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Shirley Collins: una vita e una voce senza tempo nell’imperdibile ritorno con “Lodestar”

Shirley Collins, dopo anni, ritorna con la raccolta “Lodestar”. Risale al '76 la data dell’ultima pubblicazione di questa straordinaria cantante britannica.

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shirley collins
Voto Autore

di Athos Enrile

Sono capitato casualmente su questo album e mi rendo conto di come la ricerca del nuovo, inteso come proposta di ascolto per i curiosi, possa a volte passare attraverso ciò che abbiamo davanti agli occhi da sempre, ma che magari snobbiamo per qualche preconcetto o riserva intellettuale.

Lodestar”, è il disco che presenta Shirley Collins dopo una vita. Risale infatti al 1976 la data dell’ultima registrazione ufficiale solista di questa meravigliosa cantante britannica, ancora capace di stupire, in questo caso con una raccolta di canzoni sufficientemente “dark”, scelte tra la sterminata produzione dei secoli passati. Shirley Collins è così profondamente intessuta della tradizione popolare britannica che la sua storia di vita potrebbe essere utilizzata come simbolo dei disagi e della positività espressi dal suo paese: il suo dramma e i suoi successi sembrano il perfetto parallelo con lo scorrere dei fatti.

shirley collins
Copertina di “Lodestar”

Tracklist:

1 Awake Awake / The Split Ash Tree / May Carol / Southover
2 The Banks Of Green Willow
3 Cruel Lincoln
4 Washed Ashore
5 Death And The Lady
6 Pretty Polly
7 Old Johnny Buckle
8 Sur Le Borde de L’Eau
9 The Rich Irish Lady / Jeff Sturgeon
10 The Silver Swan

 

“Lodestar” è quindi il suo primo album da quando Shirley ha ripreso la piena capacità vocale: verso la fine degli anni ’70, dopo il divorzio con il marito Ashley Hutchings, leader della band Albion Country, la Collins perse la sua voce e si ritirò dalla musica. I medici le diagnosticarono una disfonia, strappandole ogni sogno e ogni speranza di proseguire la sua amata attività.

shirley collins

Proveniente dal Sussex rurale, la Collins ha conosciuto le canzoni tradizionali inglesi attraverso gli insegnamenti della nonna e della zia, individuando, da subito, quella forma come mezzo per una rinascita popolare, e così per un ventennio – tra gli anni ’60 e ’70 – diventa figura centrale del folk revival britannico, dopo una lunga ricerca della tradizione musicale statunitense coltivata dopo l’incontro con Alan Lomax, suo compagno di viaggio alla scoperta delle fondamenta della musica americana.

All’età di 81 anni  Shirley Collins ritorna, dopo aver riprovato la soddisfazione del palco nel febbraio del 2014, aprendo un concerto dei Current 93, e la sua voce appare stranamente senza età: “Lodestar” ne è la testimonianza.

Registrato nel suo cottage di Lewes, l’album è composto da canzoni inglesi e americane che partono dal XVI secolo e arrivano sino agli anni ’50. Lei si circonda di una corte di collaboratori, tra i quali il direttore musicale e produttore Ian Kearey degli Oysterband e Ossian Brown e Stephen Thrower, membri di Cyclobe e entrambi ex membri del gruppo inglese post-industriale Coil; il compito del trio è quello di “curare” l’atmosfera che possa coniugare il passato della cantante con il suo momento attuale, sintesi di una vita dedicata alla ricerca e alla proposizione dei risultati ottenuti.

shirley collins

Violini, mandolini, chitarre acustiche, organi da chiesa, dulcimer, banjo… sono questi gli strumenti tipici del folklore britannico, che fanno da corollario ad una voce magica.

Dieci i brani contenuti nel disco, che hanno come filo conduttore la morte, vista da differenti punti di vista, ma con una buona dose di ironia, come nel brano “Old Johnny Buckle“, in cui il protagonista non segue il consiglio del medico che suggerisce di strofinare la gamba ferita della moglie con del gin, perché preferisce berlo, e per questo viene mandato all’inferno. Oppure l’umorismo nero di “The Rich Irish Lady”, storia in cui una donna ricca rifiuta le avance di un medico, salvo poi chiedere il suo aiuto nel momento in cui si ammala: non solo il medico le negherà  i suoi servigi ma annuncia che ballerà sulla sua tomba… è questo il mondo reale della Collins, quello vissuto sulla propria pelle, quello raccontato e cantato con la voce indurita dalle esperienze e il cuore pieno di certezze, perché una vita vissuta in modo totale regala saggezza e chiarezza di visione.
Gran disco che consiglio all’ascoltatore… aperto!

Il video a seguire, molto suggestivo, è l’esempio più chiaro di quanto ho percepito durante l’ascolto…  il volto della Collins – in progressione temporale -, la voce quasi senza genere e le immagini in sequenza, realizzano un quadro senza tempo, suggeritore di attente riflessioni.

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Shirley Collins – Death And The Lady (Official Video)

 

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