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Deep Purple: “ inFinite”, la fine di un viaggio infinito – RECENSIONE

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di Athos Enrile

E’ appena stato rilasciato inFinite, il ventesimo album “studio” dei Deep Purple.

E’ passato un bel po’ di tempo da quando vidi la band nel pieno della sua forma e oggi, a distanza di 44 anni da quel lontano marzo del 1973 – ero un bambino che ancora usava i pantaloni corti! – mi ritrovo tra le mani un progetto che potrebbe essere quello che pone fine alla loro storia attiva.

Ma andiamo con ordine.

Ho letto e sentito commenti che sminuiscono una formazione che ha perso i due quinti dell’identità iniziale (il tastierista Jon Lord è mancato nel 2012 e il chitarrista Ritchie Blackmore ha da tempo scelto altre strade), ma occorre dire che altre formazioni storiche resistono con molto meno, pur raccogliendo grandi successi di pubblico (vedi i Jethro Tull che hanno il solo Ian Anderson a condurre le danze), e i Deep Purple fanno parte di quell’élite di formazioni in grado di riempire ancora oggi gli stadi con il solo nome, così, sulla fiducia.

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C’è poi da sottolineare che i due “intrusi” sono fior di musicisti (il chitarrista Steve Morse e il tastierista Don Airey) su cui potremmo scrivere paginate di biografia saliente. E tutto questo fornisce grande dignità alla formazione.

Ma al di là dei buoni propositi e delle forti passioni occorre fare il conto con la realtà, e cioè col fatto che la volontà non è sufficiente per permettere di superare ostacoli insormontabili, quelli che normalmente si ergono col passare del tempo. Per tutti.

E così i tanti segnali conducono nella stessa direzione, a partire dall’ambiguità del titolo, quell’inFinite, con la “F” maiuscola, a sottolineare una separazione netta, quella tra il concetto di infinito – come infinita è la loro musica, qualcosa che rimarrà per sempre – e la fine di un viaggio -“Finite” -, glorioso e pieno di successi, ma forse al capolinea.

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Deep Purple “inFinite” – About the Album – Part 1

E poi il titolo del tour di presentazione dell’album, The Long Goodbye Tour”, che appare come una volontaria dichiarazione d’intenti.

Roger Glover, il bassista storico, non appare così categorico e a domanda precisa risponde: “Non credo che sia possibile fissare un punto in cui tutto finirà. Se fissassimo una data sarebbe un peso troppo grande da sopportare. Probabilmente qualche decisione sarà presa alla fine di questo tour che spero comunque vada avanti per parecchi mesi, anche più di un anno. Sappiamo che la fine non è lontana, forse nel giro di due o tre anni. Non mi entusiasma questa idea, dopo 50 anni di carriera tutto questo è come una droga, non ne faresti mai a meno. Ma è nel corso naturale delle cose.

Ho ascoltato l’album, 43 minuti di musica suddivisa su 10 brani.

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TRACKLIST 

  1. Time for Bedlam
  2. Hip Boots
  3. All I Got Is You
  4. One Night in Vegas
  5. Get Me Outta Here
  6. The Surprising
  7. Johnny’s Band
  8. On Top of the World
  9. Birds of Prey
  10. Roadhouse Blues

Esiste una confezione lussuosa per i fan accaniti – (Big Box, 7 CD) Cofanetto, CD+DVD, Edizione limitata – ma io mi sono accontentato delle semplici tracce, materiale sufficiente per un commento.

Ho trovato il lavoro di insieme molto diverso dallo “standard Deep Purple”, quel sound riconoscibile al primo impatto ancora oggi, qualunque sia l’età dell’ascoltatore (Smoke on the water è insegnato ai bambini che si avvicinano all’apprendimento della chitarra). Ciò è dovuto a due fattori essenziali: il primo è la normale evoluzione del gusto, in questo caso guidata dal mostro sacro della produzione Bob Ezrin, una sorta di sesto uomo per la sua capacità di incidere sul percorso della band; il secondo motivo è legato alle skills specifiche di Airey e Morse, due musicisti straordinari, non cloni dei predecessori, ma capaci di mettere a disposizione del gruppo esperienze e visioni musicali che toccano generi diversi, e fanno sì che sia maggiore la predisposizione alla contaminazione.

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Deep Purple “inFinite” – About the album – Part 2

Il video che propongo a seguire – All I Got Is You – mi pare rappresentativo del nuovo volto dei D.P., un brano dove il rock è un po’ meno hard del passato, e dove la maggior accessibilità per ogni tipo di pubblico si sposa con passaggi articolati, un tempo lontani dalla filosofia della band.

Si distaccano dalla set list The Surprising e Birds of Prey, tracce in cui si possono notare fughe verso il contenitore prog, genere a lungo bazzicato da  Steve Morse.

Discorso a parte per la conclusiva Roadhouse Blues – brano dei Doors, la canzone più coverizzata al mondo – dove emerge la vera anima dei Purple, come se fossero su di un palco… infinito!

Nel complesso un buon album, la cui valenza è sicuramente aumentata dalla portata storica, essendo, potenzialmente, l’ultimo; una sorta di cimelio con cui i Deep Purple calcheranno i palchi di tutto il mondo nel corso dell’anno, ma che, a mio giudizio, non fornisce valore aggiunto alla qualità della loro discografia.

 

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Deep Purple “All I Got Is You” Official Music Video from the album “inFinite”

 FORMAZIONE 

Ian Paice – batteria
Ian Gillan – voce
Roger Glover – basso
Steve Morse – chitarra
Don Airey – tastiera

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