Home Musica Interviste Riky Anelli: “Usa bene le parole”, un album che “prende” al primo...

Riky Anelli: “Usa bene le parole”, un album che “prende” al primo ascolto – INTERVISTA

347
0
SHARE
riki anelli
Crediti Foto Sergio Pinna
Voto Autore
di Athos Enrile

Riky Anelli ritorna all’impegno discografico a distanza di tre anni dal fortunato esordio, quel “Considerazioni Notturne” con cui sono arrivate le giuste soddisfazioni.

Il nuovo capitolo si intitola “Usa bene le parole”, otto brani che realizzano l’immagine attuale di Anelli, che non propone una forzata continuità con l’episodio precedente, ma pone “un nuovo tassello” – è questa la sua definizione – che va ad inserirsi in un percorso cantautorale tradizionale, tipico della nostra terra, ma molto vicino a storici menestrelli d’oltremanica e d’oltreoceano.

Nell’intervista a seguire emerge un pò di amarezza… un pò di insoddisfazione, quella che oggigiorno colpisce tutte le teste pensanti, ma a differenza dei comuni mortali un artista – a maggior ragione un cantautore – ha la possibilità di “urlare” con la sua musica, con il suo strumento, con le sue parole.

La sintesi dell’album risiede nella sua denominazione, nell’esortazione al dosaggio del verbo, potenzialmente più potente di un macigno, più curativo di una medicina, più distruttivo di mille pistole… dipende solo dai punti di vista e dalle occasioni che il quotidiano ci presenta.

L’approccio musicale è sufficientemente minimalista, come erano soliti fare gli importanti predecessori di Anelli, e quando compare un’armonica accompagnata da un arpeggio, Faber si mischia a Dylan, e i suoni e le timbriche si fondono regalando all’ascoltatore temi attuali raccontati con atmosfere antiche, che non conoscono i concetti di spazio e tempo.

Le Influenze sono importanti e dichiarate – i magnifici sette -, e così il profumo di De Gregori (La tristezza passerà) si unisce all’ironia e all’espressività di De Andrè (Tango del capo, Malanima); ma gli amori personali, le skills basiche conducono verso altre terre lontane (L’attitudine, Come le nuvole) sino ad arrivare al pop di qualità (Alla maniera di Rubens).

Discorso a parte per il tributo a Battisti, “Era”, un chitarra-voce-armonica da brivido, scelta spiegata a seguire dall’autore.

Un disco che “prende” al primo ascolto, ma la cui comprensione necessita di attento ascolto, perché, come chiosa Riky AnelliLe parole sono sante, sono vittime innocenti… qualche riflessione mi pare d’obbligo.

riki anelli


L’INTERVISTA

Come si può sintetizzare la storia musicale di Riky Anelli? Quali sono stati per te i momenti più significativi e formativi?

La mia storia musicale è fatta di lavoro. Duro lavoro, costante negli anni. Mai nessuno mi ha regalato qualcosa; non ho appoggi politici e non faccio parte di una grossa major. Non vado in TV. Suono e scrivo tanto.

I momenti più significativi sono stati sicuramente il Premio De Andrè, dove ho conquistato la Targa di Repubblica.it e la vittoria al Premio Lauzi, con la targa SIAE per il miglior scrittore emergente.

E’ stato rilasciato da pochi giorni il tuo secondo album, “Usa Bene Le Parole”: mi parli dei contenuti dal punto di vista del messaggio?

Ho studiato la catarsi e l’ho inserita lasciandola sfogare. Ho analizzato lo stato d’animo della società intrappolata nei social e il vero olocausto di buon gusto e buone parole.

Nel nuovo disco ho espresso tutte le mie perplessità nei confronti della gabbia dorata dove siamo costretti a vivere.

Si può tracciare un filo conduttore col precedente “Considerazioni Notturne”?

Non credo. Penso sia solo un altro disco, un altro lavoro. Un tassello in più.

Potrebbe essere legato a “Considerazioni”, forse, per l’assenza di un genere musicale preciso. Non sento la necessità di direzione. La musica è la mia casa e talvolta la mia croce.

Le parole sono elemento basico per ogni cantautore, e tu lo sottolinei anche nel titolo, ma… che importanza ha per te l’aspetto musicale nella piena riuscita di un brano?

L’aspetto musicale è ugualmente rilevante. Sono innamorato degli strumenti, mi piace suonare e sono un accumulatore seriale di chitarre. La canzone è la commistione.

A proposito del termine “cantautore”, che ruolo gli attribuiresti, paragonandolo a quello originario nel periodo dei seventies?

Per come la vedo io il cantautore “ieri” era colui che, attraverso l’uso della parola, muoveva le masse. Il cantautore “oggi” è quello che, attraverso l’uso della parola, non viene molto capito dalle masse che preferiscono guardare i talent o, peggio ancora, ambiscono ad andarci come concorrenti.

Tra i brani dell’album compare anche un tributo a Battisti, il brano “Era”: come è nata la scelta?

Per me “Era” è la sua canzone più bella. Amo Dylan e Donovan e trovo tutta la mia passione in un brano.

Ho studiato a fondo la carriera di Battisti attraverso i libri e i racconti di Roby Matano, mio produttore e mentore. Lui contattò Lucio, lo portò a suonare ne “I Campioni”. Capì il suo potenziale e lo presentò alle case discografiche. Non gli è stato ancora giustamente riconosciuto, sempre secondo me, un vero e proprio premio alla carriera da questo mondo di fake italioti. “Era” la scrissero insieme.

Che cosa significa assistere ad un live di Riky Anelli?

Musica non catalogabile, bella o brutta che sia. Fuori schema sicuro.
Tradizione, rock’n’roll, divertimento e vino rosso.

Tra i tanti cantautori e musicisti italiani ne esiste uno che è stato per te un riferimento sicuro e che ancora è capace di guidarti nei momenti di smarrimento, che ogni tanto arrivano?

Sempre loro… i magnifici sette sulla mia mensola: Guccini, De Andrè, De Gregori, Gaber, Battisti, Capossela, Donà.

Come pubblicizzerai questo nuovo disco? Sono previste presentazioni e live?

Sto portando avanti un’intensissima serie di concerti, il disco lo vendo lì.

Anche sull’internet si vende, ma non ci capisco niente perciò… invito gli interessati a guardare la mia pagina facebook e il mio sito che si fa prima e meglio.

Che cosa intravedi quando pensi al tuo futuro prossimo, o meglio, che cosa vorresti realizzare? 

Belle serate live, altri dischi e canzoni se la fortuna mi assisterà. Magari… ecco… qualche soddisfazione in più. 

 riky anelli


TRACKLIST

-Usa bene le parole
-La tristezza passerà
-Tango del capo
-Malanima
-L’attitudine
-Come le nuvole
-Alla maniera di Rubens
-Era

 

riky anelli

 

Prossimi concerti

21 Aprile     MOZZANICA@Caffè Roma
10 Maggio   MILANO@Folk Enotecheria
19 Maggio   CASALROMANO (MN)@w/Wit Matrix

Per completare il quadro propongo lo scambio di battute tra noi ed un video davvero godibile:

riky anelli
Riky Anelli – Tango del capo (Official Video) – special guest: Jack La Cayenne

 

Commento su FMD