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In Tv l’informazione/spettacolo è privilegiato a discapito del giornalismo – Si salva solo Report

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di Roberto Manfredi  

DALLE FOOD NEWS Al REPORT STELLATO.

Oggi il sistema dell’informazione mediatica si regge su un principio fondamentale: “Come cucinare l’intervistato”. Nel caso sia un politico, la ricetta del giornalista chef prevede: una cottura a fuoco medio-alto e un impiattamento esteticamente accattivante, vale a dire un’ intervista con domande a raffica senza lasciar tempo alle risposte, in una scenografia ricca, luminosa, con contorno di un pubblico complice e plaudente secondo gli imput impartiti dalla cucina.

Possiamo coniare un nuovo neologismo: le food news, ovvero i talk show in cui gli ospiti fungono da cibo, da carne umana da rosolare al fuoco. In questo senso si azzerano le differenze culturali tra un Gordon Ramsey e un Giovanni Floris tanto per fare un esempio.

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La liturgia di una comune intervista televisiva, in un qualsiasi programma di informazione, segue uno schema abituale e preciso, praticamente come l’esecuzione di una pietanza da fast food. Non si punta all’approfondimento di un tema, quanto a mettere in difficoltà il commensale di turno. E’ come invitare uno a cena e poi pretendere che mangi in dieci minuti l’antipasto, il primo, il secondo, il contorno, il dolce e il caffè. L’ospitalità a tempo di scadenza è obbligatoria. L’ospite vale quanto un rotolino di sushi. Va mangiato in fretta altrimenti il programma va a male.

Nessuno segue il classico esempio giornalistico anglosassone, in cui l’intervistatore fa domande veloci e precise senza alcun prologo o premessa e lascia all’intervistato tutto il tempo necessario per le risposte. Solo Enzo Biagi ha seguito questo modello nella televisione nazionale. Le sue domande duravano al massimo 15 secondi e più l’ospite parlava, più metteva in scena una sorte di confessione.

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Ho avuto modo di rivedere l’intervista di Biagi fatta a Sindona in carcere a New York, dove Biagi riuscì a far vuotare il sacco al condannato, semplicemente lasciandolo parlare. Una lezione di giornalismo straordinaria.

Niente di tutto questo accade oggi sulla tv italiana, sia nei talk show politici serali dove l’imperativo è sollecitare la rissa, sia nei programmi di infotainment pomeridiani dove abbondano illazioni, accuse, sospetti tra gossip e cronaca nera.

Il conduttore è un cacciatore e l’ospite è la preda. Fateci caso. Floris, Annunziata, D’Urso, Vespa, il redivivo Minoli, tutti seguono un copione preciso, una strategia calcolata e inflessibile. Portare l’intervistato fuori da una zona di conforto per metterlo in difficoltà crescente. Questo meccanismo predatorio dell’informazione-spettacolo, non ha nulla a che vedere con il giornalismo d’inchiesta, con l’informazione e l’approfondimento. Si è scelto di privilegiare lo spettacolo a discapito del giornalismo perché lo share si raggiunge mettendo in tavola le emozioni e gli stati d’animo quali disagio, rabbia, invidia, rancore, dolore. E infatti quando l’intervista è piatta e freddina coma una minestrina dimenticata in frigo, ecco che si invita un aiuto chef, ovverosia l’ospite incazzoso che aggiunge la giusta dose di peperoncino e di sale. I più gettonati sono Sgarbi, Cacciari, Travaglio, Santanchè, Salvini e giù fino all’ammazza caffè quando si scatena la rissa.

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Ai fini dell’audience, l’analisi e il racconto dei fatti conta molto meno perché richiede, da parte del pubblico, un’attenzione e una concentrazione superiore. Ora le ricette per consumare una sana ed equilibrata informazione potrebbero essere molte, magari invitando a cena meno politici e più esperti. I politici, si sa, divorano tutto e in fretta ma non sanno riconoscere gusti, aromi, sapori. Gli esperti, quelli veri, hanno il palato fino e anche bendati, sanno distinguere gli ingredienti del menù e la loro composizione.

Oggi nel mondo mediatico le food news sono superate o meglio, si consumano in altri luoghi di somministrazione, non più negli studi televisivi ma sul web, dove però l’incipit è il fast food. In Italia invece, la televisione la fa ancora da padrone. All’ora della colazione, del pranzo, della merenda e della cena, fino al pasto di mezzanotte, serve in tavola infiniti talk di infotainment, spacciando notizie o presunte tali, come fossero supplì, babà e patatine fritte. Una grande abbuffata di ospiti e commensali, tutti a mangiare nel piatto del canone o degli sponsor.

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Poi una sera guardi Report, dove anche se assente, sembra di vedere ancora la Gabanelli ai fornelli, e la ricetta servita in casa diventa una leccornia. Si gusta l’inchiesta, la qualità degli ingredienti, il giusto equilibrio tra freddo e caldo, cotto e crudo, dolce e salato. A raccontare e preparare il menù infatti ci sono solo esperti. Di politici manco uno. Report non è una sala mensa di cibo precotto, è un ristorante unico al mondo. Dovrebbe essere aperto tutti i giorni, non solo una sera la settimana.  Se siete affamati di vera informazione, prenotate un tavolo a Report e sarete serviti a dovere.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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