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Amici ultimo atto: Tutti in aiuto di Maria – Non è Stash prossimo coach ma Emma molto probabilmente

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di Veronica Ventavoli

La telenovela “Amici di Maria”/“Nemici di Morgan” (leggi nostro articolo) sembra non avere fine: mentre arriva la notizia che Mediaset ha querelato l’ex frontman dei Bluvertigo a causa delle “gravi affermazioni diffamatorie su Amici rilasciate negli ultimi giorni” (leggi nostro articolo), va infoltendosi la schiera di personaggi che difendono a gran voce il talent di Canale 5, con cui hanno avuto a che fare a vario titolo, e Maria De Filippi.

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Il primo ad esporsi è stato Stash, in queste ore in ballottaggio per sostituire l’estroso cantautore milanese, Morgan, alla guida dei “bianchi”, anche se lo stesso ha già smentito. Stash che con la sua band, i The Kolors, ha vinto l’edizione 2015 di Amici, ha spiegato ai propri fan: “Sono stato supportato in ogni modo affinché venisse fuori il meglio di me e della band senza snaturarci. In sinergia perfetta con la mia amica Elisa, che ha mi ha coadiuvato nell’excursus sacrificando insieme a me molte ore di sonno (abbiamo fatto tante volte le 5 del mattino in sala prove!!!)“. Per fugare ogni dubbio sulla “libertà” lasciata ai giovani partecipanti del talent, l’artista ha aggiunto: “Non ricordo neanche un solo episodio, un atteggiamento di pressione o di oppressione subito da me o da altri che erano lì dentro con me. Certo che se vai a un talent che è anche una scuola, le regole le rispetti. Rispetti quanti lavorano per te e con te! Ripeto: mai stato costretto a fare o non fare qualcosa“.

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Anche Alessandra Amoroso ha affidato ai social la sua dichiarazione pro-Amici, che è insieme una dichiarazione d’affetto e stima incondizionata per Maria De Filippi:

Questa sono io 10 anni fa. Ho iniziato il mio percorso fatto di alti e bassi, di paure, di pianti, di sorrisi, di leggerezza e di parecchie difficoltà, che mi sembravano, a volte, insormontabili. Fortunatamente in tutto questo insieme di emozioni ho trovato sostegno e appoggio da tutte, ribadisco tutte, le persone che fanno parte della grande macchina chiamata Amici. Nessuno mi ha mai imposto nulla e hanno lasciato che l’Alessandra pazzerella si potesse esprimere sempre e nella più totale libertà. È vero, il programma era completamente differente rispetto ad oggi, ma non cambia la sostanza. Una cosa però la voglio fare, perché ci tengo, perché lei mi ha permesso di iniziare questo splendido percorso lavorativo e di camminare piano piano e sempre più con la sola forza delle mie gambe: un immenso grazie va a Maria De Filippi“.

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Molto simile, nel contenuto e nei toni, il commento del gigante buono, Sergio Sylvestre, vincitore dell’ultima edizione del talent:

“È passato ormai quasi un anno dalla fine della mia esperienza ad Amici di Maria De Filippi. Quando tutto è iniziato non sapevo davvero cosa aspettarmi. Mi sono ritrovato a vivere l’esperienza più autentica della mia vita. Ho avuto accanto tanti professionisti, a disposizione di ragazzi uniti dal sogno di fare musica (o danzarla), che ci hanno insegnato come coltivare le nostre ambizioni. Sono sempre stato me stesso, nessuno mi ha mai imboccato parole o suggerito atteggiamenti. Non sarei neppure in grado di ridere, piangere o litigare con qualcuno a comando. Il solo pensarlo mi fa sorridere. Ho avuto dei coach che mi hanno guidato passo dopo passo senza mai impormi nulla fino a conoscermi talmente bene da sapere perfettamente cosa fosse adatto a me. […] Ringrazierò chiunque ad Amici per avermi insegnato l’unico trucco utile per fare questo lavoro: essere vero.

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Libertà di essere se stessi e d’esprimere le proprie potenzialità di artisti in erba, guidati da validi coach e dalla presenza materna e attenta di Maria De Filippi: è questo, a grandi linee, ciò che connota la macchina-talent secondo alcuni dei suoi più noti “ex”. Decisamente più polemici gli interventi di Rudy Zerbi e dell’ex autore del programma Luca Zanforlin.

