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A MILANO UNO SHOW DEDICATO AI QUEEN CON ROBERTA ORRU’

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di Francesca De Luisi

Oggi abbiamo l’onore di avere con noi una “amica” di FareMusic, una ragazza dal talento indiscutibile. L’abbiamo intervistata in occasione dell’arrivo a Milano di uno spettacolare dedicato ai Quen, spettacolo che sta riscuotendo un successo incredibile ovunque, QUEEN AT THE OPERA… e l’artista di cui parliamo è la bellissima e bravissima Roberta Orrù, che ringraziamo per aver accettato di fare due chiacchiere con noi.

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Partiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla musica?

Sono nata in una famiglia di musicisti, zii, cugine, zie suonano uno strumento e quindi è stato più semplice amare ciò che sarebbe stata la mia più grande passione, canto da  quando sono piccola a quattro anni vinsi il mio primo concorso ed da allora non mi sono più fermata.

Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico.

Ho iniziato a cantare molto presto, dopo aver partecipato a tantissimi festival concorsi ed essere stata ospite fissa di Videolina la rete televisiva più importante nella mia terra, ebbi il mio primo contratto discografico a 17 anni, grazie a questo ho fatto un cd di inediti e un tour con Rtl 102.5, a 18 anni che mi trovai a girare tutta l’Italia con grandi nomi come Mariella Nava, Neri per caso, Gianluca Grignani, Niccolò Fabi e tanti altri.

Ho rappresentato l’Italia in un concorso sul Mar Nero, erano presenti 26 nazioni, io sono arrivata terza.

Ho anche partecipato a Cultura Moderna, Il treno dei desideri (duettando con Alexia che mi scelse per aprire i suoi concerti) e infine The Voice in squadra con Piero Pelù, tutte esperienze veramente bellissime.

Ora sono in un progetto stupendo di cui vi parlerò dopo.

Raggiungere un proprio stile e identità, quanto è importante per un musicista?

Beh, direi che sia fondamentale.

Oggi purtroppo per la maggior parte delle persone che si avvicinano al mondo della musica, è importante saper arrivare ad una nota altissima, saper fare in vocalizzo alla Giorgia o essere la copia di qualcuno imitandone timbro e movenze, non servono cloni, serve la novità occorre sentire parlare e cantare con il cuore con l’anima e umiltà.

Sono queste le doti che fanno la differenza.

E’ meglio essere meno precisi, preferirei far venire i brividi perché l’emozione è arrivata in pieno petto, piuttosto che essere perfetti ma non fare assolutamente nulla, è un lavoro costante, ci si deve impegnare affinché alla gente arrivi qualcosa di emozionante, diverso da tutto quello che hanno già sentito.

Quali sono i tuoi punti di riferimento (cantanti o band a cui ti ispiri)?

Da piccola sentivo Marya Carey, Whitney Houston, Celin Dion, i QUEEN.
Devo ammettere che tempo addietro ero molto più tecnica, ora non sono più una ragazzina, quando canto sento i brividi e cerco di trasmettere gli stessi a chi mi ascolta.

Sono tantissimi gli artisti da cui ho preso qualcosa e che mi hanno insegnato tanto ma non ho dei punti fissi di riferimento.

Se piango mentre ascolto un artista so che lo stesso può insegnarmi tanto.

Cos’è la musica per te?

Questa è una domanda che mi hanno fatto tantissime persone.
Sembra semplice e banale, ma non lo è per niente.

Anche nel rispondere vorrei tanto che chi leggesse la mia risposta provasse esattamente le sensazioni mentre descrivo ciò che è per me.

Cos’è la musica per me… la musica per me è gioia è dolore è tristezza è felicità è il mio rifugio.

E’ aria, un emozione che parte dalla testa e arriva ai piedi!
E’ tutto ciò di cui ho bisogno.

E’ la mia vita senza se e senza ma, è una compagna di vita difficile da gestire, che non ti abbandona mai e io le sono fedele perché non smetterò mai di emozionarmi con lei che mi scorre nelle vene.

Cosa provi quando canti?

A volte quando faccio qualche  serata ci sono dei brani che sento di più e mi porta quasi ad avere le lacrime agli occhi.
Una volta è successo che abbia pianto durante un brano e ho dovuto bloccare tutto.

Credo sia una cosa molto bella e profonda.

Quando accade io provo esattamente le sensazioni che sto cantando, vorrei strapparle  dal petto e lanciarle a chi mi sente per dirgli:
“Hai capito quanto sto male?” oppure “Hai capito quanto sono felice? “.

Vorrei che gli altri provassero e sentissero ciò che provo, perché ogni volta che salgo su di un palco sono molto forti e intense.

Quanto conta per te il testo di una canzone rispetto alla musica?

Il testo di una canzone è fondamentale, è quello che deve rappresentarci e che dobbiamo fare nostro; c’è da dire che a volte ho letto dei testi bellissimi su musiche veramente discutibili, quindi il testo, nonostante fosse bello, mi arrivava al 50%, invece quando accade l’esatto contrario, ovvero che le due cose sono in perfetta armonia, allora la pelle d’oca è assicurata.

Tra le tue esperienze e partecipazioni spicca quella in The Voice, quali ricordi con soddisfazione compresa la tua esperienza con Piero Pelù, cosa ne pensi dei Talent?

Beh, The Voice è stata un’esperienza pazzesca arrivata tra l’altro quando avevo smesso di cantare e non volevo saperne più nulla.

