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L’energia di Dolcenera live riparte da Crema – RECENSIONE

Tutto esaurito al Teatro San Domenico di Crema per Dolcenera sabato 20 maggio, concerto che preannuncia le date estive dell’artista salentina.

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Crediti Foto Alessandro Manzi
Voto Autore
di Elena Nesti

Tutto esaurito al Teatro San Domenico di Crema per Dolcenera sabato 20 maggio, concerto che preannuncia le date estive dell’artista salentina. Prossima ad entrare in studio per registrare il prossimo album, Dolcenera ritrova la sua band storica, formata da Lorenzo Ottonello alla batteria, Antonio Petruzzelli al basso, Mattia Tedesco alla chitarra e Michele Papadia alle tastiere, per ripercorrere venti canzoni del proprio repertorio insieme al pubblico che ha riempito la sala e sotto a un disegno luci originale e fatto ad arte, che merita una menzione speciale.

Una sana trasfusione di energia – di una varietà di energie tutte diverse, grazie alla pluralità dei generi attraversati, dal cantautoriale al rock, al blues, ai ritmi sostenuti con sonorità dance e elettroniche. Un eclettismo che non è fine a se stesso : ad ogni canzone, una combinazione sapiente di sonorità non si limita a vestire il brano ma ne fa emergere e ne rinforza l’atmosfera – così come diciamo ogni cosa con un tono che dà una sfumatura ben precisa al contenuto. All’ascolto, spicca la capacità della cantautrice salentina (e produttrice, nell’ultimo album Le Stelle Non Tremano) di creare un’atmosfera, un mondo specifico ad ogni canzone, e di conservarne intatte le essenze creando sempre nuovi arrangiamenti per i brani degli inizi anni 2000, curandone i dettagli. Ci riesce, Dolcenera, giocando sui contrasti (nomen omen, lo ammette lei stessa durante il concerto) e racchiudendo in una stessa canzone un’emozione e il suo contrario (e cosa c’è in fondo di più essenziale nella nostra natura duale di esseri umani ? – si permette un attimo di riflessione l’antropologa), si vedano Fantastica, Com’è Straordinaria la Vita.

dolcenera
Dolcenera – Fantastica VIDEO

Ascoltare Dolcenera in concerto è anche scoprire delle canzoni-gioiello che non sono uscite come singoli e che trovo emblematiche del come dovrebbero essere scritte delle melodie italiane oggi (Immenso, L’Amore Sa) e di far suonare « cool » l’italiano forgiandolo in quelle sonorità elettroniche che animano la ricerca sonora nella pop music globale (2vite, Un Peccato). Vi confesso il pensiero che attraversava la mia mente seduta nella mia poltrona in teatro :  « se non è questa la direzione che dovremmo cercare di inseguire nella musica italiana, quale altra? ». Frase che mi dico di rado quando ultimamente accendo la radio italiana…

Il pubblico, conquistato, si lascia guidare a occhi chiusi in questo cavalcare onde di energie diverse e complementari. Dolcenera non lascia mai la sua mano, neanche quando dovrebbe fare la star e uscire prima del finale. Difatti gli propone di fregarsene un attimo di questa convenzione, animata dalla voglia di rimanere sul palco a dare e ancora dare in questo flusso di energia che sembra infinito, attraverso la voce, la musica e la sua presenza magnetica e sempre in movimento.

Un’artista che ha sì giocato a fare The Voice, ma il cui valore di musicista vera e generosa si apprezza pienamente sul fatto, nei momenti di verità del mestiere.

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Crediti Foto Alessandro Manzi

La scaletta del concerto :

Accendi lo spirito
Il sole di Domenica
L’amore è un gioco
100mila watt
Mai più noi due
Fantastica
Immenso
Amore Disperato
Il tempo di pretendere (piano e voce)
I colori dell’arcobaleno (piano e voce)
Ci vediamo a casa
Il mio amore unico
2vite
Ora o mai più
Un peccato
L’amore sa
Universale
Siamo tutti là fuori
Com’è straordinaria la vita
Niente al mondo

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Elena Nesti

Classe ’88, la Nesti è nata in uno scontro tra civiltà, quella pisana e quella livornese. Scappata di casa in direzione della capitale, qui a vent’anni tondi tondi è riuscita a far produrre il suo primo spettacolo musicale, « Seta & Cera ». Una tesi sulla metanarrazione e il canto melismatico nell’opera-rock Rent l’ha portata alla laurea in DAMS – e siamo d’accordo che per il suo bene non dovremmo farne menzione in una biografia – ma ha rimediato andando in esilio preventivo a Parigi per sette anni. Dopo aver sovversivamente portato l’hip hop e tutta la crew alla laurea in etnomusicologia e antropologia della danza, l’Università Franco-Italiana sovvenziona il suo studio per il dottorato di ricerca in antropologia della musica sulla ricezione delle canzoni come forme essenziali dell’interprete e come catalizzatori di diversi strati di vissuto. La Nesti è dunque tornata in missione sul campo di battaglia italiano carica a pallettoni, ma il suo amore di antropologa della musica per il suo oggetto di ricerca, l’essere umano musicale, si è esaurito in due giri di stazioni fm. Scriviamone.

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