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Fabrizio Moro, introspezione e sentimenti nel nuovo album “Pace” – RECENSIONE

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fabrizio moro
Crediti del FotoMontaggio Immagini: FareMusic - FMD Copyright ©
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di Andrea Amendolagine

Fabrizio Moro ha pubblicato il suo ottavo album di inediti dal titolo “Pace” (La Fattoria del Moro/Sony) dopo la sua partecipazione all’ultimo Festival di Sanremo in occasione del quale si posizionò al settimo posto della classifica finale con l’intensa “Portami via“.

Cantautore solido, diretto, efficace, senza peli sulla lingua, dopo la parentesi più “folk” e “on the road” del precedente “Via delle Girandole 10” (2015), Fabrizio Moro presenta al pubblico un lavoro maturo ed estremamente autobiografico, artisticamente all’altezza del suo nome e strutturato in modo tale da mostrare tutte le anime del suo stile compositivo tanto da poterlo agevolmente accostare ad un suo precedente e ben riuscito lavoro del 2013, “L’inizio”. Un disco che oggi può anche definirsi genuino, e c’è da apprezzare il fatto che Moro, nonostante la sua criticata partecipazione ad Amici e il bazzicare tra major e radio, abbia voluto mantenere la sua identità musicale senza cadere (troppo) nella tentazione dell’elettropop alla moda o al “radio friendly” che iniziano ad essere i sintomi di un virus da debellare.

fabrizio moro

La voglia di fuggire dalle proprie inquietudini quotidiane è il messaggio dell’intenso brano di apertura che dà il titolo all’intero lavoro, una sorta di sfogo alle amarezze dell’esistenza passata che si chiude con la voglia di condividerle e superarle insieme ad una persona che prova le stesse sensazioni.

Nella successiva e più vivace “Tutto quello che volevi” Moro parla delle insoddisfazioni, pensieri, sogni e ricordi del passato che affollano la mente di giornate apparentemente normali e perfette, mentre nella nostalgica “Giocattoli” a fare da padrona è la voglia di ritornare all’ingenuità dell’infanzia vissuta insieme ai piccoli robot e alieni di plastica che lo hanno visto crescere ed aiutato a superare le paure che aveva da bambino e magari, se si riuscisse, una volta diventati adulti, a superare allo stesso modo quelle che sono arrivate e che arriveranno.

Continua l’introspezione psicologica e l’esaminazione altrui nell’incalzante e trascinante “Semplice” in cui Moro comprende e fa un velata critica nei confronti di una persona che, non avendo avuto un passato difficile ed esperienze che ti segnano, crolla di fronte alle prime avversità della vita quando finora aveva visto e ottenuto tutto in modo semplice e facile trapelando però, tra le righe, la propria voglia di tornare a vivere in quella maniera.

A metà album (la quinta su 11 tracce in totale) arriva la perfetta ballad “Portami via” che abbiamo potuto apprezzare a Sanremo in tutta la sua bellezza e semplicità compositiva, dedicata alla figlia Anita come tutto il disco.

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Crediti Foto Pagina Facebook di Fabrizio Moro

A seguire troviamo le atmosfere oniriche di “La felicità” dove l’amore inizia a inserirsi nel tassello delle tematiche di “Pace” e qui visto come l’occasione per ritrovare, finalmente e seppur con tanti dubbi, proprio quella felicità tanto cercata e sperata. Nella riuscita “L’essenza“, dal piglio “coldplayano”, troviamo un altro chiaro manifesto del mondo compositivo di Moro, che ribadisce a grandi caratteri l’immortalità dell’essenza di uomo che rimane viva anche quando la vita ne ha distrutto sogni e speranze.

Introspezione, paure e la voglia di trovare la salvezza in un’altra persona (temi portanti dell’intero lavoro che in modo ciclico si ripresentano sotto diverse forme e punti di vista) sono al centro della più radiofonica “Sono anni che ti aspetto“, già lanciata come singolo nel 2016 (e un po’ di “radio friendly” glielo concediamo), ma ecco che finalmente la voglia di vivere in maniera spensierata l’amore lasciandosi alle spalle le esperienze del passato e le ferite (capendone l’insegnamento) fa capolino nella spigliata “Andiamo“, terz’ultima traccia di “Pace” e candidata a diventare il prossimo singolo per l’estate.

Giunti a conclusione dell’album ecco arrivare “E’ più forte l’amore“, uno dei capolavori dell’album in termini compositivi, che vede il cantautore romano duettare per la prima volta nella sua discografia e decide di farlo con l’attrice pugliese Bianca Guaccero: insieme intonano la forza dell’amore che sia nei rapporti interpersonali che nella società e nel mondo (con i suoi problemi globali) riesce a resistere e a non essere mai sconfitto, amore che ancora ritroviamo nella traccia di chiusura “Intanto” ma cantato nella sua maniera più classica, qui forse realtà o forse sogno di viverlo con la consapevolezza che sia quello giusto e che si fa strada tra le note di una canzone ispirata sul momento da questo sentimento e sensazioni. Forse abbiamo finalmente trovato la pace?

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Tracklist

01 – “Pace” (Testo e Musica: Fabrizio Moro)
02 – “Tutto quello che volevi” (Testo: Fabrizio Moro/Musica: F.Moro – R. Cardelli)
03 – “Giocattoli” (Testo: Fabrizio Moro/Musica: Fabrizio Moro – Roberto Cardelli)
04 – “Semplice” (Testo: Fabrizio Moro/Musica: Fabrizio Moro – Roberto Cardelli)
05 – “Portami via” (Testo: Fabrizio Moro/Musica: Fabrizio Moro – Roberto Cardelli)
06 – “La felicità” (Testo: Fabrizio Moro/Musica: Fabrizio Moro – Roberto Cardelli)
07 – “L’essenza” (Testo: Fabrizio Moro/Musica: Fabrizio Moro – Roberto Maccaroni)
08 – “Sono anni che ti aspetto” (Testo: Fabrizio Moro/Musica: F. Moro – R.Cardelli)
09 – “Andiamo” (Testo e Musica: Fabrizio Moro)
10 – ” E’ più forte l’amore” – feat. Bianca Guaccero (Testo e Musica: Fabrizio Moro)
11 – “Intanto” (Testo: F. Moro/Musica: F. Moro – Danilo Molinari – R. Maccaroni)

 

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Fabrizio Moro – Portami via VIDEO

 

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