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Il fascino dello “SNOB” dei nostri tempi, da Manuel Agnelli a Linus che cercano di imitare Jep

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di Stefano De Maco

Lo snob fa sempre centro. In un salotto cattura l’attenzione. In TV fa audience. Che serve per aumentare il valore di vendita dei passaggi pubblicitari. La polemica paga più delle idee.

Manuell Agnelli e Linus

Il frontman degli Afterhours e il guru radiofonico di Radio DeeJay, sembra si siano dati appuntamento. Sono alla ribalta nelle ultime ore per le loro affermazioni polemiche verso un contenitore (X-Factor) e la musica italiana. Bene o male in tempi precedenti però qualcosa doveva pur averli ammaliati al punto da accettare. Manuel, esalta Bowie e denigra i Queen, Linus parla di musica di plastica che esce da Talent come X Factor, di cui  la sua radio, fino al recente subentro di RTL, aveva l’esclusiva come radio ufficiale del programma…

Jep Gambardella de “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino

Pensiero Libero o Libero Pensiero?

Ora, se uno ha un pensiero, una idea, è da rispettare. Di Manuel abbiamo scritto anche qui in ben altri tempi, quando molto candidamente e senza remore diceva che ha scelto di fare il giudice per i soldi e per il potere che un ruolo come questo può dare. W l’onestà. Salvo poi lamentarsi. Non mi è chiaro perché ci si siede a una tavola per poi criticarne il menù. Sarebbe più coerente farlo da fuori, quanto meno sarebbe più credibile. Ma la coerenza non è un Talent show. Per ora. Il sospetto però che siano tutti Snob come il personaggio di Jep Gambardella di Paolo Sorrentino (“La grande bellezza) mi fa prudere le dita, tanto da scriverci su. Jeb, più che una caricatura, è una icona, purtroppo molto forte. Il cinema ha questo pregio, a volte.

I Queen erano mediocri?

Le affermazioni di Manuel, in una recente intervista su Linkiesta, in cui spara a zero sui Queen o i Duran Duran, sembrano un po’ le frasi che Jeb  butta qua e là con nonchalance tra i divani annoiati di una Roma decadente come i personaggi che popolano le terrazze vip, ancora 30 anni dopo La Terrazza di Ettore Scola. I Queen erano davvero mediocri, dei semplici bravi musicisti?

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Duran Duran con Nile Rodgers e Mark Ronson

E i DuranDuran erano (e sono) davvero il niente assoluto? Mah!
Agnelli ha ragione? Linus ha ragione? #Chissenefrega… probabilmente 300.000.000 di persone che hanno acquistato i loro dischi non avevano ancora sentito le pillole di Manuel (e prima di sparare “pillole indigeste” bisognerebbe essere all’altezza di chi si sta criticando…vedi su wikipedia). Certo per completare il quadro dello snob, potremmo aggiungere che non è la quantità a determinare la qualità. Certo. Ma poi cerco di pensare a Freddie Mercury come ad un “mediocre”, e poi ripenso ad Agnelli… e poi il sorriso mi sorge spontaneo. Ma davvero Manuel, lo pensi davvero? Non è che ‘sta volta una mezza cazzata l’hai detta?!

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X Factor cambia radio e molla Radio DJ

La Stampa di Torino annuncia: Linus dà l’addio a X Factor: “Da lì non arriva più musica”. Da altre fonti sembra il contrario, ovvero che sia stata Sky a voler interrompere la collaborazione a favore di RTL 102.5. Polemiche da entrambe le parti. Linus accusa, Sky legittimamente risponde. Nel mezzo i sogni di tanti ragazzi. Come sempre. Come nelle liti eccessive dei giudici al tavolo. Viene da chiedersi se i giudizi negativi di Linus sulla consistenza della musica che esce dal Talent sia scaduta prima o dopo che c’era lui? Oppure, che in questo frangente è più conveniente farsi paladino degli esclusi? O come al solito è colpa dei giornalisti che travisano?
#chissenefrega

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Snob, talento o Talent?

In ogni caso, le frasi dei nostri eroi, che siano in un articolo di carta stampata o meno, non mi sembrano tanto diversi dai tweet di Selvaggia Lucarelli o dagli slogan di Barbara D’Urso, accusate e lapidate di qualunquismo e trash. Siamo tutti appollaiati a ubriacarci di opinioni. Altrui. Siamo figli di un salotto, quello storico di Maurizio Costanzo che, oltre al merito di aver scoperto e lanciato talenti nascosti, purtroppo, ha creato la corrente di pensiero del presenzialismo e le improbabili figure dei tuttologi.

Non è importante ciò che dico, ma dove e come lo dico.

Dopo la roboante e barocca proposta di matrimonio di #Fedez, un tantino esagerata (ma questi gesti son segni del tempo, nell’era dei soial), di cosa ci dobbiamo stupire? Abbiamo l’arma dell’indifferenza, l’arma di negare quell’attenzione così spasmodicamente richiesta. E cambiare canale.

E poi c’è il Principe delle buone maniere (ma anche no), ormai desuete, Vittorio Sgarbi, che chiama coglioncelli i cantanti de Il Volo per uno sdegnoso rifiuto ad un presunto invito ad esibirsi per l’insediamento di Trump. Nei casi più benevoli di lapidazione mediatica, lui, il galantuomo, ha coniato il tormentone “Capre,Capre,Capre”, e nei casi peggiori ha messo l’educazione in cantina. Ma EGLI può… e insegna.

E si arriva infine a Giuseppe Cruciani David Parenzo de “La Zanzara” di Radio24, che ogni giorno esercitano il diritto al libero pensiero, a volte in maniera meravigliosamente molto arguta, altre invece domandando chi si fa il bidet faccia o schiena al muro… e anche peggio. Il tutto quasi sempre condito da un turpiloquio gratuito che fa tanto presunta “sincerità”.
Se non altro il frontman degli After Hours è un po’ più paco nell’uso di parolacce. Forse è una tattica, forse educazione. #chissenefrega.

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Collegare il cervello

Resta il fatto che non appena questi personaggi snocciolano le loro perle di pensiero, le agenzie stampa battono a tam tam la notizia. E tutti ne parlano. Nemmeno io sono esente, se sono qui a parlarne. Più per fenomeno di costume, che per critica di sostanza, a onore del vero. Di certo si può dire che prima di X-Factor solo una nicchia conosceva gli Afterhours (che di sicuro fra 40 anni avranno venduto 300.000.001 di copie)… e forse la Produzione di Sky scelse proprio il frontman di questa gloriosa band milanese anche per darsi una patina di polvere #Indie in un mercato di plastica #Pop. Ci sta.
Immagino le valanghe di post e tweet, di chi critica o approva il peso del boato.

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Che Linus critichi la musica che esce dal seguitissimo programma di Sky, ora che la sua Radio non è più quella ufficiale del programma, mi fa sorridere, scusate. Prima invece era meglio? Un personaggio che pensa di essere un maître à penser che da 30 anni lancia omelie più di un Papa all’Angelus domenicale. Per di più sull’ovvio. Certo, ognuno rivendicherà il proprio sacrosanto diritto alla libertà di espressione. E hanno perfettamente ragione. Nessuno lo nega. Salvo poi la facoltà di replicare, secondo la propria opinione, come la mia umilissima e insignificante. Io mica pretendo di avere ragione, loro invece non lo so. Dico solo che mi sembrano poco credibili. Se non ridicoli. Come sono ridicoli tanti altri personaggi televisivi, dai politici in giù. Ma in fondo siamo noi che ne alimentiamo il successo. Ops, il consenso.

La libertà di coscienza è una valore inestimabile, presupposto che ci siano delle idee. Ma per quelle bisogna collegare anche il cervello. Non solo Internet. Facciamone un buon uso, di entrambi

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