Quando feci il primo provino, poi arrivò il secondo, il terzo ed il quarto alla fine  mi sono ritrovata dentro la trasmissione, ero incredula, sono passata da fare gli annunci al supermercato con le offerte giornaliere a far parte dei concorrenti di una trasmissione nuova su Rai2 con icone della tv.

Piero Pelù lo adoravo, la Carrà idem, amo il rock ed è stato semplice scegliere Pelù.

Lui è carinissimo, non recita da personaggio, lui è così come si vede in tv, è una persona che ascolta molto.

I talent ora forse sono troppi e probabilmente perchè in Italia funzionano di meno,   si cerca più il “personaggio” che persone con capacità vocali fuori dal comune.

Potrei fare l’esempio di Andrea Faustini che ha partecipato a Xfactor UK; una bravura, un anima e un’umiltà veramente fuori dal normale, ma qui non sanno neanche chi sia, e la cosa più sconcertante è che è stato scartato a tutti i provini relativi ai talent in Italia.

Ma come lui  tantissimi altri, in Italia è pieno di veri talenti ma a nessuno sembra interessare!

Cosa ne pensano i tuoi amici e familiari della tua scelta di intraprendere questa strada?

La mia famiglia mi ha portato al primo concorso, mi ha sempre fatto partecipare a qualsiasi festival o concorso in Sardegna, quando mi sono trasferita a Roma mi hanno sempre incoraggiata a non mollare mai, mi hanno sempre spronata a fare e dare il massimo, nonostante non abbia avuto molta fortuna professionalmente parlando.

Ho sempre affrontato lunghe scalate, puntualmente arrivata quasi in cima qualcosa mi spingeva giù, ogni volta c’ è stato un impedimento che non mi ha permesso di spiccare il volo che mi permettesse di prendere il famoso treno.
Nonostante questo, la mia famiglia mi è sempre stata vicino, supportandomi e sopportandomi quando le cose non sono andate proprio per come sognavo.

A loro devo molto, devo tutto.

I loro sacrifici mi hanno fatta diventare ciò che sono oggi… e se adesso lavoro con la mia passione, lo devo soprattutto alla mia mamma e il mio papà!
I miei amici??? Sono molto felici per me…

Hai un particolare progetto ideale e concettuale cui arrivare come massima aspirazione?

Quando ero più piccola avevo tanti progetti!

Diciamo che volevo diventare famosa, ma ora non aspiro a tanto.

Nel senso che se dovesse arrivare bene, ma poi più che altro, vorrei la realizzazione di me stessa su un progetto che mi rappresenti in pieno.
Probabilmente un cd mio, dove ogni testo è curato nei minimi particolari e che sia frutto di ciò che effettivamente io sento e che ho vissuto.

Vorrei che la musica accompagni a suon di ballad e rock tutto quanto.
Vorrei un progetto che mi calzasse come un vestito, fatto per me e basta.
Nessuno mi ha mai dato l’opportunità di fare tutto questo.

Sarebbe una grande cosa per me, interiormente mi darebbe tanta sicurezza.

Parlaci del progetto “Queen at the Opera”.

QUEEN AT THE OPERA è uno show pazzesco: le musiche dei Queen sono state riarrangiate in chiave orchestrale dal maestro Giacomo Vitullo.

Sul palco 30 elementi d’orchestra, una band rock strepitosa e 4 cantanti, me compresa, per dar vita ad un qualcosa di magico che veramente da’ i brividi.
Un progetto enorme nato dal mio produttore Simone Scorcelletti, che ha veramente dedicato tutta l’anima alla creazione di questo spettacolo che emoziona veramente tutti.

Ne è la dimostrazione il doppio sold out all’ATLANTICO Roma, a Bologna, Firenze, Teatro Olimpico, Napoli, Bari e Brindisi.

Ovunque abbiamo ottenuto il pienone e questo per noi è una grande emozione.

Cantare sulle musiche dei Queen con una orchestra di 30 elementi cosa comporta emotivamente parlando?

Beh, io nella mia vita ho sempre avuto due sogni: cantare con una grande orchestra e con un mega coro gospel.

Il primo l’ho realizzato!

È un orchestra pazzesca diretta magistralmente da Luca Bagagli.
Sentire la fusione degli archi con una chitarra rock è veramente indescrivibile, entra nell’anima e la riempie veramente tutta.

Ogni volta ho nel cuore un pieno di emozioni che sono difficili da gestire.
Tanto è vero che a fine spettacolo spesso piango, perché l’adrenalina è veramente tanta e le emozioni poi esplodono.

L’8 aprile sarete a  Milano al LINEAR CIAK. Quali sono le tue aspettative per questo concerto Milanese, cosa ti senti di dire alla gente affinchè venga a vedere lo show.

Si, è una serata molto importante, in quanto all’interno di questa tappa ci saranno tante novità.

Saranno in vendita dei Vip tickets che permetteranno di assistere al sound check e di essere presenti all’aftershow, l’esclusivo party dopo-concerto.
Inoltre dalle ore 20.00 si potrà entrare nella magia dei QUEEN, grazie ad una mostra che verrà realizzata dalla community di QUEENITALIA.IT in collaborazione con il noto collezionista Karim Navarrini e QUEENHEAVEN.IT.
Un’ esposizione strepitosa attraverso dischi memorabilia e delle rarità che vi emozioneranno tantissimo.

Che dire… chi è fan dei QUEEN non può non venire a questo evento bellissimo!
Garantisco che passerete una serata che non scorderete mai.

Aspettative? Spaccare quel palco e arrivare nel cuore di ogni persona seduta davanti a me! Con grinta, potenza e tanto amore per quello che faccio.
Vi aspetto!


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