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Teresa Plantamura e “L’Arca dell’Angelo”, una grande scoperta-RECENSIONE

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teresa plantamura
Voto Autore

di Athos Enrile

In un mondo in cui la tecnologia favorisce la sovrabbondanza di proposte musicali, dando spesso degna cornice anche a chi la meriterebbe al massimo per la passione, e non certo per originalità e talento, fa piacere incappare in un album di esordio così piacevole, dove il palese amore per la musica si unisce felicemente alla qualità personale.

L’album in questione rappresenta l’esordio per la cantautrice toscana, di origini pugliesi, Teresa Plantamura. Il titolo è “L’Arca dell’Angelo” (per La Clinica Dischi), ed è proprio l’artista che ne spiega il significato:

Non ha assolutamente nulla a che fare con la religione. Ho semplicemente utilizzato due simboli, l’Arca che equivale ad uno strumento, un mezzo da utilizzare per intraprendere un percorso, nel mio caso potrebbe essere la voce; l’Angelo è quell’ispirazione straordinaria che ad un tratto ti invade e come per magia, ti porta a creare una melodia o a comporre un testo”.

teresa plantamura

 

Anche la copertina propone dei simboli contrapposti, la tempesta e la piuma, forza e delicatezza, energia e speranza.

Sono otto le tracce proposte da cui è tratto il video ufficiale, “Aria”, che presento a seguire, a mio giudizio non completamente rappresentativo dell’intero lavoro.

Mi spiego meglio, dopo aver visto/ascoltato il brano sono rimasto colpito dal mood rockeggiante e dal loop ritmico, e ho pensato che quello fosse l’unico volto – che a me piace molto – di Teresa.

teresa plantamura
Crediti Immagine Madora Vision

Se poi parliamo dei significati ecco nuovamente il pensiero dell’artista:

“L’aria è di per sé sinonimo di vita, di respiro, di leggerezza. L’aria è qualcosa da salvaguardare, rispettare, difendere. La danza è un linguaggio complesso legato alla sfera emozionale, erotica e spirituale. La fusione tra le due cose è energizzante”. 

Ma c’è molto di più: una musicista raffinata che gioca con la sua voce e con le tematiche quotidiane, modellando la sua espressività in funzione del concetto espresso.

E in questo suo viaggio introspettivo rispolvera anche due cover di qualità, “Canzone Arrabbiata”- di N. Rota e L. Wertmuller, cantata nel ’73 da Anna Melato -, che viene rivitalizzata da un novello ska, e  “Vecchio Frack”, il pilastro di Domenico Modugno in cui trova innesto un’altra perla del passato, “Albergo a ore” di Herbert Pagani.

teresa plantamura

Ascoltando l’intero disco si ha la percezione che il contrapporre situazioni, simboli e generi sia peculiarità di Teresa Plantamura, che mixa alla perfezione la tradizione locale con una via musicale più aggiornata e testi sufficientemente “pesanti”, e il suo lavoro appare musicalmente iridescente, cangiante in funzione del punto di osservazione, ma con una risposta sempre adeguata alle aspettative.

Viene da chiedersi dove si fosse nascosta, sino ad ora, Teresa Plantamura, ma alla fine ciò che è importante è averla afferrata al volo!

Un piacevolissima scoperta!

 teresa plantamura


TRACKLIST:

1) Arcanum Carmen
2) Franziska Zu Reventlow (Dolores)
3) La Tentazione
4) Tra Umidità Tra Umanità
5) Vecchio Frack
6) Notte e Dì
7) Canzone Arrabbiata
8) Aria

LINE UP:

Teresa Plantamura – voce
Davide Bellazzini – chitarra
Leonardo Pierri – batteria
Giovanni Silvestri – basso
Roberto Pellegrino – fisarmonica, tastiere

 

teresa plantamura
Teresa Plantamura – Aria (Official Music Video HD)

 

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