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Gianni Boncompagni e le iene da tastiera

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gianni boncompagni
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di Roberto Manfredi 

Nel giorno di Pasqua, mentre molti idioti da tastiera insultavano sul web chi serviva in tavola un agnello arrosto, abbiamo assistito all’ennesimo delirio da onnipotenza social. Il pretesto è stato la scomparsa di uno dei più grandi autori e registi radiotelevisivi italiani: Gianni Boncompagni, un pezzo di storia della Rai per essere precisi.

Qualche tossico da tastiera, sfregandosi le mani per l’occasione ghiotta di poter esercitare il suo diritto di iena digitale, ha dimenticato la famiglia, le uova di coccolata, la gita fuori porta e si è messo al computer a sparare necrologi di dubbio gusto.

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Ora, che non si rispettino nemmeno i defunti nel giorno della resurrezione rivela quanto certi italiani non perdano mai l’occasione di tacere, peraltro avendo tutte le scuse per poterlo fare.

Qualche frustrato da anonimato compulsivo, per raggiungere la miseria di una decina di like, ha persino tirato fuori Mimì Martini, accusando Boncompagni di averla screditata presso la Dea Bendata. Accusa infamante che vale meno di una bufala da pizza. Qualche altro moralista da Pasquetta, probabilmente gonfio di acqua santa mischiata alla grappa, ha tirato fuori lo “sfruttamento delle minorenni nel programma  Non è la Rai”, salvo poi essere smentito dalla stessa Ambra Angiolini che ha rivolto grandi elogi e ringraziamenti al suo ex pigmalione.

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Questi untori del web, gli Aldo Grasso per caso, non sanno nulla di Boncompagni e di ciò che ha fatto in Rai nel corso della sua lunga carriera. Per questi critici della domenica, dall’ascella pezzata, ricordo che Gianni Boncompagni insieme al socio Renzo Arbore, fu  il primo a sfidare nel dopoguerra la censura della RAI.

Prima di loro ci provarono solo Natalino Otto, Gorni Kramer e Mario Panzeri durante il ventennio fascista (La Rai allora si chiamava Eiar) e in seguito il Quartetto Cetra quando cantarono in diretta una canzone dedicata ad Angela Davis, attivista nera, comunista e femminista dei turbolenti anni sessanta.

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Allora Gianni Boncompagni e Renzo Arbore compravano i dischi in Inghilterra e li trasmettevano alla Rai. Furono loro a trasmettere per primi in RAI, brani censurati come “Dio è morto” o “Give peace a chance” di John Lennon. Grazie alla loro hit parade gli italiani hanno potuto ascoltare canzoni i cui testi non parlavano  di mamme infelici-di cuore-amore spezzati ma di “fiori nei vostri cannoni” e di “rivoluzioni pacifiste”. Tutto questo per gli smemorati da tastiera non ha alcun senso. Conta solo il moralismo più bieco. Le ragazzine di Boncompagni. Oddio, che scandalo. Poi magari questi qui sbavano per le veline di Striscia o per le culone hip hop che sderenano la loro cellulite sulla faccia di Snoopy Dog. L’ignoranza regna sovrana.

Ora io non starò qui a incensare né a difendere nessuno, perché ci pensa già la storia a farlo. Le biografie non si inventano. Non starò qui a ricordare che Boncompagni fu il primo a scoprire Patty Pravo e a convincerla a cantare, dopo averla vista ballare sulla pista del Piper Club a Roma.

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Lei non ci pensava nemmeno. Come non starò a ricordare che lui fu il primo a mandare in onda una certa Eva Robbins, però lo faccio volentieri nei confronti di quegli ignoranti che non sanno niente di questo, ma che si ricordano solo dei fagioli della Carrà. A queste iene da tastiera che pur facendo i puritani, non hanno nemmeno il buon gusto e la decenza di tacere per puro rispetto di chi se ne va da questa valle di lacrime, voglio solo dire che Boncompagni non era e non voleva essere Padre Pio, ma un autore scomodo, un regista innovativo, un provocatore laico e situazionista, che metteva in scena un programma apparentemente stupido come Macao, invitando però Carmelo Bene in studio, il quale entrando diceva alla telecamera: “Sono venuto qui volentieri, perché questo è il nulla assoluto”.

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C’è forse oggi un programma tv, in cui un ospite può dire una frase del genere tra gli applausi del pubblico? Chiedetelo a Morgan e vi saprà rispondere. Ora se non sapete dare a Gianni ciò che è di Gianni, almeno state zitti e informatevi prima di giudicare sul niente. Il vostro gossip vale meno di un frame sui titoli di coda di un qualsiasi format diretto da Boncompagni.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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