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TIZIANO FERRO, RE DI SAN SIRO: UNA TRIPLETTA DA RECORD – RECENSIONE CONCERTO

Tiziano Ferro: Incominciato il Mestiere della Vita Tour 2017 dell'artista di Latina. Qui la recensione della tappa Milanese allo Stadio di San Siro.

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tiziano ferro
Crediti del FotoMontaggio Immagini: ©FareMusic - FMD Copyright
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di Mariafrancesca Mary Troisi

Dopo il debutto di Lignano Sabbiadoro, dell’11 giugno, Tiziano Ferro consacra maestosamente l’apertura del suo tour, “Il mestiere della vita”, con una tripletta storica in quel di San Siro.

Tre date (16 -17 – 19 giugno) da incorniciare, di fronte a 50 mila spettatori, che hanno sfidato il caldo asfissiante, i rigidi controlli di sicurezza previsti dopo l’attentato di Manchester, e nella prima data, anche lo sciopero dei lavoratori del trasporto, inginocchiando letteralmente una città come Milano.

Assistere ad un concerto dalla prima fila regala inevitabilmente un sapore diverso, concedendo allo show di rafforzare il legame con l’artista presente sul palco.

Uno show che occhieggia volutamente ai sapori internazionali, conservando però integra l’intimità caratteristica delle canzoni di Tiziano Ferro.

Il concerto inizia alle 21, con un’introduzione registrata, in una scenografia che risulta da subito imponente, con giochi d’acqua spettacolari; acqua che si preannuncia l’elemento di punta dell’intero spettacolo.

tiziano ferro

La scaletta, pensata e ripensata, per ammissione di Tiziano stesso, si apre con “Il mestiere della vita”, canzone che dà il titolo al nuovo album di inediti (album che mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca) e all’intero tour, facendo del concerto, da subito, un unico coro tra pubblico e cantante.

Tiziano, che aveva conquistato gli stadi già due anni fa, appare da subito a suo agio, cercando il contatto con il suo pubblico continuamente, e in un intermezzo parlato, lo ringrazia per la sua presenza, mai scontata e costante. 

“Voi mi avete salvato la vita. Se sto qui e ho superato sensi di colpa, paure e scarsa autostima è perché ho avuto sostegno, amore, comprensione. Sto qui grazie a voi. 

Un’ultima cosa. Questa è una settimana importante, mi hanno chiesto di parlare di diritti degli omosessuali. Io sono qua per l’orgoglio degli esseri umani, di tutti gli italiani e di chi lo vorrebbe diventare. Questo è il mio Pride, tante persone diverse tutte insieme”.

L’abbraccio tra pubblico e cantante è forte ed emozionante, e si concretizzerà nella seconda data, del 17 giugno, quando Ferro lascerà salire sul palco una ragazza di Roma, per farle godere la bellezza della vista dal palco e stringerla in un abbraccio che simbolicamente regala a tutto il pubblico presente.

tiziano ferro

Lo show è congegnato per integrare le dimensioni del reale con il digitale, confezionando una sorta di inedito videoclip dal palco, live, riuscendo a mixare lo spettacolo di grafiche con i momenti dal vivo, e giochi di luci, laser, fuochi d’artificio, acqua, che come già anticipato, sarà l’elemento dominante dello show.

Acqua come simbolo di purificazione, in una cascata dapprima virtuale, ad inizio spettacolo, e poi reale, che cade dal tetto, bagnando Ferro a fine concerto, e riservandoci così uno spettacolo nello spettacolo.

Pensare però che gli elementi scenografici la facciano da padrone è chiaramente un errore. La fanno da padrone le sue canzoni, 33 per l’esattezza.

Non mancano i grandi successi della sua carriera, alcuni arrangiati in una nuova chiave di lettura, chitarra (quella dei suoi chitarristi, De Crescenzo e Tagliapietra ) e voce, in un medley intimo a centro palco (Imbranato / Troppo buono / E fuori è buio). Uno dei momenti che preferisco, probabilmente per l’affezione ai pezzi citati.

La band, formata dai bravissimi Luca Scarpa (piano e direzione), Davide Tagliapietra e Alessandro De Crescenzo (chitarre), Reggie Hamilton (basso), Christian Rigano (tastiere), Andrea Fontana (batteria), è relegata ai lati del palco, probabile unico neo dello show, concedendo loro una scarsa visibilità. Visibilità che acquisiscono però ugualmente con le sempre impeccabili esecuzioni, che accompagnano un Tiziano Ferro in forma perfetta.

tiziano ferro

In oltre due ore di concerto si passa con disinvoltura dai ritmi scatenati di “E Raffaella è mia”, “Lento/Veloce”, “Xverso”, “Lo stadio”, ad atmosfere più intime, proprie del suo repertorio, in cui trova spazio la splendida interpretazione di “Mi sono innamorato di te”, di Luigi Tenco, con cui aveva già emozionato il pubblico a Sanremo.

Non c’è un solo istante in cui il pubblico abbandoni la presa. E non solo il pubblico della prima fila, in cui da privilegiata mi ritrovo.
Canta tutto lo stadio, dalla prima all’ultima nota, ogni singola canzone. Cinquantamila voci che si fondono mirabilmente a quelle di Tiziano.

Cinquantamila cuori che hanno accompagnato la sua escalation, da quando cantava di fronte a poche decine di persone (come lui stesso ricorda), fino a incoronarlo re di San Siro, per ben tre notti.

Tiziano Ferro dal vivo è ancora una volta sinonimo di garanzia, e trovare l’ombra di un cedimento è chiaramente inconcepibile.

Dopo quasi 20 ore sotto al sole (essere in prima fila comporta “qualche sacrificio”), il rientro a casa lascia dentro di me la sensazione che quella stretta di mano virtuale, avvenuta quasi 16 anni fa, resti ancora una delle strette migliori della mia vita.

SCALETTA:

Il mestiere della vita
“Solo” è solo una parola
L’amore è una cosa semplice
Valore assoluto
Il regalo più grande
Medley: My Steelo / Hai delle isole negli occhi / Indietro
La differenza tra me e te
Ed ero contentissimo
Sere nere
Xdono
Medley: Il sole esiste / Senza scappare mai più / E Raffaella è mia
Ti scatterò una foto
Medley: Imbranato / Troppo buono / E fuori è buio
Per dirti ciao!
La fine
Lento/Veloce
Rosso relativo
Stop! Dimentica
Xverso
Alla mia età
L’ultima notte al mondo
Mi sono innamorato di te
Incanto
Lo stadio

Bis:

Il conforto
Non me lo so spiegare
Potremmo ritornare

 


Dopo Milano il tour continua in queste città:

21 giugno – Torino – Stadio Olimpico
24 giugno – Bologna – Stadio Dall’Ara
28 – 30 giugno – Roma – Stadio Olimpico
4 – 5 luglio – Bari – Arena della Vittoria
8 luglio – Messina – Stadio San Filippo
12 luglio – Salerno – Stadio Arechi
15 luglio – Firenze – Stadio Franchi

 

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Mariafrancesca Mary Troisi

Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina.
Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola.
In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo.
Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia.
Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”.
Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa.
Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti.
Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione.
Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie.
Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie.
Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente.
Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere.
Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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