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TEMPI DURI PER I COMICI ITALIANI

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di Roberto Manfredi

Maurizio Crozza a parte, che è riuscito a reggere il passaggio da La7 a Nove, guadagnando persino ascolti, la comicità in tv sta vivendo una fase di crisi. Zelig è morto e la sua fine non è un caso. Non è solo un problema di budget, ma di formula e di linguaggio. Lo stand up comedy è finito. Il meccanismo “avanti un altro”, con  sketch a rotazione da un paio di minuti non interessa più.

La Rai dopo i deludenti ascolti di “Made in Sud”, ha programmato il ritorno di Luca e Paolo. Format nuovo? Macchè. Si ricicla lo storico “Camera Cafè”. Nuovi episodi certo, ma dopo duemila episodi già prodotti da Magnolia e trasmessi anni fa su Italia 1, come potremmo parlare di novità o di innovazione nella comicità televisiva?

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I nostri funzionari tv, evidentemente, non riescono a guardare oltre le mura del loro ufficio. Basterebbe prestare attenzione a cosa accade oltreoceano, guarda caso  negli Stati Uniti, per capire qual è l’unico stile e modello di comicità di successo. Sono decenni, ormai, che i comici americani hanno sepolto lo stile tradizionale di comicità destinato al target famigliare. I comici americani di successo fanno satira politicamente scorretta. Non guardano in faccia a nessuno. Hanno ereditato la trasgressione di Lenny Bruce e ne vanno fieri.

Qualche esempio: Linda Lampanelli italo americana, fa spettacoli sboccati, volgari ma irresistibilmente comici. I suoi riferimenti sono il sesso e il razzismo. Sale sul palco e dopo due secondi dà del ladro a un messicano, del frocio a un bianco e della culona a una donna di colore seduta in prima fila. Non contenta si rivolge a un anziano, o meglio alla signora seduta al suo fianco, per chiederle se a lui gli tira ancora. Se la signora risponde yes, la Lampanelli le dà della bagasciona.  Poi si rivolge al messicano in seconda fila e gli dice:
“Mi piacciono gli ispanici. Ho sempre voluto sbattermi uno di voi bastardi”.

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L’incipit è provocare, sempre e comunque, ma Linda Lampanelli, lo fa così bene che la platea si contorce dal ridere e nessuno si offende. E’ stata ospite più volte al Late Show di Letterman e nei maggiori talk show americani. Paradossalmente non ha mai avuto problemi di censura. In confronto a lei, il Benigni dello storico monologo della vulva, sembra un chierichetto.

Un altro campione di comicità politicamente scorretta, è Louis CK, citato persino da Selvaggia Lucarelli in una puntata di Eccezionale Veramente. I suoi monologhi sono scritti così bene, che il pubblico gli perdona tutto: stati di misogenia, razzismo all’incontrario e dulcis in fundo persino stangate all’esercito degli Stati Uniti che combatte all’estero.

“Certo che se combattete per il vostro Paese e venite colpiti e feriti è una terribile tragedia. Certo che si. Certo che si. Ma… forse, se prendete un fucile e andate a usarlo in un altro Paese, e venite colpiti, non è poi così strano, forse… se il tizio a cui stavate sparando, vi colpisce a sua volta , è un pochino colpa vostra “.

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La lezione che ci viene dagli americani è molto chiara. Nessuno si offenda, qui facciamo ridere, ridere persino delle nostre miserie. L’intrattenimento e lo spettacolo sono sovrani. Se vogliamo prendere per i fondelli il nostro Presidente, lo facciamo, magari anche per lui, che gli fa bene. Gli editti bulgari non sappiamo nemmeno cosa siano. L’accettazione dipende solo da un fatto. Se fai ridere oppure no, non certo se sei democratico o repubblicano, nero o bianco, giallo o marrone, ebreo o cattolico, etero o gay, guerrafondaio o pacifista.  Se fai ridere, puoi dire quello che vuoi. Nessuno va più in galera per uno spettacolo di cabaret, come accadde negli anni sessanta a Lenny Bruce.

Ora se i nostri solerti funzionari televisivi si accorgessero di questo, cioè di quanto la comicità può funzionare se liberata dal bacchettonismo italico, concedendo poi la dovuta libertà a noi autori che magari, dovendo scrivere, siamo abituati a documentarci e a studiare i linguaggi e gli stili altrui, ecco che non avremmo più in tv quei comici scadenti, fuoriusciti dai villaggi turistici e dai matrimoni dove si fanno ancora le battute sulla suocera o sulla prima notte di nozze, con le parrucche e le barbe finte di rigore. E’ dai tempi di Aristofane che la satira, o la comicità, prende spunto dalla Società, anzi ci nasce insieme. Ma evidentemente qualcuno ha la memoria corta, o più semplicemente non legge, dice di non avere tempo ma nemmeno la voglia per farlo. Gli americani hanno imparato la lezione di Lenny Bruce: “La realtà è ciò che è, non ciò che dovrebbe essere”.

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Noi non abbiamo nemmeno imparato la lezione dei Dario Fo, dei Paolo Rossi, dei Daniele Luttazzi, dei Cipri e Maresco, e scusate se dimentico qualche maestro. Oggi siamo rimasti con qualche piccolo eroe capace ancora di alzare le mutande sporche della satira, ergendosi su quel cumulo di rottami della comicità televisiva. Sono i ragazzi di Lercio, di cui uscirà ad aprile il prossimo libro, il glorioso Vernacoliere, rimasta l’unica testata cartacea di satira pura, e pochi altri seguaci come il mitico Natalino Balasso, talmente oscurato dalla tv che bisogna cercarlo sul suo canale web.

Si spera nel ritorno in tv di Daniele Luttazzi, che almeno gli americani li conosce bene, in un Corrado Guzzanti in prima serata  e in un’alzata di tiro di Maurizio Crozza che sul Canale Nove, in cerca di ascolti sempre più lusinghieri, può permettersi di tutto. Se tutto ciò non dovesse accadere, si può sempre cercare un medium disponibile per connettersi con Aristofane o trasferirsi negli Stati Uniti, dove alcune star possono permettersi il lusso di mandare a quel Paese persino il loro Presidente, che peraltro risulta essere un buon comico, anche se involontario.
Grasse risate a tutti.

 

 

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Roberto Manfredi

Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc…
Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7.
Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA – Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice.
Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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