Sono padre di quattro ragazzi e non posso tollerare quando qualcuno parla di manipolazione, di schiavitù, di malafede” – ha spiegato Zerbi – “se i ragazzi di Amici fossero trattati come schiavi o manipolati, non tornerebbero regolarmente a trovarci, anche dopo tanto successo, dischi venduti e quindi senza il bisogno tornare in un posto che li avrebbe fatti soffrire. Scusatemi, sono stato zitto fino ad ora ma non ce la faccio più a digerire certe infamie. Torno a scuola, alla musica e da oggi non mi curerò più di queste esternazioni da ‘bimbiminkia’ (cit.)“.

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Per Luca Zanforlin – si legge sul suo profilo facebook – “Amici è stata ed è (anche se ora sono più distante) un’esperienza bellissima, forte, formativa, emozionante, fatta di passione ed estrema professionalità. Io per 15 anni ho vissuto nel confronto e nella libertà assoluta (di parola di pensiero e di azione) Ho potuto essere quello che volevo e ho sempre incoraggiato i ragazzi a fare lo stesso. […] Ogni giorno, ancora oggi, mi arrivano manifestazione di affetto da parte dei ragazzi (anche di quelli che non hanno vinto). Ancora oggi, molti di loro, quando devono prendere una decisione sia professionale che personale mi fanno uno squillo e ci confrontiamo proprio come quando erano nella scuola. Sono venticinque anni che lavoro in tv, ho fatto più di 50 programmi diversi ma se qualcuno dovesse chiedermi quale è il programma più libero e con meno ‘mediazioni televisive’ non avrei dubbi: Amici. Ed è per questo che non ci sto ed è per questo che mi indigno e trovo irrispettoso e gratuito quando sento alcune esortazioni pesanti su di un programma che ho amato e sempre amerò“.

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Chiude la carrellata la riflessione di Ermal Meta, giudice del talent, che nel commentare la querelle sembra mostrare la stessa misurata eleganza che ne connota le esibizioni: “Sono dispiaciuto che Morgan abbia lasciato Amici. Credo che con le capacità che ha sarebbe potuto essere davvero un’ottima guida per i ragazzi. A volte però le cose semplicemente non funzionano o hanno bisogno di più tempo o più impegno per funzionare. Il mio ruolo di giudice mi permette di recarmi a Roma negli studi della trasmissione per una volta a settimana ed è poco tempo per capire le dinamiche interne delle squadre (anche perché non posso parlare né con i direttori artistici e né con i ragazzi), ma abbastanza per vedere con chiarezza la professionalità con cui viene condotto l’intero spettacolo”. “Il tempo”, ha concluso Meta, “è di sicuro il maggior esperto in materia di galanteria. Ogni bene“.

Come dargli torto? Tempo al tempo, dunque, e “ogni bene” a tutte le parti in gioco: all’artista inquieto e sincero che è Morgan, ad un talent che continua a tenere incollati i giovanissimi alla tv e a far parlare di sé dopo ben 16 anni di messa in onda, ma soprattutto ai ragazzi in gara che, non dimentichiamolo, si stanno giocando il futuro.

 

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Veronica Ventavoli
Pistoiese di nascita, prima di laurearmi in Storia medievale all’Università di Siena e poi in Storia contemporanea a La Sapienza di Roma, ho lavorato per oltre dieci anni come cantante solista e in vari gruppi di cover toscani. In tale veste, vincendo quella che al tempo si chiamava Accademia della Canzone di Sanremo, ho avuto l’opportunità di partecipare all’omonimo Festival del 2005 classificandomi al terzo posto nella categoria Giovani. I primi ricordi nitidi che ho mi vedono impegnata a inventare e disegnare cartoni che non si sono mai animati, a imitare nei cortili parenti e personaggi famosi, a consumare i tanti 45 e 33 giri ricevuti in regalo da zii, cugini, vicini di casa: fra le sigle di Fantastico e il prog italiano degli anni Settanta, tra Pupo e i Beatles, anche se priva di fratelli e sorelle non mi sono mai sentita sola! Gli amici mi chiamano “scimmietta” perché sono tuttora curiosissima di conoscere canzoni, libri e film. Sono – da sempre, mi pare – devotamente innamorata di gatti, pastasciutte, David Bowie, Anna Marchesini e “Cipì” di Mario Lodi.

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