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Intervista a Francesco Montanari, protagonista del film “Sole cuore amore” ora nei cinema

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di Silvia Jovine

L’autore francese Marc Escayrol ha scritto: “Esistono due categorie di attori: l’attore mediocre, che recita il testo, e il grande attore che lo resuscita”.

Calarsi perfettamente nella parte e scandagliare ogni minima espressione che compone il volto e il carattere del personaggio da interpretare è un lavoro che richiede un’alta dose di talento.

Oggi, più che mai, l’arte interpretativa può essere un forte strumento d’indagine umana e di riflessione sui problemi del nostro tempo.

francesco montanari

Il film Sole cuore amore del regista Daniele Vicari racconta la difficile realtà di uomini e donne in bilico sui sentieri di una società precaria; storie vere in cui ognuno di noi potrebbe riconoscersi. Ritrae perfettamente una quotidianità stravolta da affanni, volontà di resistenza, aspirazioni potenti, speranze disattese e precarietà. La storia di eroi quotidiani che affrontano la vita con coraggio e speranza, nonostante tutto.

Il film è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma 2016 ed uscito nelle sale cinematografiche ieri, 4 Maggio 2017. Ambientato a Roma, vede come attori protagonisti Francesco Montanari, Isabella Ragonese ed Eva Grieco.

Prima dell’uscita del film, abbiamo intervistato l’attore Francesco Montanari.

francesco montanari

Da molti conosciuto come il Libanese della serie tv Romanzo Criminale, nella vita reale è un uomo che ha fatto della propria passione un mestiere e che s’interroga sulla vita mantenendo sempre il sorriso sulle labbra.

Diplomato presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, lo abbiamo visto protagonista di numerosi spettacoli teatrali, tra cui Sunshine per la regia di Giorgio Albertazzi, Romeo e Giulietta di Valerio Binasco, Parole incatenate di Luciano Melchionna, Americani Glengarry Glen Ross di Sergio Rubini, nonché protagonista di diverse serie televisive (Squadra antimafia 5, Questo è il mio paese) e film (Oggi sposi, Tutti al mare, Sotto il vestito niente – L’ultima sfilata, Come non detto, La settima onda, Un Natale stupefacente).

 francesco montanari


Com’è nata la tua passione per la recitazione? Cosa ti ha spinto ad intraprendere questa professione?
 

Alle medie avevo un professore, Fratello Remigio, innamorato dell’arte del racconto.

Ogni fine anno portava avanti tre spettacoli: l’Odissea, Rugantino e Tutti insieme appassionatamente. Ci si dedicava come fosse un professionista.

Nello spettacolo Rugantino mi fu affidata la parte di Mastro Titta… Ricordo di essermi tanto divertito da sperare di recitare per tutta la vita. Avevo solo 12 anni e non pensavo potesse diventare un lavoro, dentro di me c’era solo l’ingenuità e l’entusiasmo del puro divertimento.

Ho seguito poi un laboratorio teatrale al liceo, sono entrato alla Silvio D’Amico e in seguito ho incominciato a lavorare come professionista.

Esiste un personaggio artistico di riferimento da cui trai ispirazione e insegnamento?

Ritengo che il più grande artista vivente sia Daniel Day-Lewis. È un punto di riferimento notevole; lui non interpreta soltanto, ma ricerca ed analizza le varie sfaccettature dell’anima dei personaggi che va ad interpretare. 

Il ruolo del Libanese ha segnato l’inizio del tuo successo. Quanto è stata importante la tua preparazione teatrale e da quali fonti hai attinto per calarti nella parte?

L’Accademia Silvio D’Amico mi ha insegnato a lavorare sulla voce e sui testi, ma sono stati i due mesi di prove con il coach Mario Pizzuti ad aver trasformato quegli otto “ragazzini del muretto” nei personaggi della serie Romanzo Criminale.

Quei mesi di prove sono stati una grande occasione di studio e di scoperta delle varie modalità di lavoro attoriale. Un lavoro approfondito, interiore, personale, costruttivo e concreto sul personaggio.

Un grande incontro della mia carriera è stato quello con Valerio Binasco, regista dello spettacolo teatrale Romeo e Giulietta. Lui ha destrutturato tutte le mie certezze e mi ha insegnato molto su come approcciarsi a questo straordinario lavoro d’interpretazione.

Hai lavorato per il teatro, il cinema e la televisione. Qual è l’esperienza attoriale che preferisci? 

Mah guarda… io non ho preferenze. Sicuramente oggi nel teatro è più semplice confrontarsi con dei ruoli importanti; un testo teatrale ha un livello di scrittura superiore rispetto alla fiction e al cinema di massa. Tuttavia si tratta sempre di lavori dignitosissimi, molto simili, in cui ovviamente cambia il tipo di comunicazione. A teatro non hai una macchina da presa che ti riprende il sopracciglio che si alza, ma puoi dimostrare chi sei e trasmettere cosa provi con la tua anima, il tuo corpo e la tua voce.

La nostra realtà assomiglia molto ad un generatore di maschere precostituite… Qual è il segreto per restare se stessi nonostante il successo e le etichette affibbiate dall’esterno? 

Ritengo che ognuno di noi, qualsiasi sia il suo mestiere, debba attuare una ricerca su se stesso, un’indagine umana sui perché che lo circondano. È da secoli, millenni, che ci facciamo sempre le stesse domande… Perché siamo nati? Qual è il senso dell’esistenza? C’è chi cerca le risposte nella creazione, nella religione…

In ogni caso, credo sia fondamentale per ciascuno di noi partire da queste domande.

Non so se si troveranno le risposte… Io non le ho ancora trovate, ma ritengo quantomeno importante aspirare ad una consapevole ricerca umana in grado, se non altro, d’infondere maggiore sicurezza in noi stessi, per smettere di temere il giudizio degli altri.

Dal 4 Maggio ti vedremo al cinema nel film Sole cuore amore. Qual è il motivo principale per cui consiglieresti allo spettatore di vedere questo film? 

Penso che questo sia un film “necessario”. Il regista, Daniele Vicari, ha raccontato una storia che rispecchia la società attuale, caratterizzata da una forte precarietà nel mondo del lavoro.

Io interpreto il ruolo di Mario, marito di Isabella Ragonese e padre di quattro figli (di cui il più piccolo ha solo sei mesi e necessita di attenzioni continue). Perdo il lavoro e faccio il “mammo” a tempo pieno, mentre lei prende 4 mezzi al mattino e 4 la sera per raggiungere la sede di lavoro a Roma.

Si tratta di un film molto umano e vero. Racconta la realtà di eroi quotidiani, di persone che non si scoraggiano di fronte alle necessità economiche ma cercano di crescere i propri figli nel miglior modo possibile. La loro unica ambizione è quella primordiale e istintiva di sostentare e sostenere la famiglia. È un film che arriva dritto alla coscienza, ti dilania l’anima, ma sa anche far sorridere.

Chi lo vedrà ne rimarrà profondamente colpito.

Programmi futuri? 

Abbiamo dei progetti di produzione con mia moglie Andrea Delogu. Continuerà la tournée teatrale di Americani, girerò un film e una fiction… Per ora non posso aggiungere altro…

 

francesco montanari
Sole Cuore Amore – Trailer Ufficiale | HD

 

 

 

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