blues, collezionando numerosi riconoscimenti.

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Rudy Rotta
Rudy Rotta sul set di JamTv
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di Tiziana Pavone

E’ morto dopo una lunga malattia Rudy Rotta. Voce, compositore e uno dei migliori chitarristi blues a livello internazionale, aveva iniziato la carriera all’estero negli anni ’80 attingendo da contaminazioni rock, soul, funky.

Rudy Rotta nel tempo aveva creato un suo particolare sound dallo stile inconfondibile, anche nel canto, con la sua voce roca. Riconosciuto come il numero uno in più occasioni, ha collezionato nutrite collaborazioni dal vivo con artisti eccellenti, di fama mondiale. Tra questi, B.B. King, col quale suonò al Festival Jazz di Montreux nel 1993. Residente a Verona, era di casa a Sanremo Blues, dove ha partecipato a nove edizioni, conquistando il premio di miglior bluesman italiano.

Aveva inciso 14 cd, con Alabianca di Verona, Azzurra Music, Rossodisera e altri editori. L’ultimo, del 2014 si intitola The Beatles vs The Rolling Stone, per la Slang Music. Stava lavorando al suo quindicesimo disco proprio quest’anno.

Cover del cd

Il suo segreto era nelle sue mani e nella creatività. Non amava gli “effetti speciali” dei pedali, nè le cover band. Rispettava il lavoro nato dalla ricerca e dal contatto con l’anima. Ripudiava le operazioni commerciali:

Il problema della musica degli ultimi quarant’anni è che quando compri un disco 9 su 10 la prima canzone è uguale alle tracce successive, fino anche alla decima. Dare sonorità diverse a un brano è indispensabile. Altrimenti diventa monotono.

In una videointervista a viso scoperto, denunciò il disagio tutto italiano di fare musica:

Cosa consiglio ai giovani? I giovani non vengono rispettati quando suonano nei locali. Io stesso in un locale milanese prestigioso ho incontrato fonici annoiati. Nessuno ti chiede cosa fai. Il rispetto che c’è all’estero è lo stesso che hanno per l’artista che riempie i teatri. Essere sconosciuti non vuol dire non essere bravi. Così come essere famosi non vuol dire essere bravi. Questo all’estero lo hanno capito. Qui no. Consiglio ai giovani di fare musica per passione, e non di sceglierla per lavoro. Perchè se lo fai come mestiere, in Italia lo fai come prostituta della musica. Sul futuro della musica non sono ottimista. Ci sono troppi musicisti che vanno a suonare e dovrebbero stare in cantina.”

Il video dell’intervista completa

rudy rotta
VIDEO – Rudy Rotta: la mia verità sulla musica italiana

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