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Capre Vs Anticonformisti in Televisione – Dedicato ai vari Morgan, Maionchi, Luccarelli, Sgarbi e Cacciari

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di Roberto Manfredi

La definizione prevalente  del termine “conformismo” nei dizionari è:
Adesione acritica alle opinioni, ai comportamenti prevalenti nella società”.

Tanto per aggiornare la definizione, sostituirei il termine prevalenti con il termine dominanti. I comportamenti dominanti nei mass media, e in particolare nel mondo televisivo, sono molto evidenti; riguardano atteggiamenti, azioni e linguaggi. Le parole più usate sono “straordinario”, “quattro si”, “state con noi”, “a tra poco”, “i miei compagni di viaggio”, ” percorso”, etc… Sono termini ed espressioni assai conformi ai comportamenti televisivi. Infatti le sentiamo almeno cento volte al giorno.

Per quanto riguarda gli atteggiamenti, ne abbiamo già parlato nell’articolo Food News (leggi articolo->QUI), ma possiamo estendere il panorama al conformismo da ringraziamento e da complimento compulsivo. In questo, Fabio Fazio non è secondo a nessuno. Una volta, non per scherzo ma probabilmente in un eccesso di verità disse a Paul McCartney, parola più, parola meno una frase come questa :

“Le confesso che io faccio televisione per ringraziare e per chiedere ad artisti come lei un autografo sul Cd“.

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Ovvio l’ospite è sacro, mica gli si può dare della capra come fa Sgarbi, ma un conto è intervistare secondo il comune senso del pudore, un conto è stendere uno stuoino ai piedi dell’intervistato. In questo contesto da the e dolcetti delle cinque pomeridiane, mi piacerebbe porre alla vostra sublime attenzione quei personaggi che detestano il conformismo in tv. Sono personaggi diversi, ma in qualche modo simili tra loro, e non a caso “bucano” lo schermo. Qualche esempio illuminante.

Vittorio Sgarbi è il più anticonformista che ci sia. Lo è al punto che, se dovesse esserlo verso se stesso, dovrebbe dare del “lei” a tutti chiedendo umilmente:

“Scusate, Vi pregherei gentilmente di non interrompermi, perchè potrei perdere il filo del mio intervento. Chiedo scusa in anticipo se dovessi dilungarmi e quindi approfittare del tempo che mi avete gentilmente concesso. Posso continuare?“.

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Ovviamente, un Vittorio Sgarbi gentile e conformista come questo, annoierebbe quanto un libro di Fabio Volo. Lo preferiamo quindi arrabbiato e dialetticamente violento. Mirabile in questo senso la sua ultima performance televisiva nel programma “Il Bianco e il nero” di Telese su La7, in cui, grazie al suo anticonformismo televisivo, riuscì persino a far uscire dallo studio tutti gli altri ospiti del dibattito, compreso il conduttore stesso, tutti offesi e scandalizzati dalla sua rissosa performance.

E che dire del redivivo Morgan Castoldi ad Amici? Il suo “bimbiminchia” rivolto al pubblico in studio è un inno gioioso all’anticonformismo. Era ora. Non aspettavamo altro. Era dai tempi del Paolo Villaggio conduttore che trattava male le vecchiette in studio, che non si registrava una sana invettiva contro il pubblico dei figuranti o dei fans che dir si voglia. Morgan è vivo e lotta con noi.

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Un altro che a me piace assai è Cacciari. Non tanto per le cose che dice, quanto nel mostrarsi insofferente durante i collegamenti in cui appare nei talk show. Quando non ne può più, si alza e se ne va con uno scatto, quasi sempre portandosi via persino il microfono a collarino che inevitabilmente gli cade dal bavero della giacca. Fantastico. Quanti di noi vorrebbero essere al suo posto?

Non meno spumeggiante, come un botto di una molotov, è Selvaggia Lucarelli, una che ha deciso che la simpatia vale assai meno dell’intelligenza. Sempre lucida e analitica fino allo spasimo, è esattamente il contrario di Fazio, e non solo sessualmente. Un suo “grazie” in tv è un puro evento mediatico. In effetti ha ragione. Perché essere pagati per ringraziare? Quello lo fanno i cortigiani e i portaborse, mica gli anticonformisti.

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Una che invece ha saputo unire simpatia, empatia, anticonformismo fino al sano turpiloquio, è Mara Maionchi. Con lei si può citare il vecchio slogan da dentifricio: “Con quella bocca può dire ciò che vuole”. A differenza degli altri sa ridere e divertirsi, ma non le manda a dire da nessuno. Troppo istintiva e saggia per adeguarsi alle acque chete.

Dire ciò che si pensa, in barba al codice conformista o conforme alla tv, al consenso acritico delle opinioni dominanti dei media, è giusta cosa, persino nei riguardi del successo del format, dei suoi ascolti e del gradimento del pubblico, che me subisce il fascino. Bucare lo schermo significa alzare la soglia di attenzione dei telespettatori, creare attenzione, non necessariamente consenso.

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Se vanno in onda gli Sgarbi, i Morgan, le Lucarelli e le Maionchi, sai che da un momento all’altro tutto può succedere. La sorpresa è dietro l’angolo, nascosta tra le telecamere.

Sogno un palinsesto dove le opinioni, le idee, i commenti e i giudizi espressi non siano narcotizzanti, conformi allo status quo e al bon ton della comunicazione istituzionale. Ben vengano quindi gli anticonformisti in tv, le serpi in seno, i “rompicoglioni”, i rottamatori della televisione per la famiglia dormiente e consenziente. E quel giorno, l’era dei “grazie-prego-scusi-tornerò” sarà seppellita da un solenne grido: Capraaaa!!!

 

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Roberto Manfredi

Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc…
Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7.
Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA – Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice.
Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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