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“Superbattito” di Gazzelle è un misto di gioia e amarezza – RECENSIONE

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di Leandro Barsotti

L’album “Superbattito” di Gazzelle ti lascia un misto di gioia e amarezza: come il ricordo di una felicità turbata. E’ un album che racconta il nostro tempo, e chi canta merita attenzione.

Il nuovo cantautorato italiano sta uscendo quasi tutto dalla capitale: così come negli anni Settanta, la storia sembra ripetersi concedendo a Roma il privilegio di guidare una nuova onda di parole musicate capaci di imprimersi sulla finestra della nostra stanza sognante.

Cambiano i temi delle canzoni, cambia il linguaggio, cambiano anche i suoni (più tastierine, meno chitarrine). Ma se cerchi l’evoluzione della canzone d’autore, che abbia un’anima contemporanea, è Roma che sta producendo le cose anche migliori.

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Il mondo indie, d’altronde, ha già sparato diverse meravigliose pallottole: i TheGiornalisti, Calcutta, i Cani tanto per citare tre nomi che riempiono le sale. In questi ultimi mesi si è affacciato alla scena doc Giorgio Poi, ed è recente l’arrivo di un ragazzo che si fa chiamare Gazzelle.

Ancora un romano, allora: di questo stiamo parlando.

E ancora un cantautore che nasconde il suo nome all’anagrafe con un nome di battaglia che sembra il nome di una band.

L’album in questione si intitola “Superbattito“, è stato presentato di recente in un concerto romano sold out: i video postati dallo stesso artista sui social, parlano di un pubblico entusiasta che conosce a memoria il primo singolo dell’artista, “Quella te“, uscito qualche mese fa. Gazzelle, consapevolmente o no, ha condotto una propria campagna marketing tutta giocata sugli occhi. Foto in cui al posto degli occhi si vedevano delle stelline.

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Video di provini in cui l’artista appare senza testa. Parziale mistero sull’identità insomma, ma anche la capacità di mettersi in gioco in una serie di live che lo stanno facendo conoscere in tutta Italia.

Però quella sua voce è tagliente e languida al punto giusto, ti parla di vita vera, racconta spaccati di quotidianità giovanile come piccoli cortometraggi estivi.

Le parole di Gazzelle sono da seguire, e in questo si intravede la stoffa del cantautore. Quando in “Nmrpm” (“Non mi ricordi più il mare, se penso a te ora vedo un centro commerciale” è un attacco formidabile) parla di una relazione scomposta a cena con i genitori di lei, sembra di vedere tutti a tavola, nell’imbarazzo di una generazione che sente ancora il bisogno di cambiare le regole sociali.

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Quando in “Non sei tu” conta i giorni che passano (“e tu non torni”), si lascia andare in flashback di graffi, risate, corse all’apparenza semplici, poi sempre più intensi. E quando nella già citata “Quella te” parla di ricordi come fotografie sbiadite, riesce a scalfire l’animo dell’ascoltatore con un’immagine geniale: lei con la felpa sporca della sera prima.

Gazzelle esce dal cilindro del giovane discografico milanese Antonio Sarubbi, factotum della Maciste Dischi. Un ragazzo che ama la musica a tal punto da averci investito tutti i risparmi per creare una etichetta in cui lui fa praticamente tutto, dal talent scout al venditore di cd ai concerti. Dice Antonio: “A Roma ci sono ancora i quartieri veri, quelli dove ci si parla. Roma è una metropoli composta da molti piccoli paesi, la vita la vivi con il contatto fisico, le persone si incontrano la sera e condividono le esperienze guardandosi negli occhi. E’ anche così che nascono le canzoni“.

Gazzelle usa l’elettronica per le sue canzoni, con una padronanza modesta, finalizzata alla canzone. Sono i testi la forza, ed è la sua voce a renderli a tratti conditi di magia. Questo album è un bellissimo debutto che sa di zucchero filato, come in una delle sue canzoni.

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Tracklist

  1. Non Sei Tu 
  2. Quella Te 
  3. Zucchero Filato 
  4. Meltinpot 
  5. Balena 
  6. Démodé 
  7. Nmrpm 
  8. Greta

L’artista avrà adesso molte date da fare per crescere della consapevolezza del suo lavoro. Ma la strada sembra già se non proprio segnata, perlomeno ben abbozzata.

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Gazzelle – Quella te VIDEO

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