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Mara Maionchi, il nuovo giudice di XFactor, intervistata da Alberto Salerno

Dopo l'ufficializzazione del nome di Mara Maionchi come giudice dell'undicesima edizione di XFactor, Alberto Salerno la intervista in esclusiva.

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mara maionchi
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di Alberto Salerno

Ritorni come giudice di XFactor ad anni di distanza dall’ultima volta. Come si è arrivati a questa bella novità?

Non lo so come si è arrivati. Un giorno mi hanno chiesto se mi fosse piaciuto tornare a X Factor come giudice e ho accettato.



Xtra Fator, negli anni scorsi, quando lo hai condotto tu, ha avuto un riscontro di ascolti non indifferente. Come si differenzia quella esperienza da quella che stai per rifare come giudice?

Intanto non ero da sola, ma un gruppo di persone affiatate che hanno contribuito con me al successo della trasmissione. Xtrafactor ha solo scopo di divertire, mentre come giudice di X Factor devi prenderti delle importanti responsabilità.



Tu eri presente agli esordi di XFactor in Italia e nelle ultime edizioni, in qualche modo, sei stata coinvolta. Che differenze ci sono secondo te tra le ultime edizioni e quelle all’inizio?

Quelle dell’inizio erano più semplici, più simili alla edizione inglese, poi via via, con il passare degli anni, è diventata una trasmissione più imponente.



Cosa ne pensi degli altri giudici?

Di tutti molto bene, perché ognuno avrà sicuramente qualcosa da insegnarmi perché hanno fatto un percorso diverso dal mio.

Il lavoro duro batte il talento se il talento non lavora duro”, una frase che ripeti spesso. E’ vero che in giro ci sono tanti talenti e che tanti di questi non riescono ad emergere, ma è anche vero che c’è tanta gente che pensa che l’essere famosi e arrivare in Tv, in un talent, sia un punto di arrivo e che da lì in poi non c’è bisogno di fare altro. Ma come insegni non è così. Puoi dire a tutti questi ragazzi cosa dovrebbe esserci, oltre al talento, affinché una passione possa diventare un mestiere duraturo?

Posso consigliare di appassionarsi alla musica come se fosse un vero lavoro e non un desiderio estetico che spinga ad apparire a tutti costi. Passione, tenacia, lavoro e talento sono le fondamenta

Tu ne hai viste sicuramente tantissime durante la tua lunga carriera nell’ambiente musicale, sia come discografica che come produttore. Hai fatto scouting e grazie a te oggi possiamo ascoltare gente di un certo livello artistico che altrimenti non avremmo mai conosciuto. Ma secondo te, attraverso i talent, sarebbe potuta uscire una come la Nannini? Come Ferro? Come tanti altri che hai seguito nella tua carriera? E parlo della Nannini, di Ferro e degli altri così come erano agli inizi, non come li conosciamo oggi.

Io penso che sarebbero emersi lo stesso grazie alle loro capacità. Perché uno bravo, talent o non talent, emerge.



Secondo te, cosa differenzia questa era dei talent da quelle in cui c’erano, ad esempio, i vari Cantagiro, o i vari Festival di Castrocaro, fino al Festival Bar e via dicendo? Senza contare il Festival di Sanremo, anch’esso una “vetrina mediatica” promozionale che passa attraverso la televisione.

Il comune denominatore, come dici tu stesso, è la televisione, ma non il contenitore. Senza contare che le radio avevano molta attenzione alla musica italiana e alle novità. A volte bastavano le radio per fare successo.



Cosa ne pensi della polemica di Linus nei confronti di XFactor?

Questo è un problema che non mi riguarda e non entro nel merito.



La gente, quando viene a sapere quello che hai fatto nella tua carriera, rimane sbalordita, perché si nota che hai toccato con mano tutta la realtà discografica e musicale italiana dalla fine degli anni ’60 fino a quasi i giorni nostri. Sei partita lavorando all’ Ariston Records, fino a lavorare alla Numero Uno, etichetta di Mogol e Battisti, e alla Ricordi, diventando prima “responsabile editoriale” e poi addirittura “direttrice artistica”, e in quegli anni sono passati dalle tue mani gente come Gianna Nannini, Fabrizio De Andrè, Mia Martini e altri. Senza contare gli anni in cui sei stata direttore artistico della Fonit-Cetra, lanciando e contribuendo al successo di artisti come Renzo Arbore, Mango e altri. Hai nostalgia di quegli anni?

Preciso che alcuni non li ho lanciati, come Arbore e De André, ho solo lavorato con loro perché mi trovavo nella posizione di poterlo fare. Vorrei che la si smettesse di accostare il mio nome a quello di Vasco Rossi perché sfortunatamente non ho mai collaborato con lui. Tengo a precisare che non sono la regina della musica italiana, ci sono tantissimi professionisti che, come me, hanno contribuito a fare grande la musica italiana. Per esempio, Caterina Caselli, Ennio Melis, Nanni Ricordi, grandi produttori come Lilli Greco e direttori artistici come Bruno Tibaldi, e tanti altri ancora.

Ti sorprende il tuo successo televisivo? Dove passa Mara Maionchi ci sono sempre picchi di ascolto. Cosa pensi di tutto ciò?

Mistero, ma ringrazio tutti coloro che mi seguono con tanta simpatia.

Sei passata da addetta ai lavori nel mondo discografico a personaggio televisivo, senza mai cambiare di un millimetro la tua indole e la tua forte personalità. Eppure hai avuto successo in entrambi i campi, situazioni molto differenti tra loro, se non agli antipodi. Ti sai spiegare il perchè di questo? Cosa di te, del tuo carattere, ha contribuito nei tuoi successi professionali?

Pura fortuna. Per me impossibile capire questo meccanismo, io seguo solo il mio istinto, sperando sempre di non sbagliare.

Ultima domanda: cosa ti aspetti da questa nuova esperienza con XFactor? Quanto importante sarà, per quanto concerne la parte musicale, il tuo contributo e la tua esperienza in questa nuova edizione del Talent di Sky?

Io quando comincio qualsiasi cosa non mi aspetto nulla, non mi carico. Metterò a disposizione la mia esperienza e il mio gusto e cercherò di fare bene. Le cose le affronto sempre di volta in volta.

Un saluto ai lettori di FareMusic lo fai?… Sai che ci tengo e ti rompo per il magazine.

Saluto con affetto tutti i lettori di Faremusic, e vi auguro il meglio.





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