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LP seduce l’Alcatraz di Milano in un vortice di pura maestria – RECENSIONE

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LP Live Lunedì 3 Aprile 2017 ad Alcatraz - Milano Crediti Foto Alcatraz
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di Corrado Salemi

Sono le 19.30 del 2 aprile 2017 e mi trovo miracolosamente all’Alcatraz di Milano in mezzo ad una folla allegra, festosa e variopinta, sovrastata da centinaia di palloncini illuminati (di quelli con la lucina led all’interno). Mi guardo intorno e scopro un pubblico davvero eterogeneo fatto di fan, di figlie con le loro madri (tutt’altro che dispiaciute, a dir la verità), di gruppi di stranieri, di persone giunte da tutta Italia. Insomma, c’è davvero di tutto. Lancio uno sguardo dietro di me: l’Alcatraz è stracolmo e non si intravede nemmeno un posto libero.

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LP Live Lunedì 3 Aprile 2017 ad Alcatraz – Milano
Crediti Foto Alcatraz

Si attende l’inizio del concerto di LP, all’anagrafe Laura Pergolizzi, la rivelazione musicale più interessante degli ultimi anni. Trentasei anni, nata e cresciuta nello stato di New York, figlia di quell’Italia americana che continua a sfornare talenti (i nonni materni erano di Napoli ed il nonno paterno della mia adorata Palermo), LP si è fatta notare grazie ai brani Cheers (Drink to That) e The Beautiful People scritti rispettivamente per Rihanna e Christina Aguilera. Successivamente si è fatta conoscere anche come interprete con i suoi lavori successivi e soprattutto con il long-playng Forever for Now del 2014. Ma il successo internazionale arriva finalmente grazie all’album Lost on You uscito a fine 2016 e con i singoli Lost on you e Other people.

Ore 20.30: si spengono le luci. Accolta da un boato appare sul palco Lauren Ruth Ward, modella, cantante e compagna di LP nella vita. È lei ad aprire il concerto di stasera. Il liveset è minimale: brani cantati in acustico accompagnata esclusivamente dal chitarrista. L’emozione della cantante americana è palese ed i brani ne risentono: scorrono, con qualche incertezza vocale qua e là, Make love to myself, Burden e tutti gli altri brani del suo EP omonimo. Il pubblico è in delirio e gradisce molto, complice una performance comunque frizzante e carica di verve.

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LP Live Lunedì 3 Aprile 2017 ad Alcatraz – Milano
Crediti Foto Alcatraz

Il tempo di cambiare set (sono da poco passate le 21) ed il pubblico inizia a reclamare a gran voce la protagonista della serata. Ma c’è ben poco da aspettare: ecco le note introduttive di Muddy Waters sulle quali entrano in scena tutti i musicisti accolti da un entusiasmo immenso.

LP dimostra sin dalla prima strofa l’estrema qualità della sua voce, pregevole ed impressionante da qualunque punto di vista la si giudichi. Il suo carisma sul palco è fuori discussione: sicura di sé, autorevole come nessuna, capace di ipnotizzare attraverso una performance puramente canora, senza funambolismi da pop-star, spostandosi di tanto in tanto sul palco in cerca di un contatto non solo emotivo con il suo pubblico. Nulla, proprio nulla a che vedere con il fuscello che mi aspettavo (ah… che inutilità i pregiudizi!)

Man mano che si snocciolano i grani del suo repertorio LP mette in mostra tutto il suo valore, tanto d’interprete quanto di autrice della propria musica. Il timbro è davvero personalissimo, malleabile, e si fa davvero fatica a credere quanto sia capace di variare registro e colore della voce in un attimo, tutte le volte che occorre, passando da momenti di pulizia cristallina ricca di sovra-acuti (come nella strofa di Other People) ad altri quasi graffiati e cantati di gola (come in No Witness) senza mai apparire artefatta.

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LP Live Lunedì 3 Aprile 2017 ad Alcatraz – Milano
Crediti Foto Alcatraz

Altrettanto sorprendente il controllo chirurgico e parsimonioso del vibrato: mai buttato a caso, mai stucchevole, mai cercato per puro abbellimento. Tutto questo senza stonare mai una sola nota, nemmeno durante la passeggiata tra il pubblico fatta a metà concerto!

La band è in tipica formazione pop-rock: chitarra elettrica, basso e batteria ai quali si aggiungono i cori e l’elettronica campionati su base. I musicisti solo assolutamente all’altezza della situazione, in grado di creare un sound perfetto e di forte impatto. A questo si aggiunge la versatilità (ancora una volta!!!) di LP come polistrumentista alternandosi tra le varie chitarre, l’ukulele e l’armonica. Bravissima anche in questa veste.

Il repertorio è davvero bello, ricco di richiami folk ottimamente fusi a suoni pop/rock, fatto di canzoni davvero ben scritte che non stancano mai. La scaletta mette ovviamente in forte evidenza l’ultima produzione ma non mancano i brani del precedente Forever for now.

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LP Live Lunedì 3 Aprile 2017 ad Alcatraz – Milano
Crediti Foto Alcatraz

Ecco l’intera scaletta:

  1. Maddy Waters
  2. Stange
  3. Tightrope
  4. Up against Me
  5. You want it all
  6. Other People
  7. Switchblade
  8. Death Valley
  9. Levitator
  10. Tokyo Sunrise
  11. No Witness
  12. Someday
  13. Lost on you
  14. Forever for Now
  15. Into the wild

Passano in fretta quasi due ore. Il concerto è stato splendido, magico, molto al di sopra delle mie aspettative: resto con la voglia fortissima di ricominciare tutto dal principio. Consigliatissimo, da rivedere prima possibile. Fossi in voi andrei subito a cercare i biglietti per i prossimi eventi live di luglio (di cui abbiamo parlato qui).

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