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Locasciulli e le cento vite comuniste: “Piccoli Cambiamenti” per una Rivoluzione

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locasciulli

di Michele Caccamo

Piccoli cambiamenti per una Rivoluzione

«dove andiamo?», «non lo so, ma dobbiamo andare»*

E i pistoni dell’auto saltano fuori dalle fasce. Come volessero fuggire da una tomba, da un qualsiasi giaciglio umano; come trovassero, davvero, nella fuga il cuore dell’avvenire.

E tutti noi si vorrebbe crescere cantando, ben al di là dei fogli del calendario, senza sentirsi nulla addosso come fossimo soltanto schiocchi di primavera.

E si vorrebbe dimenticare la pace infranta da un qualsiasi avversario, ogni crimine sparato contro la nostra quiete: a lasciarsi dietro la guerra il sangue accelera e diventa la scintilla anche per il volo delle rondini.

Sono proprio quei Piccoli cambiamenti  ad allontanarci dal maltempo, a segnarci le tracce del buio o quel desiderio d’amore che teniamo tra le labbra.

Mimmo Locasciulli canta le illusioni romantiche, le parti che nelle lacrime sono eterne, e gli ideali nascosti nella folla delle anime: e ci alza nella nebbia, con la sua decisa bestemmia contro la disumanità.

Mimmo sta nella stanza accanto, come un custode o anche un mago uno stelo vigoroso carico di luce. E ha il ritmo del nostro sogno. E non sfodera coltelli né lingue d’offesa.

Io lo ascolto e penso alle stelle che stanno nascendo, alla nostra piccola morte in questo universo. Lo ascolto e penso che siamo uomini e non coppieri di Dio. Lo ascolto e lo immagino mentre semina incendi ovunque per farci svegliare, uscire dai solchi delle nostre fosse.

Mimmo scrive delle sue cento vite comuniste: e vorrebbe vederci tutti quanti nell’aria,  in ogni fondo d’aria; liberi, a moltiplicare le nubi o se nascessero nel cielo i gigli.

Mimmo chiede arrivino Piccoli cambiamenti, e ostie che siano specchi per la nostra coscienza. E una vita che sappia andare in avanti verso un presente nuovo: incontro alla Città lontana del domani.

Io lo ascolto, con gli occhi completamente aperti e pieno di coraggio.

E penso che anche se potrò cadere vinto non sarà mai in una distruzione totale. Ma un altro pensiero sarà in alto fino a quando ovunque non sarà mattino. Fino a quando quel suono olivastro dell’abuso non si spezzerà da solo.

Stanotte ho anche la pelle insonne, e vorrei si svelasse la mia forza; vorrei sollevarmi e come un pazzo allargare le braccia e come una creatura gentile tenervi stretti. A uno a uno.

Ma stanotte manca una stupida luna confidente, alla mia finestra come nel disco. E adesso, senza volerlo dire mai più, ho il respiro pesante. Come un qualsiasi innamorato.

*On the road – Jack Kerouac –

video
Mimmo Locasciulli – Piccoli Cambiamenti

 

 

 

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