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L’8 Maggio del 1970 usciva l’ultima perla dei Beatles, l’album “Let it be”

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di Mela Giannini

Anche se registrato in sessioni precedenti a quelle di Abbey Road (disco del ’69 dei Fab Four), in data odierna, 47 anni fa, l’8 maggio 1970, veniva pubblicato l’album “Let it Be” dei Beatles, l’ultimo fantastico capitolo discografico (il dodicesimo album in otto anni di vita dell band) del gruppo di Liverpool che cambiò inesorabilmente il corso della musica popolare del XX° secolo, e non solo… perchè i cambiamenti furono anche di costume e culturali.

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La pubblicazione del disco avvenne quando i Beatles “non esistevano più”, perchè avvenne dopo l’ufficializzazione dello scioglimento della band, comunicato risalente al 10 Aprile del 1970.

La tracklist dell’album, oltre all’omonimo singolo, contiene perle musicali quali, Across the Universe, The Long and Winding Road e Get Back, e il vinile allora fu corredato da un volume con testi abbinato a splendide foto di Ethan Russel.

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Crediti Foto Ethan Russel

Tracce dell’album


Lato A

  1. Two of Us (Lennon-McCartney)
  2. Dig a Pony (Lennon-McCartney)
  3. Across the Universe (Lennon, McCartney)
  4. I Me Mine (Harrison)
  5. Dig It (Lennon-McCartney-Harrison-Starkey)
  6. Let It Be (Lennon-McCartney)
  7. Maggie Mae  (Lennon-McCartney-Harrison-Starkey)

Lato B

  1. I’ve Got a Feeling (Lennon-McCartney)
  2. One After 909 (Lennon-McCartney)
  3. The Long and Winding Road (Lennon-McCartney)
  4. For You Blue (Harrison)
  5. Get Back (Lennon-McCartney)
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Beatles, Twickenham Soundstage 1969
Crediti Foto Ethan Russell

Il disco fu registrato quasi in presa diretta, prima negli studi di Twickenham e poi in quelli di Savile Row, e questo nell’intento del gruppo di tornare alle origini dei loro esordi, più indirizzati verso il rock’n’roll (in brano Get Back da solo ben rappresenta le intenzioni della band in questo senso).
Ai quattro, durante le registrazioni, si aggiunse Billy Preston, mitico tastierista jazz e George Martin in Dig It.

 

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Il produttore dell’album fu Phil Spector, che con una massiccia post produzione, nonostante i malumori dei quattro artisti, modificò in parte le originali sonorità del disco aggiungendo parti orchestrali e cori… e il tempo, alla fine, ha dato ragione a Spector, perchè quei brani, con quegli arrangiamenti, sono diventati classici della storia della musica.